Archivi per il mese di: marzo, 2019

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”» (Lc 15, 1 – 3. 11 – 32).

Grande perché si è fatto piccolo

Leggere l’Autobiografia di Ignazio di Loyola (1491-1556) è un’esperienza, indispensabile, per tutti coloro che abbiano voglia di intraprendere una conoscenza, personale e diretta, con il santo basco. Ed è bene usare tale espressione in quanto il testo non rappresenta solo un semplice racconto, cronologicamente, distribuito in paragrafi, ma un percorso che va ben oltre. Non è un elogio, sperticato e melenso delle proprie virtù bensì è qualcosa di differente. La vita di quest’uomo è stata un viaggio all’interno di un mondo, inesplorato e vasto, come la coscienza dell’uomo, inserita in una dimensione temporale e spaziale. Pierre Teilhard de Chardin, gesuita e scienziato, sosteneva che l’esistenza umana è un’esperienza spirituale immessa in una realtà terrena. E ciò è, perfettamente, riscontrabile nella vita del santo. Quest’uomo ostinato, sicuro, intraprendente ma anche preciso fino all’inverosimile, fu assillato da un unico e costante ideale: la scoperta della volontà di Dio nella propria vita.

di Gianluca Giorgio | osservatoreromano.va | 22 marzo 2019

La storia di Gesù riscritta da un grande storico. Non contro ma “accanto” al Gesù della fede

Ci sono dei libri che fanno storia, ossia segnano una svolta sostanziale nel rispettivo campo di studi. L’ultimo saggio di Giorgio Jossa, docente di storia della Chiesa antica all’Università Federico II di Napoli e studioso di prima grandezza della figura di Gesù, è uno di questi libri:

G. Jossa, “Voi chi dite che io sia? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù”, Paideia, Torino, 2018.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 21/03/19

Io-Sono mi ha mandato a voi

In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele».
Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?».
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione» (Es 3, 1 – 8. 13 – 15).

È morta Madre Anna Maria Cànopi, fondatrice del monastero di San Giulio

È morta nella festa di San Benedetto la fondatrice del monastero di San Giulio, sul lago d’Orta. Aveva 87 anni

di Giovanni Gazzaneo | avvenire.it | 21 marzo 2019

Sapete quella del Papa che viene fermato dalla Polizia?

“Il Papa arriva a New York e all’aeroporto lo aspetta una limousine…”

Alcuni santi erano noti per il loro senso dell’umorismo. Filippo Neri, Francesco di Sales e Teresa d’Avila, tra gli altri, sono famosi non solo per la loro santità di vita, ma anche perché sapevano sicuramente come usare una storiella divertente per ottenere un buon effetto

Daniel R. Esparza | it.aleteia.org | 20 marzo 2019

Sacerdote accusato falsamente di abusi viene scagionato… 8 anni dopo

Gli amici dell’accusatrice 16enne hanno rivelato la sua bugia, ma la notizia dell’innocenza del sacerdote troverà spazio nei telegiornali?

it.aleteia.org | 19 marzo 2019

Quella malinconia che spinge a vivere

Il missionario gesuita Matteo Ricci, morto a Pechino nel 1610 all’età di 57 anni, unì l’annuncio del Vangelo, l’umanesimo rinascimentale e la civiltà cinese della dinastia Ming. Considerato un gigante di scienza e lettere, non si conosce abbastanza il tratto umano — quasi fragile — di Matteo Ricci.

di Gianni Criveller | osservatoreromano.va | 14 marzo 2019

La chiesa può fare di tutto, ma prendersela con la Madonna è un po’ troppo

Si può pure ridiscutere la teologia del corpo di Giovanni Paolo II, ma che si possa riformare dannando Maria “vergine madre, figlia del tuo figlio”, questa è un po’ grossa

di Giuliano Ferrara | ilfoglio.it | 14 marzo 2019

Dio stipula l’alleanza con Abram fedele

In quei giorni, Dio condusse fuori Abram e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra». Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?». Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo».
Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all’altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.
Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono.
Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse quest’alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza
io do questa terra,
dal fiume d’Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate» (Gen 15, 5 – 12. 17 – 18).

I cattolici credono nella predestinazione? La risposta potrebbe sorprendervi

Viviamo in un mondo di gratificazione istantanea e brevi intervalli di attenzione. “Se non otterrò la risposta in 280 caratteri non voglio ascoltarla”, sembra dire la mentalità prevalente. Quando si tratta di complesse questioni di fede, però, a volte la risposta breve può essere fuorviante.

Nicholas Senz | it.aleteia.org | 14 marzo 2019

Professione di fede del popolo eletto.

Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio» (Dt 26, 4 – 10).

Il monaco. «Nelle meditazioni per il Papa la poesia, la bellezza e le città fraterne»

Parla dom Bernardo Gianni, il benedettino olivetano abate di San Miniato al Monte a Firenze, che predicherà gli Esercizi spirituali col Papa. Nelle riflessioni i versi di Luzi e la profezia di La Pira

di Giacomo Gambassi | avvenire.it | 2 marzo 2019

Dopo un lungo e paziente lavoro di preparazione

Il Santo Padre Francesco, ricevendo in udienza il 4 marzo i superiori, i dipendenti e i collaboratori dell’Archivio Segreto Vaticano, ha resa nota la sua volontà di aprire il prossimo 2 marzo 2020 ai ricercatori qualificati gli archivi della Santa Sede per l’intero periodo del pontificato di Pio XII (2 marzo 1939 – 9 ottobre 1958); annuncio atteso da diverso tempo dal mondo degli studiosi e coincidente con gli ottanta anni dall’elezione al trono di Pietro del cardinale Eugenio Pacelli.

di Sergio Pagano | osservatoreromano.va | 4 marzo 2019

L’ira di Dio non è tabù. La ammette anche papa Francesco

Mentre l’attenzione dei media è calamitata dalla sventura del cardinale George Pell (nella foto), non va lasciato cadere un passaggio sorprendente del discorso con cui Francesco ha concluso il summit del 21-24 febbraio sugli abusi sessuali sui minori. È là dove ha detto che “nella rabbia, giustificata, della gente la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio”.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 28/02/19

Non lodare nessuno prima che abbia parlato.

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti;
così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.
I vasi del ceramista li mette a prova la fornace,
così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.
Il frutto dimostra come è coltivato l’albero,
così la parola rivela i pensieri del cuore.
Non lodare nessuno prima che abbia parlato,
poiché questa è la prova degli uomini (Sir 27, 5 – 8).

Filosofia. Cosa lega l’Iliade e la Bibbia? La giustizia e la pietà

Torna un saggio di Rachel Bespaloff che mette a confronto Omero e Antico Testamento. Una prospettiva affascinante esplorata anche da Simone Weil

di Roberto Righetto | avvenire.it | 28 febbraio 2019

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