Archivi per la categoria: Ateismo

Il sapere di dover morire

Tutti i viventi, umani e non umani, muoiono. Ma solo gli umani, sostiene Borges, sono mortali. Il motivo? Siamo gli unici ad avere consapevolezza della nostra morte. Ciò che ci rende mortali non è la morte ma il sapere di dovere morire. Religioni e riti hanno qui la loro matrice naturale. Inevitabilmente, tutti — credenti e non credenti, teologi e scienziati, colti e incolti — ci interroghiamo sulla morte. Sull’argomento è da poco in libreria il libro di un non credente militante, Edoardo Boncinelli. Il titolo è già un programma, Io e Lei. Oltre la vita (Parma, Ugo Guanda Editore, 2017, pagine 192, euro 14). Lei è la morte.

di Franco Lo Piparo | osservatoreromano.va | 23 giugno 2017

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L’argomentazione (razionale) sull’esistenza di Dio diventata virale

Esiste un argomentazione razionale convincente a supporto dell’esistenza di Dio? Robert H. Nelson, professore di Politiche Pubbliche presso l’Università del Maryland, pensa di sì. In un recente articolo pubblicato su “The Conversation“, sfida gli atei sul loro stesso terreno.

Partendo dalle leggi della matematica, dalle teorie della coscienza umana e dalla biologia evolutiva, Nelson arriva alla conclusione che “l’esistenza di un dio è molto probabile”. Potete leggere l’intero articolo, ripubblicato qui sotto (in fondo la versione originale in inglese).

di Robert H. Nelson | aleteia.org | 23 maggio 2017

Ma quale post religione, in Francia vanno forte i “giovani bigotti”

Roma. Giovani bigotti che rivendicano la propria fede. Con orgoglio, s’intende. Il Monde è forse un po’ sprezzante nel descrivere il ritorno al religioso nella Francia dove a essere sacra, negli ultimi decenni, era la laïcité. Qualcosa è cambiato. Lo dicono gli indicatori numerici, elaborazioni di statistiche autorevoli, e – soprattutto – le masse di giovani che non si fanno scrupoli a esibire simboli della propria fede, che frequentano le chiese e vanno in pellegrinaggio. Sia chiaro, si tratta sempre di una minoranza (creativa), i giovani che si definiscono credenti sono sempre al di sotto del cinquanta per cento della popolazione, ma tra i giovanissimi (dai 18 ai 29 anni) i credenti salgono al 53 per cento. Solo nove anni fa, erano il 34.

di Matteo Matzuzzi | il foglio.it | 18 maggio 2017

Non c’è più religione

«Non c’è più religione… Dio è morto». Lo sentiamo ripetere di continuo, e qualcuno di quelli che si lanciano in affermazioni del genere pretendono di avvalorarle anche con l’autorità dei fatti: quanti sono oggi, per dire, i neonati che vengono portati in chiesa per essere battezzati, e non è forse vero che il numero delle persone che frequentano la messa domenicale è in calo — perlomeno in Gran Bretagna o nei paesi nordici?… Questi dati vengono trascelti proprio con l’intento di appoggiare la tesi, e la loro reiterata ripetizione mira a far sì che, come accade con tutti gli altri pregiudizi, alla fine l’affermazione sia considerata ben fondata e creduta vera.

di Zygmunt Bauman | osservatoreromano.va | 16 gennaio 2017

Contro il pensiero ateo lo spirito vince

Mentre il secolo scorso si era aperto con movimenti filosofici – si pensi al positivismo, al pragmatismo, al marxismo e al persistente idealismo – che pretendevano di cancellare ogni spazio del sacro e di estirpare la stessa possibilità della domanda di senso religioso della vita, il nostro secolo si è aperto con una acuta consapevolezza dei fallimenti teorici e politici degli “assoluti terrestri”. E questo nell’orizzonte di una riconquista razionale della idea di “contingenza umana”.

di Dario Antiseri | avvenire.it | 30 luglio 2016

Dio a modo mio

Un’inchiesta sulla religiosità giovanile su “La Civiltà Cattolica” mostra come il Papa sia modello di riferimento per una fede autentica ed essenziale

Redazione | zenit.org | 9 luglio 2016

Così la fisica spiega l’inspiegabile origine dell’universo

Il paradosso di Pasteur: un po’ di scienza allontana da Dio, molta riconduce a lui. Tre secoli di modelli cosmologici, mai definitivi. L’ultimo, il neoateista, basato su un’ipotesi che finisce per essere più metafisica di quella creazionista

di Umberto Minopoli | ilfoglio.it | 29 Giugno 2015 ore 10:50

La rivoluzione del desiderio nel Sessantotto: Houellebecq e Lacan via Žižek

Osservatore acuto o, secondo alcuni, cinico dissettore dell’epoca contemporanea, Michel Houellebecq ha sempre sostenuto la necessità di uno sguardo storico retrospettivo per una comprensione profonda del presente. Uno degli assi principali della sua opera consiste nel tentativo di rispondere ad un quesito fondamentale: per quale motivo si è giunti alla situazione attuale? Una situazione ritenuta catastrofica e senza via d’uscita. È la domanda che si pongono molti personaggi delle Particelle elementari [1] , il romanzo su cui si concentrerà il mio discorso. Se Houellebecq non è certo l’unico autore contemporaneo a rivolgersi al passato per comprendere l’attuale stato delle cose, più rari sono coloro che delineano nella propria opera romanzesca una sorta di filosofia della storia[2], come accade all’inizio di questo libro in cui – nota il narratore – viene raccontata la storia «di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale nella seconda metà del Ventesimo Secolo» (p. 7). Si tratta qui di una concezione della storia secondo la quale l’umanità è manovrata e scandita da alcune rare «mutazioni metafisiche», ossia da alcune «trasformazioni radicali e globali della visione del mondo adottata dalla maggioranza» (pp. 7-8). Ciò che colpisce, in questa teoria, è il carattere assolutamente impersonale, ma implacabile e inevitabile, di tali trasformazioni : «Appena prodottasi, la mutazione metafisica si sviluppa fino alle proprie estreme conseguenze, senza mai incontrare resistenza. Imperturbabile, essa travolge sistemi economici e politici, giudizi estetici, gerarchie sociali. Non esistono forze in grado di interrompere il corso – né umane né d’altro genere, a parte l’avvento di una nuova mutazione metafisica» (p. 8). Tale concezione del mondo, che determina l’economia, la politica e i costumi di una società, viene dunque passivamente assunta dalla maggior parte delle persone ed è il prodotto di un agente totalmente anonimo («prodottasi»; «imperturbabile») e talmente potente («travolge») che nessuna forza umana è in grado di opporvisi.

di Paolo Tamassia | 17 novembre 2015 | Pubblicato da Le parole e le cose

Dio è morto in Germania

Per far posto ai migranti si aboliscono le feste cristiane e nella chiesa di Lutero non prega più nessuno

Padre Joachim Deterding, il pastore della chiesa evangelica Königshardt-Schmachtendorf a Oberhausen, ha appena offerto alle autorità tedesche la sua chiesa per ospitare un certo numero di migranti. Ha deciso che, per evitare di apparire “offensivo” nei confronti dei musulmani, spoglierà la chiesa anche di ogni simbolo cristiano. Saranno dismessi il fonte battesimale e le croci. A rivelare la storia è la Westdeutsche Allgemeine Zeitung. E’ la prima volta che una chiesa consacrata viene usata per accogliere gli immigrati. Il luogo di culto guglielmino, creato nel 1906, riceverà lavatrici e cibo ogni giorno, anziché fedeli cristiani.

di Giulio Meotti | ilfoglio.it | 09 Novembre 2015

Kirill, in comunione nell’unica Chiesa

Kirill, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, è nato il 20 novembre 1946 a San Pietroburgo. È riconosciuto come teologo di grande intellettualità e spiritualità non solo nella sua patria, ma in tutto il mondo. Essendo uno dei maggiori rappresentanti dell’ortodossia, egli ha un ruolo decisivo nel cammino verso l’unità dell’unica Chiesa, come Gesù, fondamento e fondatore di essa, ha voluto. Tutti noi confessiamo nel Credo niceno-costantinopolitano: «Credo unam Ecclesiam» […].

di Gerhard Müller | avvenire.it | 17 ottobre 2015

Caro Hawking, il Big Bang non esclude Dio

Dice ancora qualcosa il nome di Dio agli uomini di oggi? Secondo Nietzsche, poco o nulla. Lo stesso annuncio che «Dio è morto» è destinato a cadere nel vuoto. Magari tutti ripetono la frase a proposito di questo o di quello. Ma come se fosse un’ovvietà, una cosa scontata, di cui prendere atto per poi archiviarla senza farsi troppi problemi […].

di Sergio Givone | avvenire.it | 27 settembre 2015

Il presepe è legale: in Francia vince il buon senso

Nessuna violazione della laicità dello Stato: i giudici danno ragione a un sindaco che aveva allestito un presepe presso il Municipio. Ma le polemiche non si placano…
Roma, 23 Luglio 2015 (ZENIT.org) Federico Cenci

Perché dico che Bergoglio, intellettuale moderno, sta salvando il cristianesimo

Il Papa risponde “sì” alla domanda: “Si può essere autenticamente cristiani nell’occidente moderno materialista?”

di Alfonso Berardinelli | ilfoglio.it | 25 agosto 2015

Cioran ateo credente che spiava dio

​Vent’anni fa, il 20 giugno 1995, moriva a Parigi lo scrittore Emil Cioran. Sulle rive della Senna era approdato a 26 anni, nel 1937, dopo aver lasciato alle spalle la sua patria, la Romania, e la sua cittadina, Rasinari, un delizioso villaggio della Transilvania. Posto su un colle circondato da monti coperti di querce, faggi e pini, attraversato da un ruscello, pittoresco per il paesaggio, quel piccolo centro era marcato religiosamente da due chiese, l’una settecentesca, l’altra neoclassica dedicata alla Trinità, della quale era parroco suo padre. La lapidaria carta d’identità ideale di Cioran era, però, così scandita: «Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso». 

di Gianfranco Ravasi | avvenire.it | 19 giugno 2015

Regno Unito, calano gli anglicani mentre crescono atei e musulmani

Un’Inghilterra in cui la Chiesa anglicana lentamente svanisce, lasciando il posto a un crescente numero di atei e agnostici, e all’islam: sembra questo il quadro di prospettiva offerto dal rapporto appena pubblicato del British Social Attitudes, che suggerisce che sta avvenendo uno «spostamento generazionale»; ogni generazione sembra meno religiosa di quella che l’ha preceduta, e di conseguenza, man mano che le fasce di età più anziane scompaiono, la popolazione in generale diventa meno religiosa. Ma a quanto pare c’è stata negli ultimi dieci anni una netta accelerazione del declino per quanto riguarda la Chiesa anglicana. Infatti, se nel 1983 gli anglicani nel Paese erano il 40%, nel 2014 la loro presenza era ridotta al 17%; e l’accelerazione nel declino è dimostrata dal fatto che nel 2004 erano ancora il 28%. Negli ultimi dieci anni la loro consistenza si è ridotta di due quinti.

di Marco Tosatti | vaticaninsider.lastampa.it | 9 giugno 2015

La crisi del dio americano

Tanti fra noi si saranno meravigliati la prima volta che si sono accorti di quella scritta sul biglietto verde da un dollaro: In God we trust, noi confidiamo in Dio. Una scritta che non potremmo mai nemmeno immaginare di vedere su un biglietto da cinque euro, non perché gli americani abbiamo più fede degli europei, ma per la natura, radicalmente diversa, delle due monete.
di Luca Doninelli | il sussidiario.net | 13 maggio 2015

Poretti: Caro Houellebecq «Sottomissione» a chi?
Normalmente nella vita mi guadagno da vivere occupandomi di comicità, però per diletto, nel tempo libero, sono attratto anche da cose tristi. Tipo i romanzi di Michel Houellebecq. Li ho letti tutti. Ho molto rispetto per i romanzi tristi. Quando si sta in compagnia con i personaggi dei suoi romanzi, diciamo all’incirca una settimana, perché se è vero che 280 pagine si leggerebbero in 5-6 ore, le atmosfere descritte da Houellebecq sono a volte così ripugnanti, fastidiosamente ciniche e ostentatamente depressive, che bisogna lasciare il libro a decantare, appoggiato sul tavolino che sta davanti alla tazza del wc.
di Giacomo Poretti,
avvenire.it,
11/02/15

Olanda senza Cristo
Cattolici quasi scomparsi nel cuore d’Europa. Disarmano anche i protestanti. Città aperte all’islam
Dicono che per capire l’Olanda di oggi, atea e laica, multiculturale e accogliente, bisogna tornare con la memoria agli anni Settanta, quando sui campi di calcio d’Europa imperversava la mitica Arancia meccanica di Rinus Michels, monumento nazionale di cui parlò bene perfino Johan Cruijff, che in morte del tecnico che rivoluzionò il calcio oranje mise da parte la sua proverbiale boria e riconobbe nel maestro la grandezza del leader.
di Matteo Matzuzzi,
ilfoglio.it,
26/01/15

La scomparsa dei cattolici
Nella vita delle democrazie sono irrilevanti. Il filosofo Del Noce questo vuoto lo aveva previsto e pensato. Non era un reazionario, ma un liberal-cattolico
Giunti al termine del ventennio di transizione che ci separa dalla fine della Prima Repubblica, anche i cattolici sono al bivio. La scelta l’ha ben sintetizzata Dario Antiseri: “Restare inchiodati alla prospettiva funesta e senza futuro di una esangue intellighenzia che, rassegnata al peggio, si è arresa ai fatti oppure rimettersi con coraggio, progetti chiari e concreti e senso di responsabilità sulla strada dei ‘liberi e forti’”? (Corriere del 9 ottobre).
di Luca Del Pozzo,
ilfoglio.it,
04/01/15

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Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

(S)guardo sul Mondo

Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

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Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

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