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Atenagora, il Bergoglio dell’Ortodossia

Mezzo secolo fa, il 25 luglio 1967, a Istanbul, il cammino ecumenico visse un evento storico: il secondo incontro tra Paolo VI e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora. E nell’occasione di questo anniversario Eliana Versace, storica della Chiesa, ha pubblicato sul “Notiziario” dell’Istituto Paolo VI di Brescia due documenti di eccezionale interesse.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 19 gennaio 2018

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Interpretare e trasmettere

onaventura da Bagnoregio nella posterità: traduzioni, riusi e problemi aperti è il titolo del convegno tenutosi il 15 e 16 gennaio scorsi presso la Pontificia università Antonianum di Roma. Tra gli intervenuti, Massimiliano Lenzi, Andrea Di Maio, Paolo Vian, Fortunato Iozzelli, Alessandro Ghisalberti e Barbara Faes, della cui relazione pubblichiamo alcuni stralci.

di Barbara Faes | osservatoreromano.va| 19 gennaio 2018

È morto Michele Gesualdi, testimone di don Milani

No, su don Milani ‘non si sdottora’. Si può essere solo testimoni e figli del priore del ‘nulla’ di Barbiana che apriva gli occhi al mondo con alfabeto e Vangelo. Michele Gesualdi, che si è spento ieri pomeriggio a 75 anni nella sua casa, posta ai piedi di San Donato a Calenzano, altro luogo decisivo nella vita e nella geografia di don Milani, è stato testimone vero di don Lorenzo.

di Michele Brancale | avvenire.it | 19 gennaio 2018

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece (Gio 3, 1 – 5. 10).

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole (1 Sam 3,3 – 10. 19).

Gli intellettuali del Novecento affascinati da Cristo

La cultura del XX secolo si è allontanata dalla religione ma ha tenuto alta l’attenzione per la spiritualità: da Russell a Borges, da Wittgenstein a Gould

di Gianfranco Ravasi | avvenire.it | 11 gennaio 2018

Il trionfo dei Magi

L’adorazione dei Magi trova una traduzione figurata nella più antica arte cristiana, a cominciare dall’essenziale affresco della cappella greca nelle catacombe romane di Priscilla degli anni centrali del III secolo, che mostra unicamente la Madonna seduta in cattedra, con il Bambino sul grembo, che accoglie tre uomini in tunichetta che si affrettano urgentemente a recare i doni. Qui, le immagini sono ridotte a silhouettes appena animate, dando luogo a una sorta di illustrazione di un fumetto, con le figure, realizzate, secondo una poverissima gamma cromatica, che interessa i toni del rosso cinabro, della terra verde e dell’ocra, ritagliate, come in un infantile collage, per essere applicate al fondo rosso pompeiano, che interessa il vano più interno della cappella.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 5 gennaio 2018

Venite all’acqua: ascoltate e vivrete

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata» (Is 55, 1 – 11).

La gloria del Signore brilla sopra di te

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore (Is 60, 1 – 6).

Un aiuto per l’omelia della domenica? Ve lo dà Clerus App. Ecco come scaricarla

Un’applicazione destinata a parroci e sacerdoti che offre suggerimenti, meditazioni e commenti sulla Parola di Dio della liturgia domenicale da poter utilizzare poi per le proprie omelie.
Stiamo parlando di Clerus App, la nuova app lanciata dal Vaticano.

Gelsomino Del Guercio | aleteia.org | 4 gennaio 2018

Un francescano, un domenicano e un gesuita entrano in un bar…

Un francescano e un gesuita sono amici dai tempi del noviziato di entrambi. Fumatori, trovano difficile pregare o studiare più di un’ora senza una pausa-sigaretta. Confrontatisi sul problema, decidono di andare a parlare coi superiori per domandare loro il permesso di fumare.
Quando si rivedono, la volta dopo, il francescano è decisamente incavolato: «Ho chiesto al superiore se potevo fumare pregando e mi ha detto che non potevo», racconta al gesuita.

Daniel R. Esparza | aleteia.org | 29 dicembre 2017

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò» (Nm 6, 22 – 27).

Uno nato da te sarà tuo erede

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito (Gen 15, 1 – 6; 21, 1 – 3).

Il Papa in lotta contro Satana

Nei primi cinque anni di pontificato Francesco ha citato numerosissime volte il diavolo, insistendo non soltanto sulla sua esistenza ma anche sulla sua pericolosità

di Andrea Tornielli | vaticaninsider.lastampa.it | 28 dicembre 2017

‘Astro del ciel’ compie 200 anni: tra guerre e carestie, storia del brano simbolo del Natale

Due secoli sulla cresta dell’onda non sono pochi, specialmente per un brano musicale. E’ difficile resistere graniticamente alla volubilità del mercato, conquistando i gusti dei consumatori anno dopo anno, generazione dopo generazione, senza sbagliare un colpo. E senza saltare un Natale. A riuscire nell’impresa è stato il brano “Stille Nacht! Heilige Nacht!”, in italiano Astro del ciel, che esattamente 200 anni ha visto la luce a Oberndorf, un piccolo paesino dell’Austria, nel salisburghese.

di Sara Ficocelli | repubblica.it | 24 dicembre 2017

Il Natale non è un mito

Pubblichiamo in esclusiva un’anticipazione di “Prediche corte, tagliatelle lunghe. Spunti per l’anima” (208 pp., 13 euro), il volume edito da Edizioni Studio Domenicano che contiene una selezione di brevi brani tratti da discorsi, relazioni e omelie del cardinale Carlo Caffarra, scomparso lo scorso settembre a 79 anni. La prefazione è firmata da mons. Matteo Maria Zuppi, attuale arcivescovo di Bologna.

di Carlo Caffarra | ilfoglio.it | 24 dicembre 2017

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato  (Gv 1, 1 – 18) .

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”» (2 Sam 7, 1 – 5. 8 – 12. 14. 16).

Morto padre Piero Gheddo, il missionario giornalista del mondo

Un grande giornalista che ha raccontato il mondo intero. Un protagonista insostituibile dell’animazione missionaria in Italia. Era questo padre Piero Gheddo, volto notissimo dei missionari del Pime, scomparso oggi 20 dicembre 2017, all’età di 88 anni a Milano.

Giorgio Bernardelli | avvenire.it | 20 dicembre 2017

Basilio, la fede e la luce che arriva dalla Parola

“Luce della pietà” e “luminare della Chiesa”. Quando nel 1980 papa Giovanni Paolo II scrisse la Lettera apostolica Patres Ecclesiae per celebrare il XVI centenario della morte di san Basilio, riprese le invocazioni che i testi liturgici bizantini applicavano al grande padre della Chiesa. Ma da dove traeva quella “luce” Basilio? Dalla parola di Dio contenuta nella Scrittura. Un recente volume edito da Bompiani per la cura di Francesco Trisoglio (Omelie sull’Esamerone e di argomento vario, con testo greco a fronte; pagine 1.236, euro 40,00) ci offre una raccolta di fonti decisive per capire l’origine di quella “luce” e per comprendere la dimensione radicalmente evangelica della vita e della predicazione del santo cappadoce.

di Enzo Bianchi | avvenire.it | 17 dicembre 2017

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And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare (A Midsummer Night’s Dream)

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Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

Ivano Mingotti

Pagina ufficiale autore

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

(S)guardo sul Mondo

Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

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Optical Art

Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

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