Archivi per la categoria: Cultura

Maschio e femmina, la strada dell’umanità

Nel libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, il libro dell’in-principio (be-re’shit: Gen 1,1) troviamo due racconti della creazione, composti da autori e redattori umani, dunque segnati da una precisa cultura, in un tempo definito della nostra storia. Appartengono a un genere letterario che qualifichiamo come mitico.

di Enzo Bianchi | lastampa.it/vaticaninsider | 17 settembre 2017

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La via Francigena in Sicilia: alla scoperta di una parte poco conosciuta dell’isola

Un passo, e ancora un altro. Trazzere, distese di grano, abbazie, santuari, l’orizzonte che si allarga oltre ogni grandangolo e il sudore che si mischia alla storia, e alla bellezza. Siamo in Sicilia, l’isola che nel Medioevo diventa “hub” di pellegrini, terra di passaggio per raggiungere, soprattutto, Gerusalemme, ma poi anche Roma e Santiago de Compostela: non c’è però nessuna tomba di santo da visitare qui, solo il viaggio da percorrere in una regione che i normanni conquistano per trent’anni dopo i bizantini e gli arabi, che trasformano in prima Apostolica Legazia grazie a un accordo col Papa (i normanni promettono di cristianizzarla ma vogliono decidere chi mettere a capo delle diocesi).

di Rossana Campisi | aleteia.org | 30 agosto 2017

L’icona di Vladimir, la Vergine dei misteri

Nuove ipotesi riguardo la tavola che ha segnato la storia del popolo russo con prodigi inspiegabili, piegando anche il Tamerlano e Stalin

di Antonio Giuliano | avvenire.it | venerdì 25 agosto 2017

Il filosofo e la preghiera

«Non domandare agli Dèi che ti diano ciò che brami, ma domanda loro di liberarti da ogni bramosia». Questa sentenza del famoso stoico Epitteto sembra porre nel modo più eloquente la questione della preghiera nella filosofia. Perché pregare? È morale chiedere a Dio di modificare i propri disegni per accontentare i nostri desideri terreni? Non sarebbe questo un modo di rimettere in discussione la perfezione dell’opera divina? Tante domande che i filosofi si pongono fin dall’antichità, offrendo un’ulteriore prova dell’atemporalità delle problematiche terrene.

di Solène Tadié | osservatoreromano.va | 24 agosto 2017

Genesi di una strategia missionaria

La Compagnia di Gesù non è stata soltanto un potente ordine religioso, il pilastro della Controriforma e della reazione cattolica alla Riforma protestante. È stata una delle grandi forze storiche dell’età moderna. I collegi gesuiti, a partire dal Collegio Romano, sono all’origine del sistema di istruzione in Europa; gli studiosi gesuiti hanno fornito in innumerevoli campi del sapere apporti determinanti; le missioni gesuite nelle Indie, dalle due Americhe all’Estremo oriente, hanno diffuso il cattolicesimo in terre remote e hanno rivelato gli infiniti problemi dell’alterità delle culture; la guida delle anime attraverso il confessionale è servita a civilizzare le remote campagne europee, le “Indie di casa nostra”, come si diceva allora. Tutto questo ci è ormai noto attraverso un’imponente storiografia, sempre più libera da condizionamenti apologetici e da limitazioni difensive.

di Gianpaolo Romanato | osservatoreromano.va | 21 agosto 2017

“La vera storia dell’eremita che ha ispirato Umberto Eco”

Due bolle luminose, come angeli custodi, vegliano sull’orizzonte di Torino e del Piemonte: la basilica di Superga a Est e la Sacra di San Michele a Ovest, all’imbocco della Valle di Susa. La Sacra, o Abbazia di San Michele (i termini non sono sinonimi, agli uomini di chiesa piace di più «sacra», agli studiosi «abbazia», secondo la tradizione benedettina), è simbolo della Regione Piemonte, monumento che rende i balzi del monte Pirchiriano quasi una montagna sacra, simbolica, un po’ come il monte Fuji di Hokusai o la montagna di Sainte-Victoire di Cézanne.

di Carlo Grande | vaticaninsider.lastampa.it | 13 agosto 2018

La coscienza della Chiesa

Nel 1859 John Henry Newman pubblicò un articolo intitolato «Sulla consultazione dei fedeli in materia di dottrina». Poiché oggi si parla spesso del sensus fidelium, facendo riferimento anche al beato Newman, non pare superfluo presentare brevemente il contenuto di questo saggio. Newman, basandosi sull’approfondito studio dei Padri, parte dal fatto che la tradizione apostolica è affidata alla Chiesa intera e che tutti i suoi organi e componenti hanno una specifica responsabilità per la sua salvaguardia e trasmissione. La tradizione si manifesta diversamente a seconda dei tempi: «Talvolta per bocca dell’episcopato, altre volte attraverso i dottori, altre ancora attraverso il popolo, le liturgie, i riti, le cerimonie, le dispute e tutti quegli eventi che vanno sotto il nome di storia». Da questo fatto Newman conclude che «nessuno dei canali di quella tradizione può essere trascurato», aggiungendo che «il dono di discernere, di discriminare, di definire e di promulgare una parte della tradizione risiede soltanto nella Ecclesia docens». Ogni persona è libera di sottolineare con maggiore enfasi l’una o l’altra parte di questa affermazione. Newman da parte sua dice di essere «personalmente incline a porre un forte accento sul consensus fidelium».

di Hermann Geissler | osservatoreromano.va | 4 agosto 2017

Il messaggio di Efeso

Di fronte alle imponenti rovine che coprono la valle dell’Efeso antica, nel caldo pomeriggio del 26 luglio una voce insistente c’inseguiva silenziosamente, mentre Paolo VI guardava e riguardava quei ruderi venerandi. La basilica del Concilio del 431, nella quale aveva pregato e parlato; il teatro che vide le folle eccitate dall’argentiere Demetrio in tumulto contro l’uomo di Tarso venuto a «turbare» l’artigianato e i traffici locali. La voce diceva le parole del capitolo iii della lettera paolina agli abitatori antichi della città spenta: il mistero, non compreso nelle età passate, è stato adesso rivelato dallo Spirito: «I gentili sono coeredi con noi, parte dello stesso corpo, partecipano con noi della promessa di Dio in Gesù Cristo». Ci pareva che quelle parole compendiassero il significato e il valore del pellegrinaggio che Paolo VI era sul punto di concludere, ripercorrendo le vie dell’Apostolo delle Genti. Anch’egli, certo, pensava alla grande invocazione al rinnovamento: «Vestitevi dell’uomo nuovo».

di Federico Alessandrini | osservatoreromano.va | 24 luglio 2017

Il sapere di dover morire

Tutti i viventi, umani e non umani, muoiono. Ma solo gli umani, sostiene Borges, sono mortali. Il motivo? Siamo gli unici ad avere consapevolezza della nostra morte. Ciò che ci rende mortali non è la morte ma il sapere di dovere morire. Religioni e riti hanno qui la loro matrice naturale. Inevitabilmente, tutti — credenti e non credenti, teologi e scienziati, colti e incolti — ci interroghiamo sulla morte. Sull’argomento è da poco in libreria il libro di un non credente militante, Edoardo Boncinelli. Il titolo è già un programma, Io e Lei. Oltre la vita (Parma, Ugo Guanda Editore, 2017, pagine 192, euro 14). Lei è la morte.

di Franco Lo Piparo | osservatoreromano.va | 23 giugno 2017

Niente salvezza senza risate

Nel mondo accademico vige da lungo tempo un rituale che ha la sua codificazione in un tomo, denominato solitamente con la lingua considerata più “scientifica”, il tedesco, Festschrift. Come è noto, si tratta di una miscellanea di articoli destinati a scandire qualche anniversario cronologico o di docenza di un cattedratico: in quelle pagine convergono saggi disparati, talora molto rilevanti, altre volte (bisogna confessarlo) fondi di cassetto rispolverati e rinverditi per l’occasione. Alla mia età sono spesso coinvolto per scriverne la necessaria prefazione generale. Mi è accaduto, perciò, lo scorso anno di stendere una premessa a una raccolta di studi dedicati a un teologo creativo che leggo sempre con interesse e che ho talora recensito anche nel nostro supplemento, il lombardo Roberto Vignolo.

di Gianfranco Ravasi | ilsole24ore.com | 17 giugno 2017

Lutero e l’ebraismo: una questione spinosa

Prima di accingerci allo studio specifico relativo alla posizione di Lutero in merito al popolo ebraico ed alla sua tradizione di fede e di pensiero, è opportuno stilare un profilo sintetico di quello che era il quadro offerto dalla società cristiana medievale in ordine alla questione che intendiamo affrontare ed approfondire.

di Alessandro Esposito | temi.repubblica.it/micromega-online | 13 giugno 2017

L’icona russa che rivela il mistero della Trinità

Tenuta in grande considerazione sia da parte dei cristiani d’Oriente che da quelli d’Occidente, questa icona è una delle più profonde rappresentazioni mai prodotte della Trinità

Di Philip Koslosk| aleteia.org | Giu 09, 2017

Religioso silenzio

Errore nei termini, cliché storico, ignoranza delle istituzioni… Quale credente non si è mai irritato nel leggere o sentire, nei media, imprecisioni riguardanti la sua religione? Mentre le religioni occupano sempre più le prime pagine dell’attualità, si pone in maniera acuta la questione della mancanza di cultura religiosa tra i giornalisti e del suo corollario, la loro formazione in questo ambito nelle scuole di giornalismo, specialmente nelle quattordici riconosciute dall’ordine francese.

di Gauthier Vaillant | osservatoreromano.va | 9 giugno 2017

La riflessione. Il messaggio di don Milani: i poveri non possono esserci «stranieri»

Un incontro al Ministero dell’Istruzione offre l’occasione di riproporre un brano del sacerdote di Barbiana da “L’obbedienza non è più una virtù” (1965) con il commento di Marco Tarquinio

di Marco Tarquinio | avvenire.it | 6 giugno 2017

Prima la Grazia, poi la Legge. Il Convegno di Bose sulla “giustificazione per sola fede”

Il teologo valdese Ricca e il cardinale Kasper concludono tre giorni di relazioni e confronti su “l’Evangelo della Grazia”, in occasione dei 500 anni della Riforma protestante. Enzo Bianchi: «L’amore preveniente di Dio è sempre immeritato»

di Gianni Valente | lastampa.it/vaticaninsider | 29 maggio 2017

L’argomentazione (razionale) sull’esistenza di Dio diventata virale

Esiste un argomentazione razionale convincente a supporto dell’esistenza di Dio? Robert H. Nelson, professore di Politiche Pubbliche presso l’Università del Maryland, pensa di sì. In un recente articolo pubblicato su “The Conversation“, sfida gli atei sul loro stesso terreno.

Partendo dalle leggi della matematica, dalle teorie della coscienza umana e dalla biologia evolutiva, Nelson arriva alla conclusione che “l’esistenza di un dio è molto probabile”. Potete leggere l’intero articolo, ripubblicato qui sotto (in fondo la versione originale in inglese).

di Robert H. Nelson | aleteia.org | 23 maggio 2017

Per Gramsci la religione è necessaria

«La religione è un bisogno dello spirito. Gli uomini si sentono spesso così sperduti nella vastità del mondo, si sentono così spesso sballottati da forze che non conoscono, il complesso delle energie storiche così raffinato e sottile sfugge talmente al senso comune, che nei momenti supremi solo chi ha sostituito alla religione qualche altra forza morale riesce a salvarsi dallo sfacelo».

di Franco Lo Piparo | osservatoreromano.va | 26 aprile 2017

Tempo di libri. Cambiano lettori e linguaggi: quale libro religioso per il futuro?

Peresentato a “Tempo di libri”, fiera di settore in corso a Milano, il rapporto sull’editoria cattolica. Numeri in calo, benché si registri una rinnovata volontà e capacità di restare sul mercato. Programmazione, ricerca di nuovi autori e argomenti, sinergie: le strade per una presenza sempre più qualificata e competitiva

dall’inviato Gianni Borsa | agenzia.it | 20 aprile 2017

Chiesa e impero

«Non è possibile separare la storia della Chiesa russa dalla storia della Russia. (…) Come l’ortodossia è uno dei fattori più importanti nella storia della Russia, così anche i destini della Russia determinano il destino dell’ortodossia russa». Queste parole di un fine teologo e profondo conoscitore della cultura russa, Aleksandr Šmeman, possono ben fungere da introduzione all’ultima opera di Giovanni Codevilla, Storia della Russia e dei Paesi limitrofi. Chiesa e Impero, pubblicata in quattro volumi da Jaca Book (Milano, 2016, pagine xxiv-511, euro 30). La scelta dell’autore, infatti, è stata di ripercorrere la storia lunga e complessa della Russia seguendo il percorso compiuto dalla Chiesa ortodossa in modo particolare nelle sue relazioni con lo stato.

di Adriano Roccucci | osservatoreromano.va | 7 aprile 2017

Il no di Giobbe ai teologi

L’obbedienza è stata anzitutto un giardino, dove la nostra infanzia è stata protetta dalle preoccupazioni della vita adulta. Primo giardino, dove si costruisce, al riparo, la gioia di stare con se stessi. «È così che mi sono ricordata di un tempo in cui sono stata felice nell’obbedienza, un tempo d’infanzia, persino della più tenera infanzia, in cui l’obbedienza mi sembrava una fatto evidente e si obbediva con allegria (…) Perché questa sensazione ancora così pregnante di spirito libero, caracollante, frettoloso e sereno allo stesso tempo, come al riparo dall’inquietudine. Perché obbedire era poter guardare in faccia e senza complicazioni quelli con cui vivevo, genitori, istitutori, e così via, e ritornare poi con il cuore leggero alle mie piccole cose, senza dubbio microscopiche, amiche molto importanti ai miei occhi», scrive Françoise Corre (Les Jardins oubliés de l’Obéissance).

di Jean-François Noël | osservatoreromano.va | 4 aprile 2017

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