Archivi per la categoria: Arte

Alla scoperta dei simboli cristiani dell’antichità

Potrebbero essere definiti “i tweet dell’antichità”: messaggi essenziali ma densi di significato, carichi di un appello per i vivi che visitano i cimiteri, dove i credenti “dormono” in attesa della risurrezione. Sono i simboli presenti accanto alle sepolture delle prime comunità, che raccontano e annunciano la speranza cristiana, la visione del mondo e della vita che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo, ai quali la Pontificia Commissione di archeologia sacra (Pcas) invita a guardare in occasione della prossima Giornata delle catacombe, che si celebra il 16 ottobre.

osservatoreromano.va | 14 ottobre 2021

Perché gli orologi della basilica di San Pietro segnano ore diverse?

Non passano inosservati i due enormi orologi sulla facciata della basilica di San Pietro, realizzati nel 1785 da Giuseppe Valadier

di Maria Paola Daud | it.aleteia.org | 4 ottobre 2021

Le nozze di Cana icona dell’incontro mondiale delle famiglie

A far da sfondo l’episodio delle nozze di Cana di Galilea: al centro le figure di Gesù e di Maria, sulla sinistra il volto velato degli sposi, mentre il servo che versa il vino ha le fattezze di san Paolo, secondo l’antica iconografia cristiana; è lui a scostare con la mano il velo e a esclamare, parlando del matrimonio: «Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!» (Ef 5, 32). L’icona rivela come l’amore sacramentale tra uomo e donna sia un riflesso dell’amore e dell’unità indissolubile tra Cristo e la Chiesa: Gesù versa il Suo sangue per lei. È l’immagine simbolo scelta per il X Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma, tra poco meno di un anno, dal 22 al 26 giugno 2022. L’hanno presentata ieri il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e la diocesi di cui è vescovo il Papa, ai quali è affidata l’organizzazione dell’appuntamento

osservatoreromano.va | 29 luglio 2021

In dialogo costante con il mistero

«È la medesima realtà il vivo e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli, e quelli di nuovo mutando son questi». Un passo di Eraclito di Efeso introduce un disco di Franco Battiato ascoltato dopo aver letto la notizia della sua morte. L’album è L’imboscata, nella traccia Di Passaggio la vita muta in nuove dimensioni.

di Massimo Granieri | osservatoreromano.va | 18 maggio 2021

Arte e fede. Accettare il Risorto: la fede nata dal dubbio

Concentrarsi sulle opere d’arte che si ispirano ai soli racconti evangelici della Pasqua consente di contemplare davvero da vicino questo evento decisivo della storia

François Boespflug | avvenire.it | venerdì 2 aprile 2021

Quella rosa d’oro

Tra le immagini e i simboli del papato medievale di cui s’è ormai quasi persa memoria collettiva v’è indubbiamente la rosa d’oro che nella IV domenica di Quaresima — detta domenica Laetare, dall’antifona d’ingresso che in quell’occasione inizia appunto con le parole Laetare Jerusalem — il Pontefice romano donava originariamente al prefetto dell’Urbe, e poi, con il passare del tempo, a sovrani e personaggi d’alto rango, ma anche a cattedrali e santuari insigni, a repubbliche e città illustri: si possono, in proposito, leggere le brevi, ma dense pagine che vi dedica Agostino Paravicini Bagliani nel suo libro Le Chiavi e la Tiara, mentre per l’epoca moderna può trarsi ancora profitto dalle pagine del Dizionario di erudizione ecclesiastica del Moroni (vol. LIX , pagine 111 -149).

di Felice Accrocca | osservatoreromano.va | 15 marzo 2021

Vuoi giocare? L’enigmatica “adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano

Tre uomini distinti, o un unico personaggio? Questo è l’enigma dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. I saggi venuti dall’oriente sono tre persone diverse: un giovane, uno di mezz’età e un anziano; quasi a significare le differenti stagioni della vita, tutte capaci di riconoscere e onorare il Dio bambino. Eppure, un dettaglio suggerisce un’altra possibile lettura: il piede destro del giovane schiaccia il mantello degli altri due, come fosse il centro di un quarto di ruota avente per raggi i tre magi.

di Giovanni Cesare Pagazzi | osservatoreromano.va | 5 gennaio 2021

Una cesura nella storia

Perché nella bibliografia di un poeta, che apparteneva a una famiglia di origini ebraiche ma religiosamente indifferente e che del suo agnosticismo non aveva mai fatto mistero, c’è un libro intitolato Poesie di Natale? (Mosca, Roždestvenskie stichi, 1996; la traduzione dal russo delle citazioni è di chi scrive). A uno sguardo più attento non si tratta neppure di versi di occasione, cioè pensati per qualche particolare ed eccezionale circostanza, perché dal 1962, cioè da quando «aveva iniziato a scrivere poesie seriamente», come lui stesso dichiara, fino al Natale del 1995, quello che sarebbe stato anche l’ultimo della sua vita (morì d’infarto appena un mese dopo), egli avrebbe continuato a comporre quasi ogni anno una poesia sulla nascita di Cristo. Che cosa lo attraeva di tale avvenimento? Diceva sant’Agostino che «perché ci fosse un inizio fu creato l’uomo» (La città di Dio 12, 20, 4).

di Lucio Coco | osservatoreromano.va | 21 dicembre 2020

Cinquant’anni fa lo straordinario Lp di De André . «La buona novella» alta e umanissima

Novembre 1970. Cinquant’anni fa. Mentre da tempo la sinistra giovanile italiana (e non solo quella) aveva dato vita alle contestazioni sessantottine (l’occupazione della Facoltà di Sociologia a Trento era avvenuta nel gennaio 1966) il cantautore ‘anarchico’ Fabrizio De André spiazzò tutti.

di Gigio Rancilio | avvenire.it | 11 novembre 2020

Iconografia. Si fa presto a dire “benedizione”: quando la mano è un codice


Desmond Morris nel nuovo libro “In posa”, racconta come il gesto benedicente, peculiare della storia biblica, si è sviluppato in ambito cristiano ed è stato riprodotto dagli artisti

Desmond Morris | avvenire.it | 2 ottobre 2020

Il «gioco» della tunica

Nel succedersi incessante di piccoli e grandi eventi, che si svolgono attorno alla drammatica narrazione della Crocefissione di Gesù, può essere estrapolato il momento in cui i soldati romani si giocano le vesti e la tunica del Cristo. L’episodio, ricordato dai sinottici, è rievocato in maniera dettagliata da Giovanni: «I soldati poi, quando ebbero crocefisso Gesù presero le sue vesti, ne fecero quattro parti — una per ciascun soldato — e la tunica. Ma quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima in fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. Così si compiva la Scrittura, che dice: “Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte”».

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 10 aprile 2020

I re magi che dormono. La storia delle misteriose sculture di Autun e Como

Di solito li immaginiamo sui cammelli o vicini alla mangiatoia di Gesù. Ma in due chiese sono dormienti. Tutto parte da un sogno di San Giuseppe

di don Marcello Stanzione | aleteia.org. | 30 dicembre 2019

La levatrice incredula

Nasce precocemente il tema della Natività nell’arte cristiana, a cominciare dalla celebre pittura che ancora decora un nicchione dell’arenario nelle catacombe romane di Priscilla sulla via Salaria nuova. L’affresco, come è noto, rappresenta la Vergine con il Bambino nel grembo dinanzi al profeta Balaam, che addita la stella per annunciare il Messia, dando luogo a una manifestazione dell’unità delle due economie testamentarie, per il tramite di Gesù bambino, anello di congiunzione e risposta alle controversie cristologiche, che già nella prima metà del III secolo — tempo a cui dobbiamo riferire l’affresco — stavano diffondendosi nell’intero mondo cristiano.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 23 dicembre 2019

Papa Francesco a Greccio: ecco il vero significato del presepe

Bergoglio è tornato nella «seconda Betlemme» dopo quattro anni per firmare il documento sul significato e sul valore di questa usanza inventata da san Francesco

di Mimmo Muolo | avvenire.it | 1 dicembre 2019

Il tesoro della fede

«Per me tutto si riduce alla questione della grazia. La grazia avviene nel corso della vita. E viene quando non te l’aspetti». Così diceva di sé Martin Scorsese, in un’intervista pubblicata su «La Civiltà Cattolica». Era il dicembre 2016, e il grande regista newyorkese aveva appena partorito Silence, la sua opera ispirata — con una gestazione durata decenni — dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Shusaku Endo, pubblicato nel 1966.

di Gianni Valente | osservatoreromano.va | 18 novembre 2019

Bucovina terra di faggi e monasteri

La caduta di Costantinopoli, il 29 maggio 1453, e la sua conquista da parte di Maometto II al termine di un assedio durato due mesi ebbero effetti profondi sulla cultura europea. Nonostante la brutalità del saccheggio in molti fuggirono dalla città e dai suoi dintorni, prima e dopo, portando con sé documenti, opere d’arte, saperi e conoscenze.

di Sergio Valzania | osservatoreromano.va | 24 maggio 2019

La più antica rappresentazione delle donne al sepolcro

Lontano da Gerusalemme, ma anche da Roma, sul limes dell’impero, nell’antico centro di Dura Europos sull’Eufrate, obliterato dai romani nel 256, si scoprì, nella meravigliosa città carovaniera, una domus trasformata, negli anni ’30 del III secolo, in edificio di culto cristiano, tanto da essere definita domus ecclesiae e, comunque, da considerare il più antico complesso chiesastico di una comunità cristiana. Non lontano da una sinagoga, interessata da una sala sorprendentemente dipinta con le storie del Vecchio Testamento, la cosiddetta domus ecclesiae di Dura Europos propone un’articolazione semplice, ma ben definita e provvista di un ambiente, sicuramente adibito a battistero, come mostra la vasca, situata nella parete di fondo e sormontata da un ciborio-baldacchino, da intendere come un manufatto segnaletico e protettivo del luogo più importante della stanza, laddove si praticava, ancora in maniera sobria ed essenziale, il rito della iniziazione cristiana.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va| 20/04/19

Benvenuti in via Settebagni, Roma: tempio mormone

Roma. Si vedono dal belvedere spalancato del romantico bar-ristorante sopra l’osservatorio di Monte Mario ma il cielo di Roma è facile ai prodigi e da qui il leggendario proprietario Eufemio Del Buono vedeva anche gli ufo. Si scorgono dal balcone canonico del Gianicolo azzoppato dai fulmini. Le due guglie del nuovo tempio mormone fanno ormai parte dello zodiaco capitolino. L’angelo in vetroresina placcato d’oro, l’antico profeta Moroni del libro di Mormon, con la tromba in pugno ma senz’ali, tocca quota 47 metri e ½, 19° posto nella classifica del sacro cielo de Roma, tra la cupola della Chiesa Nuova e quella della basilica di Sant’Eugenio alle Belle Arti.

di Stefano Ciavatta | ilfoglio.it | 10 febbraio 2019

La presentazione più antica

All’indomani del concilio di Efeso del 431, allorquando venne proclamata la divina maternità di Maria, Madre di Dio, il pontefice Sisto III (432-440) fece costruire sull’Esquilino il primo sontuoso santuario romano, che raccoglie molti motivi di riflessione riguardo l’infanzia del Salvatore: dal presepe di Arnolfo di Cambio alle sacre e singolari reliquie della culla del Bambino, dagli straordinari mosaici dell’arco trionfale, su cui torneremo, alla suggestiva icona della Salus populi romani, tanto cara a Papa Francesco

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 2 febbraio 2019

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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