Archivi per la categoria: Cultura

Vietato dir male di Lutero. E il papa censura se stesso

Il 31 ottobre scattano cinquecento anni giusti dalla data simbolo della riforma protestante. E da parte delle alte gerarchie della Chiesa cattolica le celebrazioni sono state fin qui praticamente a senso unico: un coro di elogi a Martin Lutero. “Una medicina per la Chiesa”, ha detto di lui papa Francesco, tirando le somme del suo viaggio ecumenico in Svezia, un’anno fa esatto.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 30 ottobre 2017

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Demolire le croci

Roma. Si è conclusa dopo più dieci anni anni di denunce, ricorsi e controricorsi la vicenda della statua di Giovanni Paolo II collocata in una piazza di Ploërmel, borgo di diecimila anime in Bretagna, Francia settentrionale. Il comune aveva deciso nel 2006 di ricordare con un monumento Karol Wojtyla, il Pontefice polacco morto l’anno prima. A farsi carico dell’impresa era stato l’artista russo Zourab Tsereteli, che aveva donato il manufatto alla cittadina. Subito, però, la locale sezione della Federazione nazionale del pensiero libero si era mossa, avanzando a tutti gli organi competenti la richiesta di rimuovere quella statua.

di Matteo Matzuzzi | il foglio.it | 28 ottobre 2017

I “cristiani nascosti” del Giappone. Troppo scomodi per questo pontificato

Papa Francesco ha espresso più volte la sua ammirazione per i “cristiani nascosti” del Giappone, miracolosamente riapparsi con fede intatta, nella seconda metà dell’Ottocento, dopo due secoli e mezzo di annientamento feroce del cristianesimo in quel paese.

di S. Kawamura | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 17/10/17

Nell’isola di Yakushima travestito da samurai

È il 12 ottobre 1708. Uno straniero travestito da samurai sbarca furtivamente nell’isola di Yakushima, in Giappone. In quel tempo infuriava una violenta persecuzione contro tutti coloro che provenivano da altri paesi: una persecuzione che si accaniva in particolare sui missionari cristiani. Il nome di quello straniero è Giovanni Battista Sidotti, ed è un missionario. Viene subito fermato dalle autorità locali e imprigionato. Di lì a qualche giorno, dopo un processo sommario, sarebbe stato condannato a morte. Ma accade qualcosa di inatteso. Hakuseki Arai, studioso confuciano e consigliere dello shogun, del generalissimo, decide di interrogarlo di persona.

di Gabriele Nicolò | osservatoreromano.va | 11 ottobre 2017

Gianfranco Ravasi: cercando Cristo insieme a Borges

Anche gli interpreti, come gli scrittori, hanno i loro temi ricorrenti, gli snodi irrinunciabili senza i quali l’intero edificio – dell’opera oppure del commento – non potrebbe sostenersi. Per Jorge Luis Borges (1899-1986) la teologia, da lui allusivamente assimilata alla «letteratura fantastica», è stata la principale di queste ossessioni. Per un lettore eccellente di Borges, il cardinale Gianfranco Ravasi, il riferimento inevitabile per orientarsi nel corpus del grande argentino è uno dei racconti contenuti nel Manoscritto di Brodie (1970). Titolo semplicissimo, e addirittura magnetico agli occhi di un biblista esperto come Ravasi: Il Vangelo secondo Marco. E non meno semplice, nella sua terribile assolutezza, è lo svolgimento della storia, con lo sperduto e ancora barbarico villaggio contadino nel quale il racconto della Passione di Cristo viene preso alla lettera, destinando alla morte e insieme all’adorazione l’incolpevole straniero che per primo ha portato laggiù la vicenda del Dio sacrificato in Croce.

di Alessandro Zaccuri | avvenire.it | 12 ottobre 2017

Fra scienza e fede passi avanti ma non troppo

Sul delicato rapporto tra scienza e fede, vera croce della modernità, notevoli passi avanti sono stati compiuti nel districare la matassa e numerose incomprensioni reciproche sono state sciolte. Ne rimangono però nello sfondo alcune di grande portata su cui l’avanzamento è lento e contrastato, e la possibilità di equivoci ancora vigorosa. Le riassumo in tre domande: è fondato assumere che solo la conoscenza scientifica è conoscenza, e che filosofia e teologia non apportano alcun sapere? È vero che il mondo è uscito dal nulla da solo, e che l’evoluzione rende superfluo il creatore? O all’inverso il big bang può essere inteso come una conferma della creazione? A questi interrogativi dedichiamo attenzione in questo e in successivi articoli, nell’intento di chiarificare i temi e di dissipare alcune mitologie scientifico-filosofiche contemporanee.

di Vittorio Possenti | avvenire.it | 8 ottobre 2017

Sentieri di spiritualità. Il cristianesimo di Norvegia in un «cammino» per pochi

Eccola! Finalmente, dalla cima della collina di Lian, la cittadina di Trondheim si staglia lungo il fiordo che sfocia nel mare. Sono ormai alla fine del sentiero di Gudbrandsdalen, sul Cammino di Sant’Olav, 640 chilometri che congiungono Oslo con la vecchia capitale della Norvegia, Trondheim, attraversando gli impervi altipiani interni della nazione scandinava. Un percorso meno famoso della via Francigena o del Cammino di Santiago, ma, proprio per questo, più selvaggio e meno affollato, quindi più adatto alla meditazione e all’avventura. «Ogni anno sono appena un migliaio i pellegrini che arrivano ai piedi della cattedrale di Nidaros, dove ha termine il sentiero», mi spiega Guro Vistad, del Centro Nazionale del Pellegrino di Trondheim. Così come le altre vie di pellegrinaggio, anche di Cammini di Sant’Olav ne esistono diversi; una ragnatela di percorsi che si snodano attraverso Svezia e Norvegia ricongiungendosi tutti a Trondheim. «Quello di Gudbrandsdalen, oltre ad essere il più antico, è anche l’unico che passa per Bonsnes, il luogo natale di Olav II Haraldsson, il monarca che, nell’XI secolo, completò la cristianizzazione della Norvegia» afferma Trine Neumann-Larsen, responsabile del centro di comunicazione del Cammino di Sant’Olav.

di Piergiorgio Pescali | avvenire.it | 6 ottobre 2017

L’Imitazione di Cristo nell’ortodossia russa

«Dopo la Bibbia, l’Imitazione di Cristo è il libro più citato da C. S. Lewis nelle lettere che scrisse a don Calabria. Credo che studiare a fondo l’immenso posto che questo libretto occupò nella sua spiritualità riserverebbe non poche sorprese» scrive Luciano Squizzato nell’introduzione al libro Una gioia insolita. Lettere tra un prete cattolico e un laico anglicano (Milano, Jaca Book, 2017, pagine 312, euro 18) in cui viene pubblicato il carteggio tra i due (insolito anch’esso, per molti aspetti). «L’ascetica personale del convertito — continua Squizzato, parlando dello scrittore inglese — si modellò saldamente su questo sapiente direttorio spirituale tutto incentrato sul mistero di Gesù intuito come croce, risurrezione, amore ed eucaristia. La saggezza umana e cristiana di quest’operetta era in perfetta sintonia col suo pensiero di moderno anglicano». 

di Silvia Guidi | osservatoreromano.va | 3 ottobre 2017

Il pastore e il pescatore

Nell’immaginario figurativo tardoantico confluiscono contesti e figure che avevano ambientato e animato una dimensione cosmica, che convocava, in un ordine e in un governo degli elementi, l’aria, la terra, l’acqua, nelle forme del firmamento costellato di astri e sovrinteso dalla luna e dal sole; degli ambienti campestri popolati di villici e pastori; di oceani, laghi e fiumi caratterizzati da animali nilotici, pesci di ogni tipo e pescatori.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 25 settembre 2017

Le chiese e i quartieri: quelle parrocchie fanno centro

Come cambiano gli edifici che circondano le chiese? Che cosa li distingue da altri luoghi sociali? Quale rapporto possono avere coi quartieri e le città? Un appello a progettare nuovi spazi

di Alessandro Beltrami | avvenire.it | sabato 23 settembre 2017

Maschio e femmina, la strada dell’umanità

Nel libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, il libro dell’in-principio (be-re’shit: Gen 1,1) troviamo due racconti della creazione, composti da autori e redattori umani, dunque segnati da una precisa cultura, in un tempo definito della nostra storia. Appartengono a un genere letterario che qualifichiamo come mitico.

di Enzo Bianchi | lastampa.it/vaticaninsider | 17 settembre 2017

La via Francigena in Sicilia: alla scoperta di una parte poco conosciuta dell’isola

Un passo, e ancora un altro. Trazzere, distese di grano, abbazie, santuari, l’orizzonte che si allarga oltre ogni grandangolo e il sudore che si mischia alla storia, e alla bellezza. Siamo in Sicilia, l’isola che nel Medioevo diventa “hub” di pellegrini, terra di passaggio per raggiungere, soprattutto, Gerusalemme, ma poi anche Roma e Santiago de Compostela: non c’è però nessuna tomba di santo da visitare qui, solo il viaggio da percorrere in una regione che i normanni conquistano per trent’anni dopo i bizantini e gli arabi, che trasformano in prima Apostolica Legazia grazie a un accordo col Papa (i normanni promettono di cristianizzarla ma vogliono decidere chi mettere a capo delle diocesi).

di Rossana Campisi | aleteia.org | 30 agosto 2017

L’icona di Vladimir, la Vergine dei misteri

Nuove ipotesi riguardo la tavola che ha segnato la storia del popolo russo con prodigi inspiegabili, piegando anche il Tamerlano e Stalin

di Antonio Giuliano | avvenire.it | venerdì 25 agosto 2017

Il filosofo e la preghiera

«Non domandare agli Dèi che ti diano ciò che brami, ma domanda loro di liberarti da ogni bramosia». Questa sentenza del famoso stoico Epitteto sembra porre nel modo più eloquente la questione della preghiera nella filosofia. Perché pregare? È morale chiedere a Dio di modificare i propri disegni per accontentare i nostri desideri terreni? Non sarebbe questo un modo di rimettere in discussione la perfezione dell’opera divina? Tante domande che i filosofi si pongono fin dall’antichità, offrendo un’ulteriore prova dell’atemporalità delle problematiche terrene.

di Solène Tadié | osservatoreromano.va | 24 agosto 2017

Genesi di una strategia missionaria

La Compagnia di Gesù non è stata soltanto un potente ordine religioso, il pilastro della Controriforma e della reazione cattolica alla Riforma protestante. È stata una delle grandi forze storiche dell’età moderna. I collegi gesuiti, a partire dal Collegio Romano, sono all’origine del sistema di istruzione in Europa; gli studiosi gesuiti hanno fornito in innumerevoli campi del sapere apporti determinanti; le missioni gesuite nelle Indie, dalle due Americhe all’Estremo oriente, hanno diffuso il cattolicesimo in terre remote e hanno rivelato gli infiniti problemi dell’alterità delle culture; la guida delle anime attraverso il confessionale è servita a civilizzare le remote campagne europee, le “Indie di casa nostra”, come si diceva allora. Tutto questo ci è ormai noto attraverso un’imponente storiografia, sempre più libera da condizionamenti apologetici e da limitazioni difensive.

di Gianpaolo Romanato | osservatoreromano.va | 21 agosto 2017

“La vera storia dell’eremita che ha ispirato Umberto Eco”

Due bolle luminose, come angeli custodi, vegliano sull’orizzonte di Torino e del Piemonte: la basilica di Superga a Est e la Sacra di San Michele a Ovest, all’imbocco della Valle di Susa. La Sacra, o Abbazia di San Michele (i termini non sono sinonimi, agli uomini di chiesa piace di più «sacra», agli studiosi «abbazia», secondo la tradizione benedettina), è simbolo della Regione Piemonte, monumento che rende i balzi del monte Pirchiriano quasi una montagna sacra, simbolica, un po’ come il monte Fuji di Hokusai o la montagna di Sainte-Victoire di Cézanne.

di Carlo Grande | vaticaninsider.lastampa.it | 13 agosto 2018

La coscienza della Chiesa

Nel 1859 John Henry Newman pubblicò un articolo intitolato «Sulla consultazione dei fedeli in materia di dottrina». Poiché oggi si parla spesso del sensus fidelium, facendo riferimento anche al beato Newman, non pare superfluo presentare brevemente il contenuto di questo saggio. Newman, basandosi sull’approfondito studio dei Padri, parte dal fatto che la tradizione apostolica è affidata alla Chiesa intera e che tutti i suoi organi e componenti hanno una specifica responsabilità per la sua salvaguardia e trasmissione. La tradizione si manifesta diversamente a seconda dei tempi: «Talvolta per bocca dell’episcopato, altre volte attraverso i dottori, altre ancora attraverso il popolo, le liturgie, i riti, le cerimonie, le dispute e tutti quegli eventi che vanno sotto il nome di storia». Da questo fatto Newman conclude che «nessuno dei canali di quella tradizione può essere trascurato», aggiungendo che «il dono di discernere, di discriminare, di definire e di promulgare una parte della tradizione risiede soltanto nella Ecclesia docens». Ogni persona è libera di sottolineare con maggiore enfasi l’una o l’altra parte di questa affermazione. Newman da parte sua dice di essere «personalmente incline a porre un forte accento sul consensus fidelium».

di Hermann Geissler | osservatoreromano.va | 4 agosto 2017

Il messaggio di Efeso

Di fronte alle imponenti rovine che coprono la valle dell’Efeso antica, nel caldo pomeriggio del 26 luglio una voce insistente c’inseguiva silenziosamente, mentre Paolo VI guardava e riguardava quei ruderi venerandi. La basilica del Concilio del 431, nella quale aveva pregato e parlato; il teatro che vide le folle eccitate dall’argentiere Demetrio in tumulto contro l’uomo di Tarso venuto a «turbare» l’artigianato e i traffici locali. La voce diceva le parole del capitolo iii della lettera paolina agli abitatori antichi della città spenta: il mistero, non compreso nelle età passate, è stato adesso rivelato dallo Spirito: «I gentili sono coeredi con noi, parte dello stesso corpo, partecipano con noi della promessa di Dio in Gesù Cristo». Ci pareva che quelle parole compendiassero il significato e il valore del pellegrinaggio che Paolo VI era sul punto di concludere, ripercorrendo le vie dell’Apostolo delle Genti. Anch’egli, certo, pensava alla grande invocazione al rinnovamento: «Vestitevi dell’uomo nuovo».

di Federico Alessandrini | osservatoreromano.va | 24 luglio 2017

Il sapere di dover morire

Tutti i viventi, umani e non umani, muoiono. Ma solo gli umani, sostiene Borges, sono mortali. Il motivo? Siamo gli unici ad avere consapevolezza della nostra morte. Ciò che ci rende mortali non è la morte ma il sapere di dovere morire. Religioni e riti hanno qui la loro matrice naturale. Inevitabilmente, tutti — credenti e non credenti, teologi e scienziati, colti e incolti — ci interroghiamo sulla morte. Sull’argomento è da poco in libreria il libro di un non credente militante, Edoardo Boncinelli. Il titolo è già un programma, Io e Lei. Oltre la vita (Parma, Ugo Guanda Editore, 2017, pagine 192, euro 14). Lei è la morte.

di Franco Lo Piparo | osservatoreromano.va | 23 giugno 2017

Niente salvezza senza risate

Nel mondo accademico vige da lungo tempo un rituale che ha la sua codificazione in un tomo, denominato solitamente con la lingua considerata più “scientifica”, il tedesco, Festschrift. Come è noto, si tratta di una miscellanea di articoli destinati a scandire qualche anniversario cronologico o di docenza di un cattedratico: in quelle pagine convergono saggi disparati, talora molto rilevanti, altre volte (bisogna confessarlo) fondi di cassetto rispolverati e rinverditi per l’occasione. Alla mia età sono spesso coinvolto per scriverne la necessaria prefazione generale. Mi è accaduto, perciò, lo scorso anno di stendere una premessa a una raccolta di studi dedicati a un teologo creativo che leggo sempre con interesse e che ho talora recensito anche nel nostro supplemento, il lombardo Roberto Vignolo.

di Gianfranco Ravasi | ilsole24ore.com | 17 giugno 2017

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