«Universo segreto prima del Big Bang»
Nella seconda metà del XVII secolo il genere umano usa e misura il tempo con padronanza, quasi come fa oggi nel XXI. Galileo scopre la legge fondamentale del pendolo. Isaac Newton annuncia che in fisica i corpi seguono percorsi prevedibili: lui è in grado di calcolare non solo il moto della Luna e dei pianeti ma anche l’ondivago tragitto dei proiettili. È allora che un sistema «matematico e assoluto» crea le condizioni di base per cui il tempo odierno viene misurato in piccolissime frazioni di secondo, e rimbalza, sempre più preciso, su satelliti artificiali e sonde spaziali. «Ancora oggi è il mondo newtoniano a farci trovare d’accordo, in materia di tempo, con osservatori piazzati casualmente molto lontano da noi, compreso l’omino verde sulla superficie di Marte e anche più lontano», spiega Paul Davies, formidabile cosmologo e divulgatore anglo-australiano, di fama internazionale (250 libri all’attivo), il quale ha ottenuto molti riconoscimenti di indiscusso valore scientifico, tra cui l’edizione 1995 del premio della Templeton Foundation, il cosiddetto «Nobel della religione».
di Luigi Dell’Aglio,
avvenire.it,
26/07/13

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