Archivi per il mese di: settembre, 2013

Sulla frontiera
Edith Stein e il Novecento
Edith Stein, per la sua vita e la sua morte, per il suo stare a metà fra mondo ebraico e mondo cristiano, per il suo essere una grande intellettuale laica del suo tempo, ma anche una vera scrittrice mistica, costituisce un esempio significativo di santità contemporanea. Ogni approfondimento della sua vicenda, ogni riflessione nuova sui suoi scritti offre quindi sempre una nuova luce sul secolo che si è appena chiuso. Specie quando pone al centro della riflessione temi che riguardano proprio il suo stare di frontiera fra mondi diversi.
di Lucetta Scaraffia,
osservatoreromano.va,
01/10/13

29 settembre

Santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli
Il Martirologio commemora insieme i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Bibbia li ricorda con specifiche missioni: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore.

A domanda risponde. Bergoglio sulla teologia della liberazione
Nel libro di Nello Scavo “La lista di Bergoglio”, in vendita dal 3 ottobre e presentato oggi da www.chiesa in anteprima, è riportata per la prima volta la trascrizione integrale dell’interrogatorio cui fu sottoposto Bergoglio dalla magistratura argentina l’8 novembre 2010, quindi in una data molto vicina alla sua elezione a papa.
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
28/09/13

Credenti e no uniti contro gli idoli
Esiste un’esigenza di lotta spirituale, di combattimento per raggiungere la qualità propria di ogni essere umano, che accomuna credenti impegnati a discernere le loro incredulità e non credenti tesi a riaffermare le fondamenta del loro pensiero: è la lotta anti-idolatrica, la quotidiana fatica di rispondere alla fondamentale domanda «a chi o a che cosa, da persona libera, liberamente decido di obbedire?». L’idolo – o, meglio, gli idoli, perché la non-unicità è loro caratteristica – continua a essere opera dell’uomo, e la sua creazione, sopravvivenza, trasformazione e funzionamento rispondono a precise istanze e bisogni antropologici.
di Enzo Bianchi,
avvenire.it,
27/09/13

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti (Am 6, 1.4 – 7).

Il gesuita che umiliò i generali
La storia finora mai raccontata della rete clandestina con cui il giovane Bergoglio salvò decine di “sovversivi” dalla ferocia dei dittatori argentini
Nella sua intervista a “La Civiltà Cattolica” che ha fatto il giro del mondo, papa Francesco descrive la Chiesa come “un ospedale da campo dopo una battaglia”, dove la primissima cosa da fare è “curare i feriti”.
di Sandro Magister,
Chiesa.espressonline.it,
27/09/13

27 settembre

San Vincenzo De’ Paoli
Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (Cfr. lett, 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)

Servire Cristo nei poveri
Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l’evangelizzatore dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18).
Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.
Egli stesso volle nascere povero, ricevere nella sua compagnia i poveri, servire i poveri, mettersi al posto dei poveri, fino a dire che il bene o il male che noi faremo ai poveri lo terrà come fatto alla sua persona divina. Dio ama i poveri, e, per conseguenza, ama quelli che amano i poveri. In realtà quando si ama molto qualcuno, si porta affetto ai suoi amici e ai suoi servitori. Così abbiamo ragione di sperare che, per amore di essi, Dio amerà anche noi.
Quando andiamo a visitarli, cerchiamo di capirli per soffrire con loro, e di metterci nella disposizione interiore dell’Apostolo che diceva: «Mi sono fatto tutto a tutti» (1 Cor 9, 22). Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi.
Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi. Se nell’ora dell’orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente.
Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l’intenzione dell`orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. Non è lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra. Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo è servire Dio. La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E’ una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.
Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. Essi sono i nostri signori e padroni.

“Il concetto di pace” tra Benedetto XVI e Giovanni XXIII
Il saggio edito dalla LEV contiene interventi di numerosi studiosi ed ecclesiastici che spiegano il legame tra pace e libertà
Un corposo volume di oltre 600 pagine che, in un certo senso, appartiene al pontificato di Benedetto XVI. Il libro, intitolato Il concetto di pace ed edito dalla LEV, è stato presentato stamattina in Sala Stampa Vaticano nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Giornate Celebrative del 50° anniversario della Pacem in terris.
Citta’ del Vaticano, 26 Settembre 2013 (Zenit.org) Luca Marcolivio

«Così Bergoglio ci salvò dalla persecuzione dei militari»
Arriva in libreria «La lista di Bergoglio», il libro di Nello Scavo con la storie inedite degli uomini e le donne che il futuro Papa aiutò in segreto negli anni della dittatura
di Gianni Valente,
vaticaninsider.lastampa.it,
25/09/13

Per non dimenticare Maalula
Il piccolo villaggio siriano che custodisce il sepolcro di santa Tecla
Il 24 settembre nei calendari liturgici delle Chiese cristiane si celebra la festa di santa Tecla, che nel sinassario della Chiesa bizantina viene chiamata “megalomartire” e “isapostola” (pari agli apostoli), a causa del suo tradizionale vincolo con l’apostolo Paolo. La celebrazione di questa grande martire, mi ha riportato nel ricordo e nella preghiera a Maaloula, luogo della Siria che ne custodisce il sepolcro, che dal primo secolo fino ai nostri giorni conserva la testimonianza del sangue versato per Cristo. La celebrazione di santa Tecla mi ha portato anche alla sponda occidentale del Mediterraneo, alla sede “paolina” di Tarragona che venera Tecla in modo speciale. Tra le due rive del Mediterraneo la festa della santa martire diventa una festa oserei dire “pontifex” tra Oriente ed Occidente, dalla Siria a Tarragona. Oriente ed Occidente che hanno camminato insieme lungo i secoli nella devozione ai martiri, adeso nei nostri giorni non possono ignorarsi nella difesa e nella memoria dei cristiani delle terre del vicino oriente.
di Manuela Nin,
osservatoreromano.va,
25/09/13

No al femminicidio, Sì all’aborto, ma delle femmine…
Paradosso Inglese
In Gran Bretagna un giudice ha deciso di non procedere al giudizio per due medici che praticavano aborti selettivi, pratica illegale in Inghilterra, ma in continua ascesa nella folta comunità asiatica del Paese
di Emanuela Vinai,
agensir.it,
24/09/13

Ratzinger: “Caro Odifreddi le racconto chi era Gesù”
La fede, la scienza, il male. Un dialogo a distanza fra Benedetto XVI e il matematico. Su Repubblica in edicola
di J. Ratzinger,
repubblica.it,
24/09/13

Odifreddi: “Così Ratzinger mi ha risposto”
Il matematico racconta: “Mi è arrivata una busta sigillata, dentro, undici pagine che iniziavano con una richiesta di scuse per il ritardo”
di P. G. Odiffredi,
repubblica.it,
/09/13

Aldilà, il caso dell’«anima» fra immortalità e/o risurrezione«Tra voi e il cielo non vedete altro che la pala del becchino». Così polemizzava il filosofo russo Piotr J. Caadaev (1794-1856) nei confronti del materialismo ottocentesco. Il guardare oltre la tomba è, invece, insito nel messaggio pasquale cristiano fin da quella significativa interpellanza rivolta dal messaggero divino alle donne nell’alba di Pasqua: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (Luca 24,5). Da secoli la teologia cristiana cerca di andare oltre quella pala che seppellisce un cadavere e ha adottato sia la categoria biblica della «risurrezione» sia quella apparentemente alternativa della «immortalità» classica greca. Proprio per la sterminata complessità e articolazione di questa riflessione, ora ci accontentiamo solo di una sorta di nota interpretativa generale.
di Gianfranco Ravasi,
avvenire.it,
23/09/13

Colpito al cuore
La «Chiamata di Matteo» dipinta da Caravaggio per la chiesa di San Luigi dei Francesi
Per esprimere il Vangelo l’artista ambienta la scena in una stamberga romana del Seicento
Quando il trentenne Caravaggio, fra il luglio 1599 e il luglio dell’anno 1600, dipinse in San Luigi dei Francesi per il prelato Mathieu Cointrel (nome italianizzato in Contarelli) i teleri dedicati al santo protettore del committente, non ebbe dubbi. Il testo evangelico per essere efficace e da tutti comprensibile doveva subire una traduzione analogica. O il Vangelo è attuale, è in grado di parlare all’uomo di oggi, vestendosi dei panni di oggi, oppure non è. Questo pensava il cattolico Michelangelo Merisi da Caravaggio. Così del resto insegnavano i decreti sulle arti promulgati dal concilio di Trento.
di Antonio Paolucci,
osservatoreromano.va,
21/09/13

22 settembre

San Maurizio, Candido, Essuperio, Vittore e compagni Martiri della Legione Tebea
+ Agaunum (odierna Saint-Maurice-en-Valais), Svizzera, 287 circa
Abbiamo loro notizie da Euleterio, vescovo di Lione, che racconta di centinaia di soldati martiri capitanati da Maurizio. Questi soldati, appartenenti alla legione “tebea” di Massimiano Erculeo, furono sterminati perché si rifiutarono di andare in Gallia a perseguitare cristiani. Dalle ricerche storiche fatte fino ad oggi, risulta che, prima della grande persecuzione di Diocleziano, probabilmente attorno al 286, Massimiano Erculeo intraprese una spedizione in Gallia contro Bagaudi. Alcuni soldati della legione, probabilmente una coorte capitata da Maurizio, si rifiutarono di celebrare in onore degli dei e furono martirizzati presso Agaunum, nel Vallese. In questa regione, dove loro culto è molto antico, nel 1893 è stata trovata una basilica risalente a quell’epoca.

Etimologia: Maurizio = figlio di Mauro, dal latino

Martirologio Romano: Nell’antica Agauno nella regione del Vallese, nell territorio dell’odierna Svizzera, santi martiri Maurizio, Esuperio, Candido, soldati, che, come riferisce sant’Eucherio di Lione, furono uccisi per Cristo sotto l’imperatore Massimiano, adornando la Chiesa, insieme ai compagni della Legione Tebea e al veterano Vittore, con la loro gloriosa passione.

Oltre i contrasti tra religione e filosofia
Jean Grondin approfondisce la tematica nel suo saggio “Introduzione alla filosofia della religione”
Roma, 21 Settembre 2013 (Zenit.org) Robert Cheaib

Non è raro il pregiudizio che mette religione e filosofia in totale contrasto. La prima, si pensa, navigherebbe nei mari del pre-razionale o semplicemente dell’a-razionale, ovvero in ciò che la ragione non potrebbe né percepire né provare; la seconda, invece, segnerebbe il coraggio di usare la testa e osare il sapere (sapere aude). La prima affermerebbe i suoi asserti malgrado la loro apparente assurdità-incomprensibilità (credo quia absurdum); la seconda demitizzerebbe e svuoterebbe di fatto la religione riducendola alla meglio a un’ossatura di codice morale entro i limiti della sola ragione.
In questo contesto fortemente segnato da contese e «usurpazioni» (per usare un termine newmaniano), una disciplina come «la filosofia della religione» risulterebbe come un ossimoro. Eppure, proprio questo settore del sapere, antico quanto il pensiero e la fede (a prescindere dalla sua effettiva categorizzazione disciplinare), ci aiuterebbe a ripensare la natura sorgiva della religione.

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese (1Tm 2,1-8).

21 Settembre

San Matteo Apostolo ed evangelista
I secolo dopo Cristo

Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo riporta le parole Gesù:”Quando tu dai elemosina, non deve sapere la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina rimanga nel segreto… “. Dopo la Pentecoste egli scrisse il suo vangelo, rivolto agli Ebrei, per supplire, come dice Eusebio, alla sua assenza quando si recò presso altre genti. Il suo vangelo vuole prima di tutto dimostrare che Gesù è il Messia che realizza le promesse dell’ Antico Testamento, ed è caratterizzato da cinque importanti discorsi di Gesù sul regno di Dio. Probabilmente la sua morte fu naturale, anche se fonti poco attendibili lo vogliono martire di Etiopia.

Patronato: Banchieri, Contabili, Tasse
Etimologia: Matteo = uomo di Dio, dall’ebraico
Emblema: Angelo, Spada, Portamonete, Libro dei conti
Martirologio Romano: Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, detto Levi, chiamato da Gesù a seguirlo, lasciò l’ufficio di pubblicano o esattore delle imposte e, eletto tra gli Apostoli, scrisse un Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa

Le confessioni del papa venuto da lontano
In un’intervista alla rivista dei gesuiti di Roma, Jorge Mario Bergoglio scioglie l’enigma del suo silenzio sulla rivoluzione antropologica in atto. Che investe il nascere, il morire, il generare, l’intera natura dell’uomo
di Sandro Magister,
chiesa.espressonline.it
20/09/13

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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