Archivi per il mese di: maggio, 2014

Mito e realtà delle seconde nozze tra gli ortodossi
È opinione diffusa che le Chiese orientali ammettano un nuovo matrimonio dopo il divorzio e diano la comunione ai risposati. Ma non è così, spiega Nicola Bux. Solo il primo matrimonio è celebrato come un vero sacramento
di Sandro Magister,,
chiesa.espresso.repubblica.it,
30/05/14

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“A Nicea nel 2025 tutti i cristiani celebrino un sinodo davvero ecumenico”
Lo ha detto il patriarca Bartolomeo: è l’eredità che, con papa Francesco, vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi
Al suo ritorno da Gerusalemme, dall’incontro con papa Francesco al Santo Sepolcro, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha rivelato un importante appuntamento per l’unità fra cattolici e ortodossi: ritrovarsi insieme nel 2025 a Nicea, dove è stato celebrato il primo vero concilio ecumenico della Chiesa indivisa.
vaticaninsider.lastampa.it,
29/05/14

Uomo per noi ha riempito l’universo
L’Ascensione nelle omelie di Severo patriarca di Antiochia
L’Ascensione del Signore, celebrata il quarantesimo giorno dopo la risurrezione, è una delle grandi feste in tutte le Chiese cristiane, attestata già dal IV secolo. In tre omelie cattedrali predicate in tre anni di seguito (513-515) Severo di Antiochia collega la festa all’incarnazione di Cristo, mettendo quasi in parallelo le feste dell’Annunciazione e dell’Ascensione.
di Manuel Nin,
osservatoreromano.va,
28/05/14

Crescono i cattolici nel mondo
Dal 2005 al 2012 i fedeli battezzati nel mondo sono passati da 1.115 a 1.229 milioni, con un aumento del 10,2 per cento. L’incidenza dei cattolici, confrontata con l’intera popolazione del mondo, è lievemente aumentata, da 17,3 per cento a 17,5 per cento.
avvenire.it,
27/05/14

CRISTIANESIMO/ Quando Atena si “converte”
La nostra moderna mentalità romanocentrica e filooccidentale non sempre aiuta a riconoscere alcune dimensioni fondamentali del primo irraggiamento del fatto cristiano nella storia del mondo. Rischiamo di sottovalutare che le nostre radici sono più “mediterranee” che “europee” in senso stretto (stando almeno al significato che l’idea di “Europa” ha assunto nel corso di una vicenda plurisecolare, in special modo dalla svolta illuminista del Settecento in poi).
di Danilo Zardin,
ilsussidiario.net,
26/05/14

Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.

Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito (1Pt 3, 15 – 18).

CROCIATE/ Quell’”intreccio” di miracolo e di peccato per liberare le terre di Cristo
Nel novembre 1095 un’immensa folla di fedeli si radunò a Clermont, in Francia, in occasione del Concilio, e udì da Papa Urbano II il racconto dei raccapriccianti eventi che si andavano consumando in Asia Minore e in Terra Santa. L’esercito bizantino, per secoli invitto, era stato solennemente sconfitto nel 1071 a Manzikert dai Turchi Selgiuchidi. Da lì, i Turchi avevano proseguito la loro avanzata, strappando all’impero d’Oriente il controllo della Palestina e dell’intera penisola anatolica e giungendo alle porte di Costantinopoli. I cristiani in quelle terre vennero barbaramente torturati, i luoghi sacri profanati. L’imperatore bizantino aveva richiesto direttamente al papa rinforzi militari dall’Occidente. In risposta, Urbano II propose agli astanti a Clermont una grande spedizione militare come atto di carità in soccorso ai fratelli d’Oriente e per liberare al contempo quei siti, “impronta delle Sue orme sulla terra” – le crociate appunto, o passagium, secondo la terminologia dell’epoca.
di Martina Saltamacchia,
Ilsussidiario.net,
21/05/14

“Alla Madonna ho promesso che avrei fatto le cose per bene, perché tutto quello che faccio, lo faccio a nome suo. E così lei è stata attenta a non farmi sbagliare.”
Gino Bartali (1914 – 2000)

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede (At 6, – 7).

E dalla Riforma emerse il «Capitalismo triste»
La Riforma protestante è stata un evento decisivo nell’Europa e nell’Occidente moderno. L’individualismo, il capitalismo, la separazione tra Stati e Chiese, sono fenomeni complessi e tutti legati, in vari modi e per strade tortuose, alla Riforma e alle reazioni a essa. Tesi e temi noti e ormai consolidate.
Un po’ meno note e meno consolidate sono le implicazioni antropologiche, sociali, politiche ed economiche associate alla Riforma e ai suoi effetti nella società moderna e contemporanea, effetti in buona parte imprevisti da Lutero, Calvino e dagli altri riformatori. Il libro di Brad S. Gregory, Gli imprevisti della Riforma. Come una rivoluzione religiosa ha secolarizzato la società (Vita e Pensiero), si occupa di molte di queste implicazioni, che sono rilevanti anche perché poco studiate ed esplorate dagli storici e dagli studiosi di scienze sociali e politiche.
di Luigino Bruni,
avvenire.it,
14/05/14

La figlia di san Pietro
Giovanni Maria Vian racconta la santa del mese ·
02 maggio 2014
Una messa, un quadro e un misterioso affresco: ecco ciò che resta di Petronilla. Ogni anno il 31 maggio si celebra nella basilica vaticana in onore della santa, nel giorno e all’altare dedicati alla memoria di lei, la figlia dell’apostolo Pietro, davanti alla grande riproduzione in mosaico della tela del Guercino che ne raffigura la sepoltura e la gloria. Ma la celebrazione e l’enorme dipinto seicentesco sono soltanto il punto di arrivo di una storia intricata e lunga quasi venti secoli.
di Giovanni Maria Vian,
osservatoreromano.va,
03/05/14

Cristiana a morte per apostasia in Sudan
Nei giorni in cui il mondo intero celebra la Festa della mamma, un giudice sudanese ha condannato a morte una giovane madre cristiana, ritenendola colpevole di apostasia.
Meriam Yeilah Ibrahim, 27 anni, laureata in medicina, è incinta all’ottavo mese e ha con sé in carcere il figlio di 20 mesi. Il giudice del tribunale di Khartum la ritiene musulmana di nascita, come tutti i sudanesi, e secondo Amnesty International l’ha condannata anche per adulterio perché il suo matrimonio con un uomo cristiano non è considerato valido dalla ‘sharia’. Il giudice le aveva chiesto di rinunciare alla fede per evitare la pena di morte: “Ti abbiamo dato tre giorni di tempo per rinunciare, ma insisti nel non voler ritornare all’islam. Ti condanno a morte per impiccagione”, ha detto il giudice Abbas Mohammed Al-Khalifa rivolgendosi alla donna con il suo nome musulmano, Adraf Al-Hadi Mohammed Abdullah.
avvenire.it,
15/05/14

Ratzinger e i limiti del potere
Ho riletto in questi giorni alcuni dei principali scritti di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI sul potere, la politica e la legge, mirabilmente raccolti in un volume da Stefano Fontana (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, Edizioni Cantagalli). Ad accompagnarmi in questa lettura un’immagine e un pensiero fisso. L’immagine è quella di Benedetto XVI, ormai papa emerito, avvolto nella sua bianca e quasi commovente fragilità. Il pensiero fisso è quello di una straordinaria forza spirituale e intellettuale, la cui luce abbagliante sembra come tenuta a bada per consentirle di illuminare almeno quel poco che il nostro tempo riesce a comprendere e di cui ha bisogno, in attesa (ci vorranno molti anni) che se ne schiuda tutta la portata teologica, filosofica e politica.
di Sergio Belardinelli,
ilsussidiario.net,
15/05/14

La sfida di dire la fede
Ravasi – Magris
Il diretto interessato non lo sa, ma per un momento un vigile urbano di Trieste è stato il protagonista del Salone del Libro. E non di un incontro qualsiasi, ma dell’evento clou di ieri: il dialogo tra Claudio Magris e il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi. Attesissimo, quest’ultimo, dopo che un’improvvisa indisposizione lo ha obbligato a disertare la cerimonia d’apertura di mercoledì sera.
di Alessandro Zaccuri,
avvenire.it,
10/05/14

“Dove c’è amore non c’è bisogno del perdono, perché quando ami, ami e basta”.
Sant’Agostino d’Ippona (354 – 430)

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime (1Pt 2, 20 – 25).

«Ecco gli argomenti per la comunione ai divorziati risposati»
Intervista di Kasper con «Commonweal»: «Il Papa mi ha detto di credere che il cinquanta per cento dei matrimoni non siano validi»
«Ci sono quelli che credono che la Chiesa è per i puri. Ci si dimentica che la Chiesa è una Chiesa di peccatori. Siamo tutti peccatori. E sono felice che sia così, perché se non lo fosse allora io non vi apparterrei. È una questione di umiltà… Ho l’impressione che questo sia molto importante per Papa Francesco. Non gli piace la gente che sta nella Chiesa solo per condannare gli altri». Sono parole del cardinale tedesco Walter Kasper, autore della relazione sui problemi della famiglia al concistoro dello scorso febbraio. Continua dunque la discussione su quello che si preannuncia come l’argomento più spinoso del Sinodo straordinario sulla famiglia in programma per il prossimo ottobre: i sacramenti per i divorziati che si sono risposati civilmente. Kasper ha risposto ad alcune delle obiezioni dei suoi critici con una lunga intervista sulla rivista americana «Commonweal».
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it,
08/05/14

Tawadros II al Papa: “Unifichiamo le date per celebrare la Pasqua”
Il patriarca copto lo ha scritto in una lettera inviata al Pontefice in occasione del primo anniversario del loro incontro in Vaticano.
vaticaninsider.lastampa.it,
07/05/14

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire» (At 2, 14. 22 – 33).

Una prima presentazione divulgativa di Gerhard Lohfink
In un periodo di appiattimento delle grandi ideologie e dei sistemi totali e totalitari, dove si fa fatica a prestare fede ai «meta-racconti» per dirla con Lyotard, nasce un fenomeno abbastanza bizzarro, quello del «New Atheism», distinto per il suo aggressivo e offensivo anti-teismo.
Roma, 02 Maggio 2014 (Zenit.org) Robert Cheaib

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