Archivi per il mese di: maggio, 2013

La Chiesa davanti al tribunale della storia
Nel libro «La grande meretrice» sette donne — tutte storiche ma non tutte cattoliche — indagano su una serie di luoghi comuni
Dieci questioni, intorno a cui un’opinione diffusa e “politicamente corretta” chiama la Chiesa a giudizio davanti al tribunale della storia: la sua infedeltà rispetto alle origini del movimento cristiano, l’imposizione del celibato ecclesiastico, i tribunali dell’Inquisizione, l’arretratezza cattolica rispetto al progressismo evangelico, l’antisemitismo, la sessuofobia, l’anti-scientismo, la svalutazione della donna, il dolorismo. Sette donne, storiche di professione, di diversa estrazione religiosa, si confrontano con questi stereotipi senza pregiudizi, con un linguaggio ampiamente accessibile, mai rinunciando al rigore storico-critico delle affermazioni.
di Bruno Forte,
osservatoreromano.va,
01/06/13

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ASIA/TURCHIA – Iniziato il “ritorno” dei caldei emigrati in Europa
Ankara (Agenzia Fides) – Dopo una serie di negoziati condotti in Francia e in Belgio, 27 famiglie di cristiani caldei originarie della Turchia si apprestano a tornare nelle aree da dove erano emigrate negli anni Novanta anche per sottrarsi agli scontri tra esercito turco e guerriglieri curdi del PKK. (GV) (Agenzia Fides 31/5/2013)

Testo integrale dell’omelia di Papa Francesco nella Messa del Corpus Domini
Cari fratelli e sorelle,
nel Vangelo che abbiamo ascoltato, c’è un’espressione di Gesù che mi colpisce sempre: «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc 9,13). Partendo da questa frase, mi lascio guidare da tre parole: sequela, comunione, condivisione.
news.va/it,
30/05/13

Visitazione della Beata Vergine Maria

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
(Luca 1, 39 – 56).

Commento
Il vangelo ci rivela che Maria è regina della comunicazione e dell’accoglienza.
Il mistero della Visitazione, infatti, è il mistero della comunicazione mutua di due donne diverse per età, ambiente, caratteristiche e della rispettosa vicendevole accoglienza.
Due donne, ciascuna delle quali porta un segreto difficile a comunicare, il segreto più intimo e più profondo che una donna possa sperimentare sul piano della vita fisica: l’attesa di un figlio.
Elisabetta fatica a dirlo a causa dell’età, della novità, della stranezza. Maria fatica perché non può spiegare a nessuno le parole dell’angelo. Se Elisabetta ha vissuto, secondo il Vangelo, nascosta per alcuni mesi nella solitudine, infinitamente più grande è stata la solitudine di Maria. Forse per questo parte “in fretta”; ha bisogno di trovarsi con qualcuno che capisca e da ciò che le ha detto l’angelo ha capito che la cugina è la persona più adatta. Quando si incontrano, Maria è regina nel salutare per prima, è regina nel saper rendere onore agli altri, perché la sua regalità è di attenzione premurosa e preveniente, quella che dovrebbe avere ogni donna. Elisabetta si sente capita ed esclama: “Benedetta tu tra le donne”. Immaginiamo l’esultanza e lo stupore di Maria che si sente a sua volta compresa, amata, esaltata. Sente che la sua fede nella Parola è stata riconosciuta.
Il mistero della Visitazione ci parla quindi di una compenetrazione di anime, di un’accoglienza reciproca e discretissima, che non si logora con la moltitudine delle parole, che non richiede un eloquio fluviale ma che con semplici accenni di luci, di fiaccole nella notte, permette una comunicazione perfetta” [Da La donna nel suo popolo, Ed. Ancora, 1984, pp. 77ss].

Il nuovo «utero artificiale» (?)
Si riparta da lì, da quell’immagine. E’ vita che vince la morte. Liberazione. E’ bellezza di mani forti e buone, che segano un tubo, delicatamente per non far male al bambino incastrato.
Autore: Saro, Luisella Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 28 maggio 2013

Soluzioni Africane a Problemi Africani
Tristemente, le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’Unione africana (Ua), all’insegna del “Rinascimento africano”, si sono trasformate in una vetrina del peggio della politica del continente.
May 29th, 2013 by kizito,
kizito.blogsite.org

Shomali: «Ci preoccupa l’islamizzazione di Gaza»
Il vescovo ausiliare del patriarcato latino di Gerusalemme: «Vogliono che nelle nostre scuole separiamo i ragazzi dalle ragazze»
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it
30/05/13

Il cardinale Tonini: “La fede è l’atto con il quale il cristiano si butta nelle braccia di Dio e si lascia guidare”.
La testimonianza del cardinale Tonini è stata raccolta da Sante Altizio, all’interno del lavoro di produzione di un nuovo documentario per l’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna.
intervista di Sante Altizio,
avvenire.it,
29/05/13

Dal «Commento al libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa
(Lib. 10, 7-8. 10; PL 75, 922. 925-926)

Molteplice è la legge di Dio

Che cosa si deve intendere qui per legge di Dio se non la carità, per mezzo della quale sempre teniamo presente nella nostra mente come si debbano osservare nella pratica i precetti della vita?
Di questa legge infatti dice la voce della Verità: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15, 12). Di essa Paolo afferma: «Pieno compimento della legge è l’amore» (Rm 13, 10). E della medesima dice ancora: «Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo» (Gal 6, 2). In verità per legge di Cristo nulla si può intendere più convenientemente della carità, che adempiamo quando portiamo per amore i pesi dei fratelli.
Ma questa stessa legge è detta molteplice, perché la carità si estende con premurosa sollecitudine alle opere di tutte le virtù.
Essa comincia certo da due precetti, ma si dilata a innumerevoli altri. Assai bene Paolo enumera la complessità di questa legge, col dire: «La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità» (1 Cor 13, 4-6).
«La carità è paziente», perché sopporta con serenità i torti ricevuti.
«E’ benigna», perché in cambio dei mali offre beni con larghezza.
«Non è invidiosa», perché nulla desidera in questo mondo, e quindi non sa invidiare i successi terreni.
«Non si vanta», perché non si esalta dei beni esteriori, mentre desidera ardentemente il premio di una ricompensa interiore.
«Non manca di rispetto», perché dilatandosi nel solo amore di Dio e del prossimo, ignora tutto ciò che è contrario alla rettitudine.
«Non è ambiziosa», perché, occupandosi intensamente dei suoi beni interni, non sente affatto all’esterno il desiderio delle cose altrui.
«Non cerca il suo interesse», perché tutto quello che possiede in modo transitorio quaggiù lo trascura come fosse di altri, e non riconosce nulla di suo, se non quello che perdura con essa.
«Non si adira», perché, anche se provocata dalle ingiustizie, non si eccita ad alcun moto di vendetta, e attende maggiori ricompense future per i grandi travagli sostenuti.
«Non tiene conto del male ricevuto», perché rinsaldando l’anima nell’amore del bene, svelle dalle radici ogni forma di odio e non sa trattenere nell’anima ciò che macchia.
«Non gode dell’ingiustizia», perché, anelando unicamente all’amore verso tutti, non si compiace in alcun modo della rovina degli avversari.
«Ma si compiace della verità», perché, amando gli altri come se stessa, e vedendo in essi la rettitudine, si rallegra come di un profitto e progresso proprio.
Complessa e polivalente dunque è questa legge di Dio.

Il «nuovo realismo» cerca il suo Tommaso
Sono passati quasi due anni dal manifesto del Nuovo Realismo, presentato nell’agosto del 2011 sulle pagine di Repubblica, con cui Maurizio Ferraris ha smosso le acque del dibattito filosofico. Il sasso è stato lanciato in direzione di quel mondo figlio della svolta ermeneutica del Novecento, figlia a sua volta di quella distruzione dell’oggettività sintetizzata dal frammento nietzschiano «i fatti non ci sono, bensì solo le interpretazioni».
di Andrea Galli,
avvenire.it,
28/05/13

100mila cristiani uccisi ogni anno per la loro fede
Monsignor Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede all’ONU di Ginevra richiama al rispetto della libertà religiosa
Ginevra, 29 Maggio 2013 (Zenit.org) Junno De Jesús Arocho Esteves

Bellezza disarmante
Davanti all’universo simbolico della liturgia
Il 30 maggio e il 1° giugno si terrà presso il monastero di Bose l’undicesimo Convegno liturgico internazionale, intitolato «Il concilio Vaticano II. Liturgia, architettura, arte». Il convegno è promosso dal monastero in collaborazione con l’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana e la redazione di «Rivista Liturgica».
osservatoreromano.va,
30/05/13

La famiglia di Dio
La Chiesa «non è un’organizzazione nata da un accordo di alcune persone», ma «è opera di Dio», perché nasce proprio dal suo disegno di amore «che si realizza progressivamente nella storia». Questa mattina, mercoledì 29 maggio, Papa Francesco ha citato Benedetto XVI per riaffermare l’identità propria della Chiesa «famiglia di Dio».
osservatoreromano.va,
30/05/13

Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo
(Lib. 10, 1. 1 – 2, 2; 5. 7; CSEL 33, 226-227. 230-231)

A te, o Signore, chiunque io sia, sono manifesto

Conoscerò te, o mio conoscitore, ti conoscerò come anch’io sono conosciuto (cfr. 1 Cor 13, 12). Forza della mia anima, entra in essa e uniscila a te, per averla e possederla «senza macchia né ruga» (Ef 5, 27). Questa è la mia speranza, per questo oso parlare e in questa speranza gioisco, perché gioisco di cosa sacrosanta. Tutto il resto in questa vita tanto meno richiede di essere rimpianto, quanto più si rimpiange, e tanto più merita di essere rimpianto, quanto meno si rimpiange. «Ma tu vuoi la sincerità del cuore» (Sal 50, 8), poiché chi la realizza, viene alla luce (cfr. Gv 3, 21). Voglio quindi realizzarla nel mio cuore davanti a te nella mia confessione e nel mio scritto davanti a molti testimoni.
Davanti a te, o Signore, è scoperto l’abisso dell’umana coscienza: può esserti nascosto qualcosa in me, anche se m’impegnassi di non confessartelo? Se mi comportassi così, io nasconderei te a me, anziché me a te. Ma ora il mio gemito manifesta che io dispiaccio a me stesso, e che tu rifulgi e piaci e meriti di essere amato e desiderato, al punto che arrossisco di me e rifiuto me per scegliere te, e non bramo di piacere né a te né a me, se non in te.
Dunque, o Signore, tu mi conosci veramente come sono. Ho già espresso il motivo per cui mi manifesto a te. Non faccio questo con parole e voci della carne, ma con parole dell’anima e grida della mente, che il tuo orecchio ben conosce. Quando sono cattivo, l’atto di confessarmi a te non è altro che un dispiacere a me; quando invece sono buono, l’atto di confessarmi a te non è altro che un non attribuire a me questa bontà, poiché, «Signore, tu benedici il giusto» (Sal 5, 13), ma prima lo giustifichi quando è empio (cfr. Rm 4, 5). Perciò, o mio Dio, la mia confessione dinanzi a te avviene in forma tacita e non tacita: avviene nel silenzio, ma è forte il grido dell’affetto.
Tu solo, Signore, mi giudichi; infatti «chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui?» (1 Cor 2, 11). Tuttavia c’è qualcosa nell’uomo che non è conosciuto neppure dallo spirito che è in lui. Tu però, Signore, conosci tutto di lui, perché l’hai creato. Io invece, quantunque mi disprezzi davanti a te e mi ritenga terra e cenere, so di te qualcosa che non so di me.
«Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia» (1 Cor 13, 12), e perciò, fino a quando sono pellegrino lontano da te, sono più vicino a me stesso che a te, e tuttavia so che tu sei inviolabile in modo assoluto. Ma io non so a quali tentazioni possa resistere e a quali no. Io ho speranza, perché tu sei fedele e non permetti che siamo tentati oltre le nostre forze, ma con la tentazione tu ci darai anche la via d’uscita e la forza per sopportarla (cfr. 1 Cor 10, 13).
Confesserò, dunque, quello che so e quello che non so di me; perché anche quanto so di me, lo conosco per tua illuminazione; e quanto non so di me, lo ignorerò fino a quando la mia tenebra non diventerà come il meriggio alla luce del tuo volto (cfr. Is 58, 10).

Francesco e il latino: La messa antica non si tocca, il Papa gesuita spiazza ancora tutti
I vescovi pugliesi chiedono il ritiro del motu proprio di Ratzinger. Bergoglio dice no, servono cose nuove e antiche
Chi pensava che con l’arrivo al Soglio di Pietro del gesuita sudamericano Jorge Mario Bergoglio la messa in latino nella sua forma extra-ordinaria fosse archiviata per sempre, aveva fatto male i conti. Il motu proprio ratzingeriano del 2007, il Summorum Pontificum, non si tocca, e il messale del 1962 di Giovanni XXIII (che poi è l’ultima versione di quello tridentino del Papa santo Pio V) è salvo.
di Matteo Matzuzzi,
ilfoglio.it,
28/05/13

Roque, Alonso, Juan e la conquistatrice
I martiri del Paraguay canonizzati da Papa Wojtyła nel 1988
Quasi tutte le missioni e riduzioni, nei diversi luoghi in cui si stabilirono definitivamente, divennero tali dopo che i missionari ebbero dato la loro vita come testimonianza della fede cristiana. Ciò si può osservare in tutte le missioni, dall’America settentrionale all’America meridionale. I missionari morirono vittime della loro carità, curando appestati o cercando di aprire la strada del Vangelo, sfidando l’ostilità delle tribù degli indios, le avversità e il rigore della natura selvaggia.
di Fidel González Fernández,
osservatoreromano.va
28 maggio 2013

Vaticano, adorazione eucaristica contemporanea in tutto il mondo
Succederà domenica 2 giugno: tutte le chiese del pianeta si uniranno al Papa. Un evento storico, nell’anno della Fede
Il prossimo due giugno, dalle 17 alle 18, le cattedrali e le chiese di tutto il mondo si sincronizzeranno con l’ora di Roma e si uniranno al Papa per la adorazione eucaristica. Si tratta di un evento nell’ambito dell’Anno della fede che, ha spiegato mons. Rino Fisichella, «a ragione possiamo definire storico, perché si realizza per la prima volta nella storia della Chiesa».
redazione,
vaticaninsider.lastampa.it,
27/05/13

«Nella primavera araba i cristiani sono quelli che hanno perso di più»
Parla Elias Chacour, arcivescovo della Chiesa greco-melkita in Israele: «In Siria la situazione è tragica, perché l’Occidente non interviene?»
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it,
27/05/13

Il Vangelo del Dialogo & Il Cuore Altrove
Finalmente è arrivato, l’ho preso in mano e ho sentito il buon profumo di libro appena stampato! Pubblicato mesi fa, il mio libretto mi ha raggiunto solo ora, dopo aver attraversato mari e monti.
In compenso il prezzo, visto dal Bangladesh, fa paura: 14 euro (no, non per 10 copie, per una sola!).
Anche p. Fabrizio è missionario in Bangladesh, di lui come autore posso fare senza scrupoli un sincero elogio: scrive cose belle, scrive bene, è capace pure di commuovervi. E costa solo 10 euro!
Franco Cagnasso, Il Vangelo del Dialogo, EDB, Bologna, 2013, € 14
Fabrizio Calegari, Il Cuore Altrove, PIMedit, Milano, 2013, € 10

Il nostro essere è parola: «Sul dialogo» di Martin Buber
Ci sono tre specie di dialogo: quello autentico, quello tecnico, e il monologo travestito da dialogo. Così Martin Buber riassume i tipi di dialogo, mostrando che l’essere dialogico non è necessariamente l’essere che parla. Il dialogo autentico, infatti, può essere sia parlato sia silente. La sua essenza non consiste nella chiacchiera, ma nel fatto che «ciascuno dei partecipanti intende l’altro o gli altri nella loro esistenza e particolarità e si rivolge loro con l’intenzione di far nascere tra loro una vivente reciprocità».
Roma, 27 Maggio 2013 (Zenit.org) Robert Cheaib

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Poiesis

And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare (A Midsummer Night’s Dream)

YLENIA MOZZILLO

Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

Ivano Mingotti

Pagina ufficiale autore

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

(S)guardo sul Mondo

Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

Beauty Break

La mia pausa di bellezza

Optical Art

Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

In mezzo al mondo

but "don't look back in anger", I heard you say... at least not today. | http://www.inmezzoalmondo.wordpress.com

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