Archivi per la categoria: Costume

Altro che crisi. Quella del matrimonio è una disfatta

Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur”. Non risulta che qualche padre sinodale abbia citato Tito Livio, nelle tre settimane di discussione sulla famiglia. Ma quella celebre frase sarebbe stata più che mai appropriata. Perché mentre si attende con ansia il pronunciamento di papa Francesco sulla comunione ai divorziati risposati, il matrimonio sta correndo verso l’estinzione. E non solo dove la secolarizzazione ha fatto il deserto, ma anche in un paese universalmente definito familista e cattolico come l’Italia.

di Roberto Volpi | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 5 dicembre 2015

Dio è morto in Germania

Per far posto ai migranti si aboliscono le feste cristiane e nella chiesa di Lutero non prega più nessuno

Padre Joachim Deterding, il pastore della chiesa evangelica Königshardt-Schmachtendorf a Oberhausen, ha appena offerto alle autorità tedesche la sua chiesa per ospitare un certo numero di migranti. Ha deciso che, per evitare di apparire “offensivo” nei confronti dei musulmani, spoglierà la chiesa anche di ogni simbolo cristiano. Saranno dismessi il fonte battesimale e le croci. A rivelare la storia è la Westdeutsche Allgemeine Zeitung. E’ la prima volta che una chiesa consacrata viene usata per accogliere gli immigrati. Il luogo di culto guglielmino, creato nel 1906, riceverà lavatrici e cibo ogni giorno, anziché fedeli cristiani.

di Giulio Meotti | ilfoglio.it | 09 Novembre 2015

Oltre a Kasper anche Zuckerberg vuole distruggere la chiesa

Sant’Ignazio di Antiochia, tu scrivesti che “senza i sacerdoti non c’è Chiesa” e allora tieni presente che a brigare per incenerire la Sposa di Cristo non c’è solo Kasper, c’è anche Zuckerberg.

di Camillo Lagnone | ilfoglio.it | 23 Ottobre 2015

Regno Unito, calano gli anglicani mentre crescono atei e musulmani

Un’Inghilterra in cui la Chiesa anglicana lentamente svanisce, lasciando il posto a un crescente numero di atei e agnostici, e all’islam: sembra questo il quadro di prospettiva offerto dal rapporto appena pubblicato del British Social Attitudes, che suggerisce che sta avvenendo uno «spostamento generazionale»; ogni generazione sembra meno religiosa di quella che l’ha preceduta, e di conseguenza, man mano che le fasce di età più anziane scompaiono, la popolazione in generale diventa meno religiosa. Ma a quanto pare c’è stata negli ultimi dieci anni una netta accelerazione del declino per quanto riguarda la Chiesa anglicana. Infatti, se nel 1983 gli anglicani nel Paese erano il 40%, nel 2014 la loro presenza era ridotta al 17%; e l’accelerazione nel declino è dimostrata dal fatto che nel 2004 erano ancora il 28%. Negli ultimi dieci anni la loro consistenza si è ridotta di due quinti.

di Marco Tosatti | vaticaninsider.lastampa.it | 9 giugno 2015

Convertiti alla carità
Solidarietà , assistenza e accoglienza furono la vera forza delle prime comunità cristiane
Si chiama ‘Il pane donato. Piccola storia della carità’, (Emi, pagine 64, euro 5). È l’ultimo libro dello storico Franco Cardini (del quale anticipiamo un brano).
I duemila anni del cristianesimo riletti attraverso l’influsso della carità sulla storia, i santi, le loro opere e l’immenso esercito di volontari che le ha fatte vivere nei secoli.
Dall’ospedale di Basilio di Cesarea agli «hospitia» per viandanti, pellegrini e impoveriti nel Medioevo; dalle varie forme di volontariato all’ombra delle cattedrali gotiche; a personaggio come Giovanni di Dio, Francesco di Sales, Vincenzo de Paoli, Alfonso Maria de’ Liguori, fino a Frédéric Ozanam. Un’avventura che ha ancora molto da raccontare.
di Franco Cardini,
avvenire.it
10/02/15

Venerdì 09 Gennaio 2015
FENOMENO ANCORA LIMITATO
Chiese dismesse? Gli italiani hanno una memoria buona
Più numerose le “riconversioni” nei Paesi del nord Europa. In Italia si contano 65mila chiese di proprietà ecclesiastica con un forte legame al popolo e al territorio. Stefano Russo, direttore dell’ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, sottolinea il “forte carattere identitario degli edifici di culto” e “il legame, secolare, che si viene a generare con le persone che li vivono”
Luigi Crimella,
agensir.it

Va bene la lotta gay friendly, ma smettetela di banalizzare il presepe
Te piace ’o presepe?” – chiedeva Luca Cupiello a quello screanzato di suo figlio Tommasino. Si sa, come lo sventurato rispose. Puntando almeno, lo sfaccendato, direttamente ad altro: “Voglio ’a zuppa ’e latte!”. Da qualche anno, invece, tutto si è complicato – ed essendo il tutto frutto della complicazione del politicamente corretto, tutto si è banalizzato. Nessun luogo, al mondo, è ormai molestato come il presepe: chi leva, chi mette, chi corregge, chi sottrae, chi aggiusta, e l’ego dei vari proponenti trabocca fin quasi a cacciare il Bambinello dalla mangiatoia.
di Stefano dDi Michele,
ilfoglio.it,
23/12/14

NATALE VIETATO/ Inghilterra: le amministrazioni comunali cancellano la parola “Christmas”
Sono sempre di più le amministrazioni comunali inglesi che ribattezzano le festività natalizie (Natale nella lingua anglosassone porta ben chiaro il nome di Cristo, “Christmas”) in festività invernali, “Winterfest”. L’ultima della serie è quella della città di Stoke-on-Trent, come ricorda oggi il quotidiano The Independent, sottolineando il clima di “correttezza politica” che ha ormai conquistato il paese. Il motivo, si sa, è quello di non offendere i credenti di altre religioni, in particolare gli islamici, tendenza che ormai ha preso piede anche negli Stati Uniti dove da anni la Casa Bianca invia in questo periodo un anonimo biglietto firmato “Buona stagione festiva”, così come le scuole che vietano i presepi. Nella città in questione l’unico segno natalizio è l’albero di Natale, poi ogni tipo di attività festivaliera è stata denominata Winterfest.
Redazione,
ilsussidiario.net,
14/12/14

Penalizzate le famiglie a più alto tasso di responsabilità
Lo statistico Roberto Volpi esorta a non cadere nell’errore di credere che l’aumento delle coppie di fatto compensi il calo vertiginoso dei matrimoni, sia civili che religiosi. E avverte: se continua a crescere il fenomeno delle “coppie di fatto non conviventi”, nel giro di tre o quattro decenni la famiglia formata da un uomo e una donna con figli è destinata a sparire
di M. Michela Nicolais | agensir.it | Lunedì 27 Ottobre 2014

Sinodo al bivio, sulle seconde nozze
La pressione dei sondaggi d’opinione. La lezione della storia. Il dilemma della Chiesa: adeguarsi alla modernità o restare ferma sul “non sciolga l’uomo ciò che Dio ha unito”?
L’area germanofona è stata la più lesta, sia nel rispondere al questionario diffuso dal Vaticano in vista del sinodo sulla famiglia, sia nel rendere pubbliche le risposte.
di Sandro Magister,
chiesa.espresso.repubblica.it,
07/02/14.

C’era una volta l’orco comunista e divorava bambini
Una discreta quantità di carestia sovietica anni Venti e Trenta. La vicenda dei trentamila minori spagnoli fatti espatriare per salvarli dalla guerra civile di Franco. Una bella quantità di lotta ideologica, tanto per insaporire. I bombardamenti alleati sull’Italia e le loro vittime bambine: solo un pizzico. E così, tanto per gradire, il mito dell’eroe socialista adolescente che denuncia i suoi genitori perché «nemici del popolo». Frullare bene, avvolgere con manifesti elettorali del 1948 e conservare in frigo reparto «guerra fredda».
di Roberto Berretta,
avvenire.it,
17/01/14

Verso l’eutanasia dell’Occidente
La sentenza con la quale la Corte di Strasburgo sancisce il principio dell’uguaglianza cognominale tra genitori, col conseguente diritto della madre a dare ai figli (se il coniuge è d’accordo, immagino) il proprio cognome anziché quello del padre, potrebbe farci sorridere se non presentasse alcuni risvolti antropologici di un certo interesse.
di Luca Doninelli,
ilsussidiario.net,
08/01/13

Benedetti siano i farmacisti, con le loro vetrine in cui la Natività è rappresentata come Cristo comanda
Inchiestina sui presepi nell’epoca di Facebook, tra punte di kitsch disneyano e gradite sorprese: la palma va a D&G, il culturame delle librerie si consola con Ozpetek
di Camillo Langone,
ilfoglio.it,
25/12/13

La Gran Bretagna e la “fine” del Natale
Grazie a Dio, è tempo di “vacanze”. Etimologicamente (da vacuus), un vuoto da riempire a nostro piacimento; come nell’americano vacation e il nostro vacante.
In inglese è diverso. “Holy days” erano, nel Medioevo, i giorni dedicati al sacro: festività disseminate lungo tutto l’arco dell’anno in cui ci si asteneva dal lavoro per andare in chiesa, spesso per seguire una funzione dall’apposita liturgia. Paradossalmente, dunque, è proprio da uno dei popoli più laicizzati del mondo, dai pionieri di antipapalismo, modernismo, aborto, fecondazione artificiale, e quant’altro che viene il concetto di vacanza più fedele alle origini cristiane d’Europa. I moderni britannici saranno anche quasi tutti atei e agnostici; un tempo, piaccia o no, erano tra i popoli più fedeli al cattolicesimo.
di Elisabetta Sala,
ilsussidiario.net,
24/12/13

I cristiani festeggino la Festa dei Santi, piuttosto che lamentarsi di Halloween
Intervista a don Andrea Brugnoli, fondatore delle Sentinelle del Mattino, pioniere sei anni fa di HOLYween, festa che raccoglie sempre più successo
L’anno era l’834, quando papa Gregorio IV decise di spostare la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre. Fu una scelta ponderata. L’obiettivo era infatti quello di rimuovere i retaggi pagani di alcune popolazioni che culminavano proprio la notte del 31 ottobre, con il capodanno celtico. Festa che veniva definita di All Allows Even, ossia del tutto è permesso, persino che i morti potessero tornare in vita.
Roma, 30 Ottobre 2013 (Zenit.org) Federico Cenci

Usa, diminuisce la pratica religiosa
L’allarme dallo studio di un sito indipendente: cala il numero dei battesimi e dei matrimoni religiosi. “La gente vuole Dio, ma non è soddisfatta delle chiese”
L’allarme lo ha lanciato il “Religious News Service”, un sito indipendente di informazioni religiose interconfessionali. Il Paese che ha sul dollaro la scritta “In God we trust”, “In Dio abbiamo fiducia” sembra di anno in anno rispondere sempre di meno a quel motto che apparve per la prima volta su una moneta nel 1864, e divenne poi nel 1956, dopo un voto congiunto del Parlamento, lo slogan degli Stati Uniti.
di Marco Tosatti,
vaticaninsider.lastampa.it,
25/10/13

L’Angelus sui nonni
Perché i vecchi non siano morti anche da vivi…
Lo psichiatra Vittorino Andreoli elogia la capacità di Papa Francesco di abitare la grande storia e di essere dentro la piccola storia nella quale ci muoviamo tutti noi. E osserva come bambini e anziani non abbiano voce. Contano solo le classi produttive che inseguono il denaro. Il Papa, invece, “ha in mente che nelle società antiche il rispetto per i vecchi c’era: i vecchi, nella Bibbia, sono i depositari della conoscenza e della saggezza”
di M.Michela Nicolais,
agensir.it,
26/07/13

Ma come si fa a far festa se c’è meno famiglia?
I dati inglesi sui figli fuori dal matrimonio
Un uomo, una donna. Li ho visti oggi passeggiare sul lungolago della mia città, affiancati, allacciati, e si capiva subito che erano insieme. Uno di loro spingeva un passeggino, e dentro c’era un bimbo. Una famiglia? Mi è sembrato di sì. Sposati? Chi lo sa. Sempre più gente si ‘mette insieme’ e convive. C’è anche in questo qualcosa che sa di promessa e di appartenenza, ma precaria come per una segreta riserva dubitosa. Per intanto insieme, poi si vedrà.
di Giuseppe Anzani,
avvenire.it,
12/07/13

Così nell’Europa dei diritti le leggi ingabbiano la fede in Dio
Un saggio dell’americano Paul Coleman racconta “la fatale privatizzazione del cristianesimo in occidente”
Si tratta di una forma di vessazione “bianca”, legale, all’apparenza incruenta. “Ma non dovremo aspettare ancora a lungo prima che la parola per descrivere questo fenomeno diventi persecuzione”. Così si chiude il lungo saggio sulla secolarizzazione in Europa pubblicato dalla rivista americana First Things, madrina del cattolicesimo conservatore statunitense. “European faith made private”, il saggio a firma di Paul Coleman, passa in rassegna questo arcipelago europeo dell’intolleranza, volano di una rivoluzione del cristianesimo in occidente. Ovvero la sua “totale e fatale privatizzazione”.
di Giulio Meotti,
ilfoglio.it,
11/07/13

Indagine sulla religiosità dei supereroi: Hulk è davvero cattolico?
Due articoli a pagina 5 danno conto di una curiosa indagine sulla religiosità dei supereroi. Scrive Gaetano Vallini: “può bastare un rosario stretto in una mano per definire cattolica una persona? Di sicuro è sufficiente a qualificare il credo religioso di un supereroe dei fumetti come Hulk, stando al parere — a quanto sembra autorevole nel campo — del primo sito americano specializzato: http://www.comicbookreligion.com
osservatoreromano.va,
05/03/13

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