Archivi per il mese di: settembre, 2014

La guerra cantata
Contro l’islam che sgozza, messe e preghiere non bastano. Torquato Tasso ha scritto un poema che è amore, sensualità, adorazione, gemma della lingua, e anche guerra di religione
di Marco Barbieri | ilfoglio.it |29 Settembre 2014 ore 11:44

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Divorzio e seconde nozze. La cedevole “oikonomia” delle Chiese ortodosse
Cedevole al prepotere dei tribunali civili, fin dai tempi dell’impero bizantino. Passato e presente della prassi matrimoniale dell’ortodossia nella ricostruzione di un’autorità in materia, l’arcivescovo Cyril Vasil, segretario della congregazione per le Chiese orientali
di Sandro Magister,
chiesa.espresso.repubblica.it,
26/09/2014

NICHILISMO/ La “speranza” di Bauman contro la “profezia” di Nietzsche
Molte sono le inquietudini della crisi antropologica in cui versa l’umanità della tecnica e della globalizzazione, cioè noi oggi. Noi, nelle nostre società oggi. Dove, in nome dei diritti dell’Individuo, unico soggetto morale rimasto in campo, sembra viversi in un nichilismo istituzionalizzato come privilegio sociale e ideologico di ciò che è esteriore, immediato, visibile, veloce, superficiale, provvisorio, come recentemente ha ricordato Papa Francesco. Fondamentalmente in un privilegio dell’autoreferenzialità del desiderio individuale. In una “notte del desiderio”, dove tutti i desideri, come le hegeliane vacche della “notte della coscienza”, sono “neri”, cioè non distinguibili tra essi; tra quelli che portano luce, che “aprono”, ci aprono, ci mettono in relazione con gli altri, e quelli che “chiudono”, ci chiudono, ci mettono al buio di noi stessi; magari in una navigazione in rete di selfie dove nessuno incontra nessuno.
di Eugenio Mazzarella,
ilsussidiario.net,
29/09/2014

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.

Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre (Fil 2 ,1 -11).

Lasciamo perdere Hegel
Giuseppe Pontiggia e il mistero
Ottant’anni fa, il 25 settembre 1934, nasceva a Como lo scrittore Giuseppe Pontiggia, morto da poco più di un decennio a Milano nella notte tra il 26 e il 27 giugno 2003. In suo onore Rossana Dedola ha raccolto nel volume Giuseppe Pontiggia. La letteratura e le cose essenziali che ci riguardano (Roma, Avagliano, 2013, pagine 211, euro 14) una folta serie di testimonianze a cui anch’io mi sono associato. A Peppo, infatti, come veniva familiarmente chiamato, mi ha legato un’amicizia intensa. Certo, aveva un numero alto di amici, eppure, senza presunzione posso dire che tra noi c’era un legame implicito più profondo e intimo, che fioriva proprio dal mio stato di teologo e quindi di persona che sistematicamente s’interroga su quell’Oltre e quell’Altro che ci travalica.
di G. Ravasi,
osservatoreromano.va,
25/09/14

Quel che Karl Rahner pensava della letteratura e del libro religioso
Le intuizioni del grande teologo e gesuita tedesco condensate da Antonio Spadaro in una raccolta di tre saggi dal titolo “Letteratura e cristianesimo”
Cosa fa di un testo letterario un testo religioso? – Qualcuno potrebbe dare la risposta scontata dell’argomento. Ma Karl Rahner, teologo acuto di grande e discernimento e sensibilità, non era il tipo di uomo che rispondeva con i clichés e la banale apparente evidenza. Per lui, un testo letterario è “religioso” nella misura duplice in cui riporta l’uomo a se stesso e al di là di se stesso.
Roma, 20 Settembre 2014 (Zenit.org) Robert Cheaib

Per me vivere è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési.
Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo (Fil 1, 20c – 24. 27a).

Facciamo germogliare la conversione Verde
«Il mondo, la realtà che ci circonda, la natura ha un messaggio bellissimo per tutti noi e tutti, come ripete papa Francesco, siamo impegnati insieme per la sua salvaguardia». Víctor Manuel Fernández, rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires, ci tiene particolarmente a sottolineare lo stretto legame fra bellezza, salvaguardia dell’ambiente e di ogni singolo essere umano col pontificato di papa Bergoglio. Del teologo argentino è fra l’altro da poco uscito dalla Emi il volume Il progetto di Francesco. Dove vuole portare la Chiesa, scritto assieme al giornalista Paolo Rodari. Abbiamo incontrato Fernández ad Assisi sul sagrato della Basilica Superiore, prima del suo intervento al convegno sulla ‘Fragile bellezza’.
di Roberto I. Zanini,
avvenire.it,
19/09/14

Il senso della laicità di De Gasperi
Una riflessione nel cinquantennale della scomparsa dello statista trentino
“Adesso ho fatto tutto ciò ch’era in mio potere, la mia coscienza è in pace. Vedi, il Signore ti fa lavorare, ti permette di fare progetti, ti dà energia e vita. Poi, quando credi di essere necessario e indispensabile, ti toglie tutto improvvisamente. Ti fa capire che sei soltanto utile, ti dice: ora basta, puoi andare. E tu non vuoi, vorresti presentarti al di là col tuo compito ben finito e preciso. La nostra piccola mente umana non si rassegna a lasciare ad altri l’oggetto della propria passione incompiuto”. Sono queste le parole che Alcide De Gasperi rivolse alla figlia Maria Romana qualche giorno prima della morte, avvenuta nell’estate di sessant’anni fa, il 19 Agosto 1954 (citato in Indro Montanelli, I protagonisti, Rizzoli, Milano 1976, 136s). Parole umanissime e al tempo stesso alte, che rivelano la profondità dello spirito di questo grande costruttore dell’Italia rinata dalle macerie della guerra, padre dell’Europa futura, di cui avrebbe posto le basi con altri statisti del calibro di Robert Schuman e Konrad Adenauer. In quelle parole è possibile cogliere le caratteristiche che hanno reso De Gasperi così decisivo nella storia del nostro Paese e nell’incontro delle democrazie del Vecchio Continente: in primo luogo la sua passione politica, quindi la sua laicità, e infine la sua fede, profonda e intensamente vissuta.
Roma, 15 Settembre 2014 (Zenit.org) Bruno Forte

Moro, Paolo VI, le Br: troppe domande senza risposta
A partire da un’intervista di Gian Carlo Caselli, la testimonianza e l’analisi del giornalista-teologo
Questo scritto ha un motivo particolare, ma riguarda un problema generale: la memoria storica di noi uomini si logora, e questo porta a stravolgimenti anche dove meno te lo aspetti. Dunque aveva ragione il poeta greco: il tempo tutto divora, anche la nostra memoria, anche la memoria degli uomini migliori e più rispettabili.
Mi riferisco ad un argomento che potrebbe apparire estraneo a Vatican Insider, e invece non lo è del tutto, perché si riferisce alla tragedia Moro – chiamarlo “caso” mi pare qualcosa di minimizzante – che ha toccato direttamente sia nei fatti che nella opinione pubblica, e talora ancora tocca, la realtà della Santa Sede nella persona di Paolo VI.
di Gianni Gennari,
vaticaninsider.lastampa.it
13/09/14

Santi sì, ma con festa facoltativa
Dal decreto emanato dalla congregazione per il culto pubblicato da “L’Osservatore Romano” con data 12 settembre si apprende che papa Francesco, “tenendo conto delle innumerevoli richieste da ogni parte del mondo”, ha dato disposizione che le celebrazioni delle feste liturgiche dei nuovi santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano iscritte nel Calendario Romano Generale, la prima l’11, la seconda il 22 ottobre, con il grado di “memoria facoltativa”.
12 settembre 2014 |S. Magister| settimo cielo (blog)

Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre (Fil 2, 6- 11).

Quando la fede soccorre la ragione
Ricordo del teologo Wolfhart Pannenberg
Quando, dopo la disfatta della Germania nel 1945, in città semidistrutte e affollate da profughi le università tedesche riaprirono i battenti a studenti reduci dal fronte e dalla prigionia, a Heidelberg, nella più antica università della Germania, venne eletto come rettore un docente della facoltà di teologia (evangelica), Hans von Campenhausen, il quale tenne per l’occasione una memorabile prolusione su un tema storico denso di significato per la sua allusività: «Agostino e la caduta di Roma».
di Rosino Gibellini,
osservatoreromano.va,
09/09/14

Arabia Saudita: arrestati 27 indiani cattolici perché pregavano dentro casa
L’operazione condotta dalla polizia “religiosa” saudita. La legge nel paese vieta di praticare religioni non musulmane sul proprio territorio

Roma, 09 Settembre 2014 (Zenit.org) Naman Tarcha

Una operazione complessa, che dopo lunghi controlli, pedinamenti, intercettazioni, è stata portata a termine con successo, ovvero arrestare 27 persone, uomini e donne, tutti di nazionalità indiana. L’accusa? Una sola: pregare dentro propria casa.

Martedì 09 Settembre 2014
LEGGE MORALE NATURALE/1
Quale natura umana? La ragione veda la realtà
In vista del Sinodo sulla famiglia occorre riproporre convintamente una concezione unitaria dell’uomo. Se ”natura” in senso stretto rimanda al dato biologico, in senso largo, essa designa l’essenza globale dell’uomo, di cui fanno parte le sue coordinate essenziali: la componente biologica, l’autodeterminazione, la creatività (libertà e ragione)
Maurizio Calipari,
agensir.it

Napoleone Bonaparte apologeta di Cristo?
Il libro ‘Conversazioni sul cristianesimo’ delle Edizioni Studio Domenicano, contrasta la leggenda nera di Napoleone quale “materialista e saccheggiatore di chiese e conventi, anticlericale e sequestratore del Papa”.
“Il più grande miracolo di Cristo è stato fondare il regno della carità: solo lui si è spinto ad elevare il cuore umano fino alle vette dell’inimmaginabile, all’annullamento del tempo; lui solo creando questa immolazione, ha stabilito un legame tra il cielo e la terra. Tutti coloro che credono in lui, avvertono questo amore straordinario, superiore, soprannaturale; fenomeno inspiegabile e impossibile alla ragione”.
Roma, 08 Settembre 2014 (Zenit.org) Antonio Gaspari

Nietzsche, paura eh?
A 170 anni dalla sua nascita, Ferraris e Onfray riesumano un bricolage filosofico che sa di muffa debole e parigina (Derrida & Co.). Tentativo fallito. Ecco perché
Il Nietzsche di Ferraris è una corda tesa tra Woody Allen e Joseph Goebbels, un pendolo che oscilla tra comico e tragico, un povero sofferente che trasfigura la sua condizione in diagnosi epocale
Che cosa ha veramente detto Nietzsche? Se lo chiedeva, nel 1975, l’intellettuale organico comunista Mazzino Montinari. In realtà non è proprio che se lo chiedesse: il punto interrogativo non c’era affatto e l’orgoglioso avverbio era persino rimarcato in corsivo sulla copertina dell’edizione Ubaldini, prima di scomparire nella riedizione del 1999, presso Adelphi, per dar luogo a un più prudente Che cosa ha detto Nietzsche. Una hybris doppiamente blasfema, visto che riguardava il filosofo che maggiormente aveva attaccato la “volontà di verità” e dato che il testo si poneva al centro di una vasta operazione di intorbidamento delle acque che proprio dalla “veridica” edizione Colli-Montinari prendeva le mosse.
di Adriano Scianca | ilfoglio.it | 07 Settembre 2014 ore 06:30

Pienezza della Legge è la carità.

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità (Rm 13, 8 – 10).

È guerra di religione. Lo dice “La Civiltà Cattolica”
Ogni riga de “La Civiltà Cattolica” passa precedentemente al vaglio delle autorità vaticane, che ne autorizzano o no la stampa.
Non deve quindi passare inosservato l’editoriale dell’ultimo numero della rivista dei gesuiti di Roma, firmato da padre Luciano Larivera e intitolato: “Fermare la tragedia umanitaria in Iraq”.
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
04/09/14

Il silenzio sugli innocenti. Così Amnesty glissa sui “nazareni”
Ieri un altro cristiano giustiziato per aver rifiutato la conversione all’islam
di Giulio Meotti | 04 Settembre 2014 ore
Roma. “Ethnic cleansing on historic scale”. Si intitola così l’importante rapporto di ventisei pagine che l’organizzazione non governativa Amnesty International dedica all’Iraq, alla persecuzione delle minoranze e ai “killing fields” istituiti dallo Stato islamico, accusato da Amnesty di “sistematica pulizia etnica nel nord e crimini di guerra fra cui uccisioni sommarie e rapimenti di massa contro appartenenti a minoranze etniche e religiose”. Si denunciano gli stupri, le conversioni forzate all’islam e le stragi di yazidi e turcomanni. Eppure non si parla, strano ma vero, delle stragi di cristiani. Ci sono i massacri di Kocho, Qiniyeh, Jdali, i villaggi a maggioranza yazida, dove gli islamisti hanno sepolto vivi gli abitanti. Amnesty parla di decine e decine di uomini e ragazzi della zona di Sinjar rastrellati, caricati su camion e poi massacrati in gruppo o uccisi individualmente. “Nella sua brutale campagna per eliminare ogni traccia di popolazioni non arabe e non sunnite, lo Stato islamico sta portando avanti crimini orribili e ha trasformato le terre coltivate di Sinjar in campi della morte che grondano sangue”, si legge nel rapporto.
di Giulio Meotti | ilfoglio.it| 04 Settembre 2014

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