Archivi per la categoria: Cultura

A 400 anni dalla morte. Riscoprire Roberto Bellarmino, «mistico del servizio»

Il cardinale gesuita, morto il 17 settembre 1621, ebbe un ruolo fondamentale nel rinnovamento della Chiesa dopo Trento. Proclamato santo, fu grande teologo oggi con la fama scomoda di antieretico

di Filippo Rizzi | avvenire.it | 16 settembre 2021

L’eredità del teologo gesuita. Scola: De Lubac, erede e padre del Vaticano II

Ricorrono proprio oggi i 30 anni dalla morte del cardinale gesuita Henri de Lubac (1896-1991), perito al Concilio Vaticano II e considerato una delle punte di diamante per la sua conoscenza della patristica e non solo della teologia contemporanea. Il cardinale e arcivescovo emerito di Milano Angelo Scola ha voluto per l’occasione ripercorrere la grandezza intellettuale e spirituale del religioso ignaziano. E di come il suo pensiero sia stato un riferimento costante, quasi un punto di incontro, per il magistero degli ultimi tre Pontefici: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

di Filippo Rizzi | avvenire.it | 4 settembre 2021

Storia. Gerusalemme: dentro il tempio violato c’è il mistero di Israele

Due saggi di Canfora e Liverani portano l’attenzione sulle vicende di perdita, ricostruzione e di nuovo perdita dell’edificio: costituiscono il “luogo” della presa di coscienza del popolo giudaico

Luigino Bruni | avvenire.it | 25 agosto 2021

Il libro. Riscoprire santa Teresa d’Avila attraverso la sua «Vita» ritradotta

L’opera portata a termine in oltre due anni dalle suore del Carmelo di Legnano. «Si avvertiva il desiderio di un’edizione che ci restituisse la nostra fondatrice nella sua freschezza originaria»

di Gianni Borsa | avvenire.it | martedì 17 agosto 2021

Chi è. Schuman, padre dell’Europa unita: ecco perché è venerabile

Robert Schuman, con Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, viene considerato uno dei padri della Comunità Europa, che oggi si chiama Unione Europea e raggruppa 27 nazioni del Continente. Sabato, con l’autorizzazione alla pubblicazione del decreto che ne riconosce le virtù eroiche, il politico francese diventa venerabile della Chiesa cattolica. Il suo nome resta legato alla costituzione della Comunità europea, che Schuman immaginò proprio a partire dalla drammatica esperienza della Seconda guerra mondiale che aveva causato morti e distruzione nel Vecchio Continente.

Edoardo Zin | avvenire.it | domenica 20 giugno 2021

L’orizzonte spirituale della <<Commedia>>

L’immagine è “folgorante”: la fede è una «favilla che si dilata in fiamma poi vivace, e come stella in cielo in me scintilla». Così Dante, nel Paradiso ( XXIV , 145-147), conclude il suo Credo nell’esame a cui si sottopone di fronte al maestro, san Pietro apostolo, simile a un “baccelliere”, ossia a uno studente che supera la prova orale per accedere al corso superiore di teologia ( XXIV , 46). In quella prova di conoscenza teologica che occupa l’intero canto XXIV il Poeta proclama due verità fondamentali della fede cristiana.

di Gianfranco Ravasi | osservatoreromano.va | 9 giugno 2021

Accadde oggi: 20 maggio 325 d.C., il primo Concilio di Nicea


Il 20 maggio del 325 d.C. fu il giorno di apertura del primo concilio ecumenico della storia della cristianità: il concilio di Nicea. Nicea era una località sul mar di Marmara e qui venne coinvocato questo Consiglio dall’imperatore Costantino per tentare di riportare verso un’unità dogmatica le varie correnti cristiane che si stavano sviluppando nei primi secoli, soprattutto in Oriente. La più temuta fra queste fu, senz’altro, quella eretica ariana, che prendeva il nome da Ario, il presbitero berbero che negava la natura divina del figlio di Dio. Costantino sentiva la necessità di mettere ordine perché la chiesa cristiana stava diventando un pilastro portante nell’immenso Impero Romano, e l’imperatore desiderava creare una nuova unità fra quei popoli così diversi e vasti che spesso avevano come unica caratteristica comune di essere assoggettati a Roma. L’imperatore voleva unicamente stabilire la pace religiosa. Il concilio metteva al bando l’arianesimo, era il concilio del Credo, la confessione di fede comune a pressoché tutti i cristiani, che contiene la formula del figlio di Dio “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”.

di Barbara Serafini | fremondoweb | 20 maggio 2021

In dialogo costante con il mistero

«È la medesima realtà il vivo e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli, e quelli di nuovo mutando son questi». Un passo di Eraclito di Efeso introduce un disco di Franco Battiato ascoltato dopo aver letto la notizia della sua morte. L’album è L’imboscata, nella traccia Di Passaggio la vita muta in nuove dimensioni.

di Massimo Granieri | osservatoreromano.va | 18 maggio 2021

La prudente cura per il bene comune

Il 15 maggio del 1891, nel decimo anno del pontificato di Papa Leone XIII, venne data la lettera enciclica Rerum novarum. Essa rappresentò il documento più rilevante del moderno pensiero sociale della Chiesa, la magna charta, una svolta nei rapporti fra pensiero sociale cattolico e modernità. Padre Reginaldo Iannarone O.P., nell’opera Le grandi encicliche sociali, ci ha messo in guardia da rischio di considerare la Rerum novarum una sorta di “opera prima”, qualcosa di estemporaneo che non ha alcun legame con la storia. In realtà, come scrive Daniel-Rops, il “destarsi della questione sociale” risale almeno al 1822, e le voci più autorevoli furono quelle del Lamennais, si pensi al suo articolo «Drapeau Blanc», dello Chateaubriand nel suo Memoiries d’Autre Tombe. Furono tali voci a mobilitare il mondo cattolico e ad avviarlo ad una prima fase di attivismo civile.

di Flavio Felice | osservatoreromano.va | 15 maggio 2021

Martire del nostro tempo

Sono passati 66 anni da quando il teologo luterano Dietrich -Bonhoeffer è stato giustiziato nel campo di concentramento di Folossenbürg, condannato all’impiccagione con un processo sommario poche settimane prima della liberazione. L’esecuzione è avvenuta pochi giorni prima della fine della guerra e di quel regime, che egli aveva contribuito a combattere, perché, come scrive l’amico Bethge nella notizia sugli «Ultimi giorni di Bonhoeffer», apparteneva al gruppo di coloro «che non dovevano assolutamente sopravvivere». Eppure il nome di -Bonhoeffer è sopravvissuto. E ha ancora molto da testimoniare, nel nuovo millennio non meno che nel XX secolo.

di Nicoletta Capozza | osservatoreromano.va | 9 aprile 2021

I maestri segretari di Dio

«Quale, fra le tante parabole di Gesù, preferisci? Io preferisco la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, uno a destra e uno a sinistra, a centro quelli che andranno in Purgatorio. Dio avrà tre porte. Una grandissima (che è l’Inferno), una media (che è il Purgatorio) e una strettissima (che è il Paradiso). Poi Dio dirà: “Fate silenzio tutti!” e poi li dividerà.

di Antonio Tarallo | osservatoreromano.va | 9 aprile 2021

Arte e fede. Accettare il Risorto: la fede nata dal dubbio

Concentrarsi sulle opere d’arte che si ispirano ai soli racconti evangelici della Pasqua consente di contemplare davvero da vicino questo evento decisivo della storia

François Boespflug | avvenire.it | venerdì 2 aprile 2021

Solo l’indifferenza è atea

Tra i romanzi recenti che si ispirano alla figura del procuratore di Giudea un posto di assoluto rilievo ha Il vangelo secondo Pilato di Éric-Emmanuel Schmitt, che è stato ripubblicato di recente dalle Edizioni San Paolo in una versione completata dall’aggiunta in appendice di un capitolo che ne ha accompagnato la scrittura, il cosiddetto Diario di un romanzo rubato

di Sabino Caronia | osservatoreromano.va | 2 aprile 2021

«Lui era il Cristo!»

Il Testimonium Flavianum costituisce la più chiara testimonianza della vita di Gesù tramandata da uno storico estraneo alla tradizione cristiana, l’ebreo romanizzato Giuseppe Flavio. A lui e al documento che ha fatto sì che l’intero corpus della sua produzione in greco si sia salvato è dedicato l’ultimo libro di Luciano Canfora, La Conversione, come Giuseppe Flavio fu cristianizzato (Roma, Salerno Editrice, 2021, pagine 140, euro 18).

di Sergio Valzania | osservatoreromano.va | 22 marzo 2021

Quella rosa d’oro

Tra le immagini e i simboli del papato medievale di cui s’è ormai quasi persa memoria collettiva v’è indubbiamente la rosa d’oro che nella IV domenica di Quaresima — detta domenica Laetare, dall’antifona d’ingresso che in quell’occasione inizia appunto con le parole Laetare Jerusalem — il Pontefice romano donava originariamente al prefetto dell’Urbe, e poi, con il passare del tempo, a sovrani e personaggi d’alto rango, ma anche a cattedrali e santuari insigni, a repubbliche e città illustri: si possono, in proposito, leggere le brevi, ma dense pagine che vi dedica Agostino Paravicini Bagliani nel suo libro Le Chiavi e la Tiara, mentre per l’epoca moderna può trarsi ancora profitto dalle pagine del Dizionario di erudizione ecclesiastica del Moroni (vol. LIX , pagine 111 -149).

di Felice Accrocca | osservatoreromano.va | 15 marzo 2021

Il cristiano serve il suo tempo

Essere «progressisti» o «conservativi»? Secondo Dietrich Bonhoeffer, il «bravo teologo protestante» secondo la definizione di Papa Francesco, l’alternativa non è corretta. O meglio, la si deve superare in nome del «qui e ora» che il cristianesimo chiede a ogni credente: «Vuoi Dio? Allora rimani nel mondo», perché «solo nel tempo trovi Dio e l’eternità». Questi passaggi sono tratti dall’omelia inedita (pubblicata per gentile concessione dell’editore) risalente al periodo che Bonhoeffer trascorse a Barcellona. Datata 23 settembre 1928, si tratta di un’omelia del giovane reverendo pronunciata davanti ai genitori.

di Lorenzo Fazzini | osservatoreromano.va | 27 gennaio 2021

Scienza e filosofia. Se la fisica è tentata dalla metafisica

Che cos’è la realtà? Siamo in grado di conoscere la natura del reale così come effettivamente è e non semplicemente come appare? Si tratta di due domande classiche del pensiero filosofico, che hanno assunto particolare rilievo con la filosofia moderna. 

di Roberto Timossi | avvenire.it | 19 gennaio 2021

Camminare insieme sulla stessa via

Tutto il mondo cristiano si sta avvicinando a un grande anniversario. Nel 2025 celebreremo il 1700° anniversario del primo concilio ecumenico nella storia della Chiesa, che ebbe luogo a Nicea nel 325. Questo importante evento fu certamente segnato anche da molti fattori storici. Tra questi, va innanzitutto ricordato che venne convocato da un imperatore, e più precisamente dall’imperatore Costantino. Ciò può essere compreso solo tenendo conto dello sfondo storico, ovvero del fatto che all’epoca era scoppiata una violenta disputa all’interno del mondo cristiano sul modo in cui la professione di fede cristiana in Gesù Cristo quale Figlio di Dio potesse conciliarsi con la fede, ugualmente cristiana, in un unico Dio. In questa disputa l’imperatore ravvisava una seria minaccia al suo progetto di consolidare l’unità dell’Impero sulla base dell’unità della fede cristiana. Egli vedeva nella divisione della Chiesa che si stava delineando soprattutto un problema politico, ma era abbastanza lungimirante da comprendere anche che l’unità della Chiesa non sarebbe stata raggiunta per via politica, ma solo per via religiosa. Volendo riunire gli schieramenti avversi, l’imperatore Costantino convocò il primo concilio ecumenico nella città di Nicea in Asia Minore, vicino alla metropoli di Costantinopoli da lui fondata.

di Kurt Koch | osservatoreromano.va | 18 gennaio 2021

Cei. Alla scuola della Buona Notizia. “Il Nuovo Testamento greco-latino-italiano”

Nel segno dello studio, della conoscenza, del dialogo. Soprattutto nel segno della Parola, che diventa preghiera, vita spirituale, servizio, faro della comunità. La pubblicazione de “Il Nuovo Testamento greco latino italiano” non riguarda infatti solo gli specialisti ma, nella ricerca di una sempre maggiore fedeltà alle fonti, si propone anche come sostegno a un cammino di fede maturo.

di Riccardo Maccioni | avvenire.it | 9 gennaio 2021

Vuoi giocare? L’enigmatica “adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano

Tre uomini distinti, o un unico personaggio? Questo è l’enigma dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. I saggi venuti dall’oriente sono tre persone diverse: un giovane, uno di mezz’età e un anziano; quasi a significare le differenti stagioni della vita, tutte capaci di riconoscere e onorare il Dio bambino. Eppure, un dettaglio suggerisce un’altra possibile lettura: il piede destro del giovane schiaccia il mantello degli altri due, come fosse il centro di un quarto di ruota avente per raggi i tre magi.

di Giovanni Cesare Pagazzi | osservatoreromano.va | 5 gennaio 2021

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