Archivi per la categoria: Testimoni

Dal Vaticano una doccia gelata sui negoziati con Pechino

Francesco è il primo papa che ha sorvolato la Cina. Ma che vi metta piede è tutto da vedere. In agosto la Libreria Editrice Vaticana ha reso pubblico un dossier che è una micidiale doccia gelata per chi continua a dare per imminente un accordo tra la Santa Sede e Pechino.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 10 settembre 2017

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Pakistan. Rifiuta l’abiura, cristiano morto in detenzione a Lahore

I cristiani del Pakistan sono scesi in strada per protestare contro la morte di Indaryas Ghulam, cristiano di 38 anni, deceduto in circostanze misteriose mentre era sotto custodia della polizia nel carcere di Lahore. Il decesso, secondo quanto scrive Asianews è avvenuto il 13 agosto, alla vigilia delle celebrazioni per i 70 anni dell’indipendenza del Paese.

avvenire.it | 16 agosto 2016

“Sono qui per riconoscere la fedeltà al Vangelo di don Milani”

Francesco a Barbiana: «Non si tratta di cancellare la storia o di negarla» ma «la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire i poveri e la Chiesa stessa. Che anche io prenda l’esempio di questo bravo prete»

di Andrea Tornielli | vaticaninsider.lastampa.it | 20 giugno 2017

Don Milani sacerdote, non tribuno

Il Priore di Barbiana aiuta anche oggi a smarcarsi dalle «prove esibizionistiche dell’attivismo ecclesiastico» e dalle operazioni dei piccoli tribunali dottrinali mediatico-clericali che affliggono l’attuale stagione ecclesiale: «Delle mie idee non m’importa nulla. Perché io nella Chiesa ci sto per i sacramenti, non per le mie idee»

di Gianni Valente | vaticaninsider.lastampa.it | 20 giugno 2017

La riflessione. Il messaggio di don Milani: i poveri non possono esserci «stranieri»

Un incontro al Ministero dell’Istruzione offre l’occasione di riproporre un brano del sacerdote di Barbiana da “L’obbedienza non è più una virtù” (1965) con il commento di Marco Tarquinio

di Marco Tarquinio | avvenire.it | 6 giugno 2017

L’ultimo messaggio di padre Modesto: «Grazie, Signore per la Sla…vina». E la Chiesa ne fa una bandiera

Genova – È mancato nella notte a Villa Scassi, dov’era ricoverato da qualche settimane, padre Modesto Paris. Frate agostiniano scalzo, 59 anni, fondatore del movimento Rangers era diventato un simbolo della lotta alla Sla, che l’aveva colpito: costretto su una sedia a rotelle e senza più voce. Ma continuava ugualmente a dir Messa e a predicare attraverso un sintetizzatore vocale.

di Padre Modesto Paris | ilsecoloxix.it | 31 maggio 2017

Bonhoeffer e l’azione di Cristo nella Storia

Un commento del teologo Chifari nella «Giornata della Memoria»

Nella ricorrenza della «Giornata della Memoria», nella certezza che ci sono vite e testimonianze che manifestano la rinnovata presenza di Dio nella storia, parlando a uomini e chiese, intendiamo soffermarci sulla diaconia martiriale del teologo Dietrich Bonhoeffer. Ci interroghiamo in particolar modo su alcuni spunti legati alla sua concreta azione contro il regime nazista. E quindi su come matura in lui la scelta morale di opporsi ad Hitler e su quali sono i criteri e le costanti della sua azione di credente.

di Giovanni Chifari | vaticaninsider.lastampa.it | 27 gennaio 2017

Un’associazione per padre Paolo Dall’Oglio

A due anni dal rapimento in Siria

È ormai da due anni che non si hanno notizie su padre Paolo Dall’Oglio, rapito a Raqqa (Siria) il 29 luglio del 2013. Sessant’anni, metà dei quali passati in Siria, a Deir Mar Musa al-Habachi, dove ha fondato una comunità monastica dedita al dialogo interreligioso, il gesuita romano fu anche espulso dal governo di Bashar al-Assad nel 2012 per aver incontrato i membri dell’opposizione e criticato le azioni del regime nella guerra siriana.

(Daniele Rocchi – SIR) | avvenire.it | 23 luglio 2015

Milano piange Fausti, il biblista delle periferie

Scomparso a 75 anni il gesuita che era l’anima della Comunità di Villapizzone, dove religiosi e famiglie leggono la Parola di Dio con la porta aperta agli ultimi

Leggere la Bibbia dentro comunità dalle porte aperte. Lasciandosi scuotere dalla forza di una parola ascoltata, meditata e poi compresa anche attraverso le sue risonanze nei volti concreti dei poveri. Era lo stile di padre Silvano Fausti, gesuita milanese scomparso oggi all’età di 75 anni. A darne la notizia sul suo sito è stata proprio la Comunità di Villapizzone, la cascina di periferia dove da più di trent’anni alcuni gesuiti e un gruppo di famiglie vivono insieme in uno stile di sobrietà ed apertura all’accoglienza.

di Giacomo Bernardelli | vaticaninsider.lastampa.it | 24 giugno 2015

Dall’Oglio, la fede del deserto

Io vengo dal cuore del Levante arabo. Le nostre società non sono secolarizzate come le vostre. Dopo quattordici secoli, malgrado delle difficoltà, il vivere insieme multireligioso e multiculturale ha potuto operare una sorta di osmosi inconsapevole, che permette oggi di affermare «non sarei il cristiano che sono senza la parte di islam che è in me», ma anche «non sarei il musulmano che sono senza la parte di cristianesimo che è in me». Questo è divenuto possibile perché i cristiani di diverse tradizioni liturgiche si sono appropriati, dopo molto tempo, della lingua araba e l’hanno protetta. Nel Levante l’arabo non è solo la lingua del Corano, ma anche quella di tutte le liturgie cristiane. Pregare e lodare Dio nella stessa lingua è un autentico successo culturale, testimonianza, per i cristiani, del genio dell’Incarnazione. Pregando per il rapido ritorno di padre Paolo Dall’Oglio tra le sue genti, in Siria e non solo, esprimo il desiderio che questa osmosi possa essere condivisa e vissuta dalle future generazioni. 

di Antoine Courban | avvenire.it | 6 giugno 2015

Diari di martiri nella Cina di Mao

Quattro testimonianze dirette delle persecuzioni degli anni Cinquanta e Sessanta, per la prima volta raccolte in un libro. Con il racconto di messe e comunioni celebrate

di Sandro Magister| chiesa.espresso.repubblica.it | 23 maggio 2015

È musulmano, ma sceglie di morire con i cristiani

Tra gli etiopi uccisi in Libia dall’Is c’era anche Jamal Rahman: si sarebbe offerto come ostaggio per non abbandonare un amico. Lo racconta il Pime

di Domenico Grasso jr | vaticaninsider.lastampa.it | 23 aprile 2015

BONHOEFFER 9 aprile 1945-2015. Il cristiano che sfidò Hitler

«Ditegli che questa è la fine per me, ma anche l’inizio. Insieme a lui credo nel principio della nostra fratellanza universale cristiana che si eleva al di sopra di ogni interesse nazionale e credo che la nostra vittoria è certa…». Così Dietrich Bonhoeffer, l’8 aprile 1945.

Marco Roncalli | avvenire.it | 7 aprile 2015

San Milad Saber e i suoi venti compagni

La loro storia è la stessa degli Atti dei Martiri del primi secoli. Uccisi dalla spada dell’islam per puro odio della loro fede cristiana 

di Sandro Magister,

chiesa.espresso.repubblica.it,

02/03/2015

Resistenza e martirio nella Germania di Hitler
Dopo il fallito attentato al fürher, 70 anni fa, divenne più feroce la repressione degli oppositori interni
Venivano uccisi, ma non se ne doveva pubblicizzare la morte: proibiti gli annunci funebri e i necrologi sui giornali, i funerali sostituiti da cremazioni furtive e dispersione delle ceneri o da inumazioni in fosse comuni. Soltanto di alcuni, per “dare l’esempio”, si annunciava l’esecuzione con frasi di esecrazione per l’alto tradimento. Così erano caduti a migliaia i tedeschi antinazisti durante la tirannia di Adolf Hitler, cui se ne aggiunsero altri cinquemila, sacrificati alla vendetta del führer nell’autunno-inverno di settant’anni fa dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944.
di Angelo Paoluzi,
Agensir.it,
31/10/14

Franz Jägerstätter, lettere di pace e di fede
La scrittura è fitta, regolare. La grafia non conosce indecisioni, non inciampa in correzioni, non tradisce l’emozione. Eppure Franz Jägerstätter «scrive con le mani legate». Lo separano solo poche ore dalla morte, decretata nel 1943 da un tribunale di guerra di Berlino. La sua “colpa”? Quella di aver rifiutato, nella Germania precipitata nell’orrore del nazismo e della guerra, di imbracciare le armi. Il fermo, irremovibile “no” di questo contadino austriaco – attestato nel fascio di lettere indirizzate, a partire dal 1940 e interrotto solo dalla morte, alla moglie Franziska e per la prima volta tradotte in italiano in Una storia d’amore, di fede e di coraggio.
di Luca Miele,
avvenire.it,
21/08/2014

Sulla “riabilitazione” di don Milani
Il teologo Gennari commenta la “liberazione da quell’ombra” del libro “Esperienze Pastorali”, “nel 1957 fatto ritirare dall’ex-Sant’Offizio”.
In questi giorni grande clamore, da parti diverse e anche opposte, sulla cosiddetta “riabilitazione” di Don Milani da parte della “Chiesa Cattolica”, l’arcivescovo di Firenze ha ricordato che don Lorenzo non è mai stato formalmente dichiarato fuori delle comunione e della ortodossia cattolica, e che di recente è stato ribadito che il suo libro – l’unico che abbia scritto interamente da solo – “Esperienze Pastorali”, che nel 1957 era stato fatto ritirare dalle librerie cattoliche per ordine dell’ex-Sant’Offizio, è stato liberato da quella ombra che fece soffrire lui e tanti nei decenni successivi. L’eco di questa notizia sui giornali laici è diventata una “riabilitazione” vera e propria della fede di don Lorenzo, come se fino a oggi la Chiesa come tale lo avesse considerato al di fuori, una specie di “eretico”, fuori dell’ambito della fede e della disciplina cattolica.
di Gianni Gennari,
vaticaninsider.lastampa.it,
22/04/2014

BONHOEFFER teologia militante
Bonhoeffer è uno dei pochi teologi mar­tiri, non solo del nostro secolo, ma di tut­ta la storia cristiana. Teologi martiri ne abbiamo nella Chiesa antica: pensiamo a Giustino o a Cipriano; ne abbiamo tra gli anabattisti del Cinquecento – pensia­mo a Balthasar Hubmeier e Michael Sat­tler – ma si tratta di eccezioni. In generale, gli accade­mici, anche coloro che appartengono all’accademia teologica, non si espongono alle tempeste della storia e anche in situazioni di conflitto finiscono sempre per salvare la pelle, sia per il loro status sociale di solito pri­vilegiato, sia per una particolare inclinazione al pensiero cortigiano che molto spesso caratterizza gli accademi­ci di tutti i tipi […]. Ora, Bonhoeffer, che aveva davanti a sé una brillante carriera universitaria, a un certo pun­to ha abbandonato la cattedra, si è trovato nella mi­schia della storia del suo popolo ed è finito sulla forca del campo di sterminio di Flossenbürg, a soli 39 anni, all’alba del 9 aprile 1945 […]. Ha vissuto personalmen­te quello che dice in Resistenza e resa, e cioè: «Siamo en­trati in un tempo nel quale il pensiero non può più es­sere il lusso dello spettatore, ma deve porsi interamente al servizio dell’azione» […].
di Paolo Ricca,
avvenire.it,
06/04/14

Il segno della gabbia
· Nel 1868 iniziò la passione di un gruppo di martiri ·
Sul finire del secolo diciannovesimo, dopo la fine dello shogunato di Togukawa, vennero allo scoperto — dopo un fatale incontro con padre Petitjean a Nagasaki — migliaia di cristiani nascosti.
osservatoreromano.va,
03/04/14.

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Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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