Archivi per il mese di: agosto, 2014

Perché i jihadisti decapitano i loro “nemici”
C’è chi dice che sia una pratica indissolubilmente legata all’Islam, chi la considera un’umiliazione dell'”infedele”, chi ricorda alcuni versetti del Corano a tema: in realtà, è soprattutto una tecnica mediatica dei nuovi estremisti islamici. Così agghiacciante che è stata sconfessata persino da Al Qaeda
di Antonello Guerrera,
Repubblica.it,
28/08/2014

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Bibbia, questa sconosciuta…
Ammonisce il figlio di Sirach, autore del Siracide: «Vergognati della tua ignoranza». Già, gli italiani dovrebbero un po’ vergognarsi della loro ignoranza sul fattore «B», che sta per Bibbia. Quasi tutti ammettono di possederne in casa una copia. Sette su dieci spiegano di averne ascoltati alcuni brani nell’ultimo anno o anche di averli letti. Ma quando si prova a entrare fra le pieghe del testo sacro, l’approssimazione e la confusione regnano sovrani.
di Giacomo Gambassi,
avvenire.it,
30/08/14

La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo (Ger 20, 7 – 9).

NICHILISMO/ Vorremmo “creare” il senso delle cose, ma non possiamo
Oggi il Meeting di Rimini ospita un incontro-dibattito sul tema “Alle periferie dell’esistenza nell’epoca del nichilismo”. Modera il filosofo Costantino Esposito, ne discutono i filosofi Adriano Fabri ed Eugenio Mazzarella insieme a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Pubblichiamo il secondo spunto di riflessione proposto dal prof. Esposito ai relatori e, per gentile concessione dell’autore, la risposta di Adriano Fabris.
di Adriano Fabris,
ilsussidiario.net,
28/08/2014

Socrate e Gesù? Parallelismo forzato
In epoca moderna ha preso corpo un interessante topos sulla figura di Gesù, che consiste nell’operare un confronto tra lui e Socrate.
di Romano Penna,
avvenire.it,
24/08/14

Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. sul diavolo tentatore 2, 6; PG 49, 263-264)

Le cinque vie della riconciliazione con Dio

Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio? Sono molte e svariate, però tutte conducono al cielo.
La prima è quella della condanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e sarai giustificato (cfr. Is 43, 25-26). Perciò anche il profeta diceva: «Dissi: Confesserò al Signore le mie colpe, e tu hai rimesso la malizia del mio peccato» (Sal 31, 5).
Condanna dunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tua liberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi. Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non lo sia poi dinanzi al tribunale del Signore.
Questa è dunque una via di remissione, e ottima; ma ve n’è un’altra per nulla inferiore: non ricordare le colpe dei nemici, dominare l`’ira, perdonare i fratelli che ci hanno offeso. Anche così avremo il perdono delle offese da noi fatte al Signore. E questo è un secondo modo di espiare i peccati. «Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi» (Mt 6, 14).
Vuoi imparare ancora una terza via di purificazione? E’ quella della preghiera fervorosa e ben fatta che proviene dall’intimo del cuore.
Se poi ne vuoi conoscere anche una quarta, dirò che è l’elemosina. Questa ha un valore molto grande. Aggiungiamo poi questo: Se uno si comporta con temperanza e umiltà, distruggerà alla radice i suoi peccati con non minore efficacia dei mezzi ricordati sopra. Ne è testimone il pubblicano che non era in grado di ricordare opere buone, ma al loro posto offrì l’umile riconoscimento delle sue colpe e così si liberò dal grave fardello che aveva sulla coscienza.
Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con Dio. La prima è la condanna dei propri peccati. La seconda è il perdono delle offese. La terza consiste nella preghiera, la quarta nell’elemosina e la quinta nell’umiltà.
Non stare dunque senza far nulla, anzi ogni giorno cerca di avanzare per tutte queste vie, perché sono facili, né puoi addurre la tua povertà per esimertene. Ma quand’anche ti trovassi a vivere in miseria piuttosto grave, potrai sempre deporre l’ira, praticare l’umiltà, pregare continuamente e riprovare i peccati, e la povertà non ti sarà mai di intralcio. Ma che dico? Neppure in quella via di perdono in cui è richiesta la distribuzione del denaro cioè l’elemosina, la povertà è di impedimento. No. Lo dimostra la vedova che offrì i due spiccioli.
Avendo dunque imparato il modo di guarire le nostre ferite, adoperiamo questi rimedi. Riacquistata poi la vera sanità, godremo con fiducia della sacra mensa e con grande gloria andremo incontro a Cristo, re della gloria, e conquisteremo per sempre i beni eterni per la grazia, la misericordia e la bontà del Signore nostro Gesù Cristo.

Franz Jägerstätter, lettere di pace e di fede
La scrittura è fitta, regolare. La grafia non conosce indecisioni, non inciampa in correzioni, non tradisce l’emozione. Eppure Franz Jägerstätter «scrive con le mani legate». Lo separano solo poche ore dalla morte, decretata nel 1943 da un tribunale di guerra di Berlino. La sua “colpa”? Quella di aver rifiutato, nella Germania precipitata nell’orrore del nazismo e della guerra, di imbracciare le armi. Il fermo, irremovibile “no” di questo contadino austriaco – attestato nel fascio di lettere indirizzate, a partire dal 1940 e interrotto solo dalla morte, alla moglie Franziska e per la prima volta tradotte in italiano in Una storia d’amore, di fede e di coraggio.
di Luca Miele,
avvenire.it,
21/08/2014

Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen ((Rm 11, 33 – 36).

Il giornalista decapitato dall’Isis scriveva: “La preghiera porta alla libertà”
In una lettera per una rivista universitaria, James Foley descriveva l’importanza avuta dalla recita del Rosario durante la sua detenzione in Libia, nel 2011

James Foley, il reporter americano decapitato da un aguzzino dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, “era profondamente cattolico, recitava il Rosario tutti i giorni e voleva lasciare il giornalismo al termine del suo reportage per dedicare il suo tempo al dialogo interreligioso”. Lo ha dichiarato, in un’intervista per Tgcom24, il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione che è stato in Iraq alcune settimane fa con una delegazione di vescovi francesi per incontrare i cristiani sfollati.

Roma, 21 Agosto 2014 (Zenit.org) Redazione

Gli unici interlocutori possibili
Per un dialogo tra musulmani e cristiani
Tanti anni fa in un incontro organizzato dalla moschea di Madrid sul dialogo tra musulmani e cristiani, vissi un’esperienza che mi fece capire quanto sia difficile avviare un vero dialogo tra le religioni. Al convegno era presente un giovane religioso, imam d’una piccola moschea in una località spagnola, che mi raccontò come fosse stato appoggiato dalle suore cattoliche per costruire il suo luogo di culto e anche come la Chiesa avesse dato una mano alla piccola comunità musulmana nella zona. Una terza persona che era lì con noi, un po’ provocatoriamente, disse con un sorriso: «Ma allora non sono degli infedeli!». Il religioso replicò con stizza: «Sono sempre infedeli e la loro unica salvezza è nella conversione all’islam!». E se ne andò verso la sala per partecipare al dibattito programmato sul dialogo religioso.
di Zouhir Louassini,
osservatoreromano.va,
22/08/14,

Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.

Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli» (Is 56, 1. 6 – 7).

La guerra non si vince più

Informazione che informa
12.08.2014 – La jihad è apocalittica, e vuole la morte di tutti gli ebrei
Analisi di Carlo Panella

Testata: Il Foglio
Data: 12 agosto 2014
Pagina: 1
Autore: Carlo Panella – Moshe Dayan
Titolo: <>

In medio oriente nessuno vince mai una guerra, siano guerre simmetriche o asimmetriche, mai una vittoria definitiva, assoluta. Sia il Kippur, o lo Shatt el Arab, lo Yemen, la Siria o il Kurdistan. Mai una luce nel tunnel del conflitto tra Israele e Palestina che inizia nel lontano 1920, con la prima rivolta araba contro i sionisti e che vide ancora nel 2003, un inferocito Abu Mazen in una memorabile riunione alla Mukhata mandare a quel paese Yasser Arafat della “Intifada delle Stragi” urlandogli: “Sei l’unico al mondo che non sa vincere una guerra di liberazione!”. Destino gramo che oggi lo stesso Abu Mazen condivide con il defunto rais. La risposta corrente a questa anomalia è banalmente condivisa: tutto ruota attorno alla forzatura dell’impianto di Israele in Palestina, al ritorno dopo 2.000 anni di diaspora del popolo ebraico nel territorio tra il Giordano e il mare, al comprensibile rigetto arabo di un pezzo d’Europa, nel cuore dell’islam. Ma non è così. E’ una risposta falsa. Parziale. Meccanica. La riprova è semplice: non spiega perché ha sempre perso il “partito arabo-palestinese” disposto a chiudere una pace con Israele.

Lievito della vita
La Dormizione di Maria nei testi liturgici delle tradizioni siriache
La festa della Pasqua della Madre di Dio, il giorno 15 agosto, la sua morte e la sua piena glorificazione sono celebrate nelle Chiese orientali con grande solennità; festa preceduta anche da un periodo quaresimale di preparazione come avviene per la Pasqua di Cristo. Vogliamo in queste righe soffermarci, a modo di testimonianza, di comunione e di preghiera con e per i nostri fratelli cristiani in Iraq e nel prossimo Oriente, sui testi liturgici delle due tradizioni siriache, quella occidentale e quella orientale, testi che verranno cantati e pregati in questa festa, ma allo stesso tempo testi che in tante chiese in Iraq e nel prossimo Oriente non verranno più cantati né pregati.
di Manuel Nin,
osservatoreromano.va,
13/08/14

Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.

Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! (1 Cor 15, 54 – 57).

Fermati sul monte alla presenza del Signore.

In quei giorni, Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna (1Re 19, 9. 11 – 13).

Mondo eterologo
Se il figlio è diventato un diritto, che diritti hanno i figli nati da “donatori”? La ricerca delle origini di chi si trova senza radici
In Italia i giudici costituzionali hanno eliminato il divieto della legge 40 di ricorrere a gameti (ovociti e seme) “estranei alla coppia”
Agathe (nome di fantasia) è una giovane avvocatessa parigina. Era il 2009 e aveva ventinove anni, quando seppe di essere stata concepita con il seme di un donatore anonimo: “Sono annientata. Sono come un castello di carte a cui sia stata tolta all’improvviso una delle basi: tutto è venuto giù”, ha detto al settimanale Point che l’ha intervistata. Accadde in una giornata che sembrava uguale a tante altre, con la famiglia riunita a tavola. La madre di Agathe, d’accordo con il marito, scelse quel momento per rivelare a lei e a suo fratello che l’uomo che consideravano a tutti gli effetti il loro padre – quell’uomo seduto anche quel giorno e come sempre a tavola con loro – in realtà era sterile. Non era quindi lui il loro vero genitore. La madre di Agathe stava attraversando un periodo di disagio, e il suo psicoanalista le aveva consigliato di “aprire gli armadi”, di dare aria a quel pesante segreto famigliare che, secondo lui, poteva gravare negativamente sull’equilibrio della sua paziente.
di Nicoletta Tiliacos | ilfoglio.it | 14 Luglio 2014 ore 10:00

Uno sgarbo molto gradito
La Compagnia di Gesù salvata da Caterina II di Russia
Per due secoli furono al centro della scena mondiale. Nelle loro missioni, estese dall’Estremo oriente alle due Americhe, dalle Filippine all’Africa, sperimentarono metodologie che non cessano di appassionare storici e antropologi; dai loro collegi, distribuiti dovunque, nacque la moderna idea della scuola; come teologi, scienziati, astronomi, matematici dominarono la cultura del loro tempo.
di Gianpaolo Romanato,
osservatoreromano.va,
06/08/14

Se il figlio diventa un diritto
· La vicenda del bimbo thailandese ·
Se si ammette che esista un “diritto al figlio” – di recente introdotto anche in Italia – non possiamo poi stupirci se i genitori che hanno “ordinato” un figlio, affittando l’utero di una donna, lo rifiutino se alla nascita non è sano e perfetto. Infatti, se il figlio diventa un prodotto da acquistare, è ovvio che, come ogni acquisto, deve essere di gradimento della coppia compratrice.
di Lucetta Scaraffia,
osservatoreromano.va,
04/08/14

Nella fossa dei leoni
Voci dal martirio. I fanatici dell’islam li uccidono e gli bruciano le case. Ecco come i cristiani perseguitati in Africa e in medio oriente raccontano la loro tragedia.
di Matteo Matzuzzi | ilfoglio.it | 04 Agosto 2014 ore 09:50

Dal «Catechismo» di San Giovanni Maria Vianney, sacerdote
(Catéchisme sur la priére: A. Monnin, Esprit du Curé d’Ars, Parigi, 1899, pp. 87-89)

L’opera più bella dell’uomo è quella di pregare e amare
Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell’uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell’uomo sulla terra.
La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa saovità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare.
Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! E’ una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito.
Figliuoli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce.
Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo.
Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell’onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c’è divisione alcuna nel loro cuore. O quanto amo queste anime generose! San Francesco d’Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e parlavano con lui a quel modo che noi ci parliamo gli uni agli altri.
Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo. Anzi vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: «Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te». Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.

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And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare (A Midsummer Night’s Dream)

YLENIA MOZZILLO

Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

Ivano Mingotti

Pagina ufficiale autore

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

(S)guardo sul Mondo

Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

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Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

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