Archivi per il mese di: dicembre, 2017

Un francescano, un domenicano e un gesuita entrano in un bar…

Un francescano e un gesuita sono amici dai tempi del noviziato di entrambi. Fumatori, trovano difficile pregare o studiare più di un’ora senza una pausa-sigaretta. Confrontatisi sul problema, decidono di andare a parlare coi superiori per domandare loro il permesso di fumare.
Quando si rivedono, la volta dopo, il francescano è decisamente incavolato: «Ho chiesto al superiore se potevo fumare pregando e mi ha detto che non potevo», racconta al gesuita.

Daniel R. Esparza | aleteia.org | 29 dicembre 2017

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Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò» (Nm 6, 22 – 27).

Uno nato da te sarà tuo erede

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito (Gen 15, 1 – 6; 21, 1 – 3).

Il Papa in lotta contro Satana

Nei primi cinque anni di pontificato Francesco ha citato numerosissime volte il diavolo, insistendo non soltanto sulla sua esistenza ma anche sulla sua pericolosità

di Andrea Tornielli | vaticaninsider.lastampa.it | 28 dicembre 2017

‘Astro del ciel’ compie 200 anni: tra guerre e carestie, storia del brano simbolo del Natale

Due secoli sulla cresta dell’onda non sono pochi, specialmente per un brano musicale. E’ difficile resistere graniticamente alla volubilità del mercato, conquistando i gusti dei consumatori anno dopo anno, generazione dopo generazione, senza sbagliare un colpo. E senza saltare un Natale. A riuscire nell’impresa è stato il brano “Stille Nacht! Heilige Nacht!”, in italiano Astro del ciel, che esattamente 200 anni ha visto la luce a Oberndorf, un piccolo paesino dell’Austria, nel salisburghese.

di Sara Ficocelli | repubblica.it | 24 dicembre 2017

Il Natale non è un mito

Pubblichiamo in esclusiva un’anticipazione di “Prediche corte, tagliatelle lunghe. Spunti per l’anima” (208 pp., 13 euro), il volume edito da Edizioni Studio Domenicano che contiene una selezione di brevi brani tratti da discorsi, relazioni e omelie del cardinale Carlo Caffarra, scomparso lo scorso settembre a 79 anni. La prefazione è firmata da mons. Matteo Maria Zuppi, attuale arcivescovo di Bologna.

di Carlo Caffarra | ilfoglio.it | 24 dicembre 2017

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato  (Gv 1, 1 – 18) .

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”» (2 Sam 7, 1 – 5. 8 – 12. 14. 16).

Morto padre Piero Gheddo, il missionario giornalista del mondo

Un grande giornalista che ha raccontato il mondo intero. Un protagonista insostituibile dell’animazione missionaria in Italia. Era questo padre Piero Gheddo, volto notissimo dei missionari del Pime, scomparso oggi 20 dicembre 2017, all’età di 88 anni a Milano.

Giorgio Bernardelli | avvenire.it | 20 dicembre 2017

Basilio, la fede e la luce che arriva dalla Parola

“Luce della pietà” e “luminare della Chiesa”. Quando nel 1980 papa Giovanni Paolo II scrisse la Lettera apostolica Patres Ecclesiae per celebrare il XVI centenario della morte di san Basilio, riprese le invocazioni che i testi liturgici bizantini applicavano al grande padre della Chiesa. Ma da dove traeva quella “luce” Basilio? Dalla parola di Dio contenuta nella Scrittura. Un recente volume edito da Bompiani per la cura di Francesco Trisoglio (Omelie sull’Esamerone e di argomento vario, con testo greco a fronte; pagine 1.236, euro 40,00) ci offre una raccolta di fonti decisive per capire l’origine di quella “luce” e per comprendere la dimensione radicalmente evangelica della vita e della predicazione del santo cappadoce.

di Enzo Bianchi | avvenire.it | 17 dicembre 2017

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando (Gv 1, 6 – 8. 19 – 28) .

Il Sacro romano impero tra dramma e necessità

L’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta nel Natale dell’800, non è solo l’evento centrale del medioevo, ma anche uno di quei rari avvenimenti di cui, presi singolarmente, si può dire che, se non fossero accaduti, la storia del mondo sarebbe stata diversa.

di Gabriele Nicolò | osservatoreromano.va | 13 dicembre 2017

La crisi delle scuole paritarie: studenti giù del 13% in cinque anni
«Non chiamateci private»

Quattrocentoquindici scuole chiuse in poco meno di due anni, studenti crollati del 13% dal 2012, quando gli iscritti erano più di un milione e oggi se ne contano poco più di 900 mila. Hanno chiuso i battenti Bianchi di Napoli, il Sacro Cuore di Genova, il Gonzaga di Palermo, il Leonardo da Vinci a Catania, le Suore Francescane di Gesù Bambino di Milano, il Beata Maria de Mattias di Firenze, l’Istituto Suore oblate del Divino Amore di Roma. E l’elenco potrebbe continuare. Resistono 12.966 scuole paritarie sul territorio italiano, pari a poco più del 33% del totale delle scuole (55 mila), e la parabola in discesa non sembra essere destinata a interrompersi: basta dare una scorsa alle centinaia di licenziamenti collettivi che i sindacati stanno trattando, ai contratti rivisti al ribasso, alle riduzioni di cattedre, per intuirlo. Il calo generalizzato di studenti, dovuto alla denatalità, e la crisi economica, che ha stretto i cordoni delle borse delle famiglie intenzionate a pagare una retta, sono solo una parte della spiegazione.

di Valentina Santarpia | corriere.it | 11 dicembre 2017

Preparate la via al Signore.

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40, 1 – 5. 9 – 11).

Salmo 97

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Chiese ortodosse in declino, tranne che in Etiopia. Un’inchiesta

Ben 100 dei 260 milioni di cristiani ortodossi di tutto il mondo vivono in Russia. Ma di essi solo il 15 per cento ritengono che la religione sia “molto importante” per la loro vita.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 4 dicembre 2017

I manoscritti inediti di Malaparte su Pio XI

Nell’anno del sessantesimo anniversario della morte di Curzio Malaparte, la casa editrice fiorentina Passigli ha dato alle stampe Muss. Ritratto di un dittatore. Una biografia sui generis dedicata al duce, iniziata nel 1931, mai completata definitivamente, e su cui il ‘maledetto toscano’, pochi anni prima di morire, ancora continuava a lavorare.

Nazareno Giusti | avvenire.it | giovedì 30 novembre 2017

Avvento 2017: sappiamo ancora cosa significa?

A noi il compito di non replicare l’esperienza di chi non si è accorto del suo passaggio, e di non farci sfuggire il kairos (Mc 13,33), il momento opportuno, quello in cui l’Avvento non riguarderà solo il suo ritorno, ma riguarda la venuta di Gesù di ogni giorno

di Giulio Michelini | agensir.it | 2 dicembre 2017

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!» (Mc 13, 33 – 37).

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