Archivi per il mese di: dicembre, 2015

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò» (Nm 6, 22-27).

Padova, aperta la Porta santa nel carcere Due Palazzi

Domenica 27 dicembre, il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, ha aperto la Porta della Misericordia della Cappella del Carcere Due Palazzi, che diventa così chiesa giubilare per i detenuti e per quanti nei prossimi mesi vivranno il Giubileo in carcere: dai gruppi parrocchiali, che da alcuni anni già entrano e celebrano la Messa la quarta domenica del mese, alle molte altre parrocchie che si stanno prenotando per poter vivere il Giubileo in questa “periferia esistenziale”.

avvenire.it | 29 dicembre 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 960 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 16 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

San Sisto Perugia (PG): i dipinti nella Chiesa Santa Famiglia di Nazareth

Un primo ciclo è disposto attorno al fonte battesimale e propone, la scena del Battesimo di Gesù con gli episodi dei vangeli delle Domeniche di Quaresima Anno A che rappresentano il cammino che portava al Battesimo: Tentazioni, Trasfigurazione, Samaritana al pozzo, Guarigione del cieco nato, Risurrezione di Lazzaro. Al centro il Battesimo di Gesù. Un secondo ciclo è disposto nella Cappella del Santissimo e raffigura: Emmaus, Discesa agli inferi, Incredulità di Tommaso, Noli me tangere, Cristo risorto.

Scritto da Giuliano il 23 dicembre 2015 | icone cristiane.it

Y come Yahweh

Il nome in questa forma – “Yahweh” – rappresenta la versione accademica della parola ebraica composta da quattro lettere (yodh, he, waw, he), in qualche modo corrispondenti alle lettere del nostro alfabeto YHWH, e perciò detta “tetragramma”.

Paolo Gulisano | 27 Dic 2015 | ZENIT.org |

Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.

Al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore (1Sam 1, 20 – 22. 24 – 28).

Testimonianza di Paolo a Cristo, figlio di Davide.

Paolo, [giunto ad Antiòchia di Pisìdia, nella sinagoga,] si alzò e, fatto cenno con la mano, disse:
«Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.
Poi suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”» (At 13, 16 – 17. 22 – 25).

Gesù è nato davvero il 25 dicembre?

Il Natale cristiano è sempre stato festeggiato il 25 dicembre. Malgrado ciò, nel progredire del tempo, si sono levate più voci che hanno contestato la storicità di tale data. La tesi sostenuta è che in epoca antica si sia voluto semplicemente sostituire a una ricorrenza pagana una memoria cristiana. Evidentemente, tale posizione ha generato in taluni fedeli confusione e desiderio di chiarire meglio la questione. Per questo, a meno di quarantott’ore dal Natale, abbiamo rivolto alcune domande a uno storico della Chiesa, il prof. Pier Luigi Guiducci. Ecco la sue risposte.

Federico Cenci | 23 Dic | ZENIT.org

Enzo Bianchi: NATALE, le tre nascite di Gesù

La festa di Natale si avvicina e molti cristiani si apprestano a celebrarla, preparando anche i festeggiamenti che essa tradizionalmente richiede. In questa lunga vigilia che ormai è sempre più anticipata, e di conseguenza prolungata, per ragioni commerciali, non certo ‘spirituali’, si levano alcune voci critiche verso il consumismo, che scaturisce dall’ebbrezza connessa alle feste; altre voci richiamano l’attenzione sui poveri, sui senza casa, simboleggiati nei presepi; per altri ancora il Natale è l’occasione di una guerra culturale contro quelli che non sono cristiani; per altri, infine, il modo di vivere questa festa è epifania della stupidità che rinuncia a simboli e segni per non mettere in imbarazzo chi è estraneo alla fede cristiana. Sembra che la vigilia, anziché essere un tempo di preparazione e di maggior consapevolezza di ciò che si celebra, sia un pretesto per altre preoccupazioni.

di Enzo Bianchi | avvenire.it | 20dicembre 2015

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 39 – 45).

Nel secolo scorso, sono stati dedicati a Gesù 62 mila volumi. Alla Biblioteca Nazionale di Parigi, specchio della cultura occidentale, la voce “Gesù” è seconda per numero di schede; la prima è “Dio”.
– Vittorio Messori (1941)

Signore esulterà per te con grida di gioia.

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
<<non temere,="" sion,="" non="" lasciarti="" cadere="" le="" braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia» (Sof 3, 14 – 18).

Lutero, la Riforma si canta in coro

Nella storia del cristianesimo, c’è stato un teologo di grande importanza che ha assegnato alla musica un ruolo pari a quello della teologia. Un pastore che ha promosso la musica come strumento di istruzione religiosa e catechetica, nel contesto dell’educazione e della pedagogia, come fonte di conforto e consolazione, come alternativa sacra al canto profano, come mezzo per creare identità ed appartenenza confessionale, e come dimostrazione ed applicazione del principio del sacerdozio universale dei fedeli.

Chiara Bertoglio | avvenire.it | 11 dicembre 2015

Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno». 
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi (Gen 3, 9 – 15. 20).

Otto giorni di luci – La festa di Chanukkàh

Chanukkàh, (חנוכה o חֲנֻכָּה) è una festività ebraica conosciuta anche con il nome di Festa delle luci. La parola chanukkàh letteralmente significa inaugurazione o dedica. Essa rappresenta anche il valore universale della libertà religiosa e delle tradizioni, il coraggio e la vittoria dei pochi contro i molti.

di Zion Evrony | osservatoreromano.va | 5 dicembre 2015

La “Compagnia di San Giovanni Damasceno” compie un anno

Nicola Rosetti racconta i primi 12 mesi del gruppo Facebook che raggruppa oltre trecento appassionati di arte sacra

La Compagnia di San Giovanni Damasceno, il gruppo facebook che raggruppa oltre trecento appassionati di arte sacra, compie un anno! È stata “fondata” infatti il 4 dicembre (giorno nel quale la Chiesa fa memoria di San Giovanni Damasceno) dello scorso anno dal nostro redattore Nicola Rosetti che abbiamo intervistato.

Redazione |  05 Dic |  ZENIT.org |

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!» (Lc 3, 1 – 6).

Altro che crisi. Quella del matrimonio è una disfatta

Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur”. Non risulta che qualche padre sinodale abbia citato Tito Livio, nelle tre settimane di discussione sulla famiglia. Ma quella celebre frase sarebbe stata più che mai appropriata. Perché mentre si attende con ansia il pronunciamento di papa Francesco sulla comunione ai divorziati risposati, il matrimonio sta correndo verso l’estinzione. E non solo dove la secolarizzazione ha fatto il deserto, ma anche in un paese universalmente definito familista e cattolico come l’Italia.

di Roberto Volpi | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 5 dicembre 2015

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