Archivi per il mese di: agosto, 2018

Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?» (Dt 4, 1 – 2. 6 – 8).

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Film: «Aquile randagie». Lo scautismo al tempo della Resistenza

La storia comincia con don Giovanni Barbareschi, vestito di nero ma senza collarino ecclesiastico, che bussa alla porta di una baita sulle montagne della Valtellina e prende in consegna un ufficiale tedesco. I due si arrampicano da soli lungo un irto sentiero che li porterà dopo ore di cammino in Svizzera. Siamo nell’ottobre del 1945, la guerra è finita, l’Italia liberata dagli oppressori. L’ufficiale è un “pezzo grosso”, si tratta infatti del colonnello delle “Ss” Eugen Dollmann, capo dei servizi segreti nazisti in Italia, traduttore personale di Hitler e in seguito informatore degli alleati (a Lugano avrebbe organizzato la resa dei tedeschi). Un abile mediatore che, dopo il conflitto, diventerà agente segreto della Cia

di Fulvio Fulvi | avvenire.it | 28 agosto 2018

Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio» (Gs 24, 1 – 2. 15 – 17. 18).

Sulle orme di Patrizio

Uno dei motivi del successo del pellegrinaggio al Lough Derg è il potere di attrazione, rimasto intatto — se non addirittura cresciuto col passare dei secoli — del mito del pozzo di san Patrizio. E, più in generale, il fascino del rigore ascetico del monachesimo insulare.

di Silvia Guidi | osservatoreromano.va | 23 agosto 2018

Pecore, uccelli e asini: che zoo la Bibbia

«Il lupo dimorerà insieme all’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme… Il lattante si sdraierà sulla buca dell’aspide…». Chi non ricorda questa profezia di Isaia (11,6-8) in cui compaiono uno dopo l’altro così tanti animali per descrivere come sarà rivoluzionato il mondo con l’avvento del Messia, re della pace? Quel che pochi sanno è che la Bibbia è nei fatti il libro sacro in cui vengono citati il maggior numero di animali: 3.594 volte in 161 diverse accezioni (singole specie o nomi collettivi come branco o gregge).

Roberto I. Zanini | avvenire.it | 22 agosto 2018

Il francescano e il gesuita di fronte al mistero

Pubblichiamo stralci dell’articolo Le dimensioni cosmiche di Cristo in Bonaventura e Teilhard de Chardin di Prospero Rivi — frate cappuccino membro del Centro studi bonaventuariani di Bagnoregio — pubblicato sul numero 118 della rivista «Miscellanea Francescana»

di Prospero Riva | osservatoreromano.va | 21 agosto 2018

Enzo Bianchi: «Ecce Homo! Così il corpo interroga il cristiano»

In Gesù Cristo Dio ha vissuto l’esperienza dell’umano dal di dentro, facendo avvenire in sé l’alterità dell’uomo. Scrive Ippolito di Roma: «Noi sappiamo che il Verbo si è fatto uomo, della nostra stessa pasta (uomo come noi siamo uomini!)». Gesù di Nazaret ha narrato, spiegato, visibilizzato Dio nello spazio dell’umano: «Ecce homo! Ecco l’uomo!» (Gv 19,5). Ha dato sensi umani a Dio consentendo a Dio di fare esperienza del mondo e dell’alterità umana e al mondo e all’uomo di fare esperienza dell’alterità di Dio

di Enzo Bianchi | avvenire.it | 21 agosto 2018

Tonini, il «diario dell’anima» di un cardinale giornalista

Sono passati cinque anni dalla morte del cardinale Ersilio Tonini, scomparso il 28 luglio 2013 alla veneranda età di 99 anni, ma il suo ricordo è ancora vivo fra la gente, per la sua amabilità, la parola schietta, il profilo allampanato da “prete di una volta”. Ricordo vivo nelle diocesi che servì come pastore – Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia e soprattutto Ravenna-Cervia, dove rimase dal 1975 al 1990 – ma anche fra i tantissimi italiani, credenti e no, che familiarizzarono con lui quando lo videro in televisione negli anni ’90, soprattutto nel programma I dieci comandamenti all’italiana condotto sulla Rai da Enzo Biagi. Una singolare coppia emiliana quella Tonini-Biagi – il primo piacentino il secondo bolognese – che a suo modo bucò il video

Andrea Galli | avvenire.it | 20 agosto 2018

L’atea Olanda spiega la serietà della religione. E demolisce il pastafarianesimo

Una corte olandese ha sancito che la dottrina del Prodigioso Spaghetto Volante, fondata da Bobby Henderson nel 2005, manca di serietà e coerenza sufficienti ad annoverarla fra le fedi

di Antonio Gurrado | ilfoglio.it | 16 agosto 2018

La suora della pop art

La fede che incontra l’arte, un binomio che unisce estetica ed etica, in ogni epoca, anche in quella contemporanea. E non fa eccezione la pop art, che ha visto in Andy Warhol la sua figura di massimo spicco. Le opere del poliedrico artista di Pittsburgh hanno avuto un impatto tale da dar vita a un vero e proprio movimento culturale. Ne fa parte anche Corita Kent, a cui il Museum of Art + Craft di Ditchling, nella contea inglese dell’East Sussex, dedica fino al 14 ottobre la retrospettiva Corita Kent: Get With The Action, nell’anno in cui si celebra il centesimo anniversario della sua nascita

di Simona Verrazzo | osservatoreromano.va | 11 agosto 2018

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6, 51 – 58).

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua (Lc 1, 39 – 56).

Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.

In quei giorni, Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.
Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.
Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb (1 Re 19, 4 – 8).

Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!» (Gv 6, 24 – 35).

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