Archivi per la categoria: Laicità

Demolire le croci

Roma. Si è conclusa dopo più dieci anni anni di denunce, ricorsi e controricorsi la vicenda della statua di Giovanni Paolo II collocata in una piazza di Ploërmel, borgo di diecimila anime in Bretagna, Francia settentrionale. Il comune aveva deciso nel 2006 di ricordare con un monumento Karol Wojtyla, il Pontefice polacco morto l’anno prima. A farsi carico dell’impresa era stato l’artista russo Zourab Tsereteli, che aveva donato il manufatto alla cittadina. Subito, però, la locale sezione della Federazione nazionale del pensiero libero si era mossa, avanzando a tutti gli organi competenti la richiesta di rimuovere quella statua.

di Matteo Matzuzzi | il foglio.it | 28 ottobre 2017

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Ma quale post religione, in Francia vanno forte i “giovani bigotti”

Roma. Giovani bigotti che rivendicano la propria fede. Con orgoglio, s’intende. Il Monde è forse un po’ sprezzante nel descrivere il ritorno al religioso nella Francia dove a essere sacra, negli ultimi decenni, era la laïcité. Qualcosa è cambiato. Lo dicono gli indicatori numerici, elaborazioni di statistiche autorevoli, e – soprattutto – le masse di giovani che non si fanno scrupoli a esibire simboli della propria fede, che frequentano le chiese e vanno in pellegrinaggio. Sia chiaro, si tratta sempre di una minoranza (creativa), i giovani che si definiscono credenti sono sempre al di sotto del cinquanta per cento della popolazione, ma tra i giovanissimi (dai 18 ai 29 anni) i credenti salgono al 53 per cento. Solo nove anni fa, erano il 34.

di Matteo Matzuzzi | il foglio.it | 18 maggio 2017

Francesco ci ricorda che la terra nasce dal mare e dal fuoco

I MORTI, le rovine, i funerali, le polemiche, i progetti di ricostruzione, l’assistenza: tutto è stato ormai vissuto dalle vittime del terremoto avvenuto in Abruzzo, in Umbria, nel Lazio di Rieti, in quella fascia dell’Appennino già messa più volte alla prova. Ora tocca all’azione ricostruttiva. I talenti ci sono, ma insieme ad essi si ripresentano anche varie e assai diffuse forme di malaffare, contro le quali ci vorrebbe una mente, un’esperienza ed una onestà a tutta prova.

di Eugenio Scalfari | repubblica.it | 4 settembre 2016

La forza dirompente del cristianesimo

Paradossalmente è proprio la nostra religione ad aver condotto alla “desacralizzazione” e alla “secolarizzazione”. Non però nel senso moderno del termine…

di Nicola Rosetti | zenit.org | 9 aprile 2016

Chagall non c’entra

Il fatto che al Papa piaccia particolarmente la Crocifissione bianca di Marc Chagall è inifluente. La decisione di una scuola fiorentina di cancellare la visita dei ragazzi delle medie alla mostra intitolata «Bellezza divina» per «venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche» sarebbe stata discutibile anche se fossero state esposte opere di Teomondo Scrofalo, l’immaginario pittore kitsch su cui era incentrato un fortunato sketch comico degli anni Ottanta. Lo scrive Marcello Filotei aggiunendo che invece in mostra a Firenze, oltre al celebre dipinto ispirato alla persecuzione degli ebrei nell’Europa centrale e orientale, c’erano opere di Fontana, Picasso, Matisse e Van Gogh. Capolavori inseriti in un filone artistico che ha segnato e segna il pensiero culturale di un’intera civiltà.

osservatoreromano.va | 13 novembre 2016

La Chiesa e il nuovo umanesimo

Dimmi il tuo uomo e io ti dirò chi è il tuo Dio!”. Così Teofilo di Antiochia esprimeva una verità profonda spesso dimenticata: l’umanità che una persona vive, il cammino quotidiano che compie rivelano chi sia il suo Dio. Infatti, se nella fede l’essere umano è stato creato “a immagine e somiglianza di Dio” e porta in sé questo sigillo ineliminabile, resta vero che quando questo non è più conforme al progetto di Dio, allora anche l’immagine del Dio confessato appare agli altri deformata o addirittura perversa.

di Enzo Bianchi | vaticaninsider.lastampa.it | 8 novembre 2015

Il presepe è legale: in Francia vince il buon senso

Nessuna violazione della laicità dello Stato: i giudici danno ragione a un sindaco che aveva allestito un presepe presso il Municipio. Ma le polemiche non si placano…
Roma, 23 Luglio 2015 (ZENIT.org) Federico Cenci

La crisi del dio americano

Tanti fra noi si saranno meravigliati la prima volta che si sono accorti di quella scritta sul biglietto verde da un dollaro: In God we trust, noi confidiamo in Dio. Una scritta che non potremmo mai nemmeno immaginare di vedere su un biglietto da cinque euro, non perché gli americani abbiamo più fede degli europei, ma per la natura, radicalmente diversa, delle due monete.
di Luca Doninelli | il sussidiario.net | 13 maggio 2015

Parigi non vale una messa

Questione di metri e di stazza, insomma. Se la statua non fosse stata così “vistosa”, se l’arco a sormontare il volto rotondo di Giovanni Paolo II non fosse stato così largo, se quella croce non fosse stata messa in cima, ecco che allora il monumento non avrebbe infranto le rigorose leggi del 1905 sulla separazione tra stato e religione. Ma visto che l’opera artistica ha una croce e che chiaramente rimanda al culto cattolico, va ridotta in pezzi. Rasa al suolo.

di Matteo Matzuzzi | ilfoglio.it | 10 Maggio 2015

Mercoledì 11 Febbraio 2015
LA SFIDA DEL RADICALISMO
Educazione religiosa: l’Europa ha scelto la privatizzazione, ma…
Michael Kuhn (Comece) spiega che tutto nasce dalla spinta alla laicità con la conseguenza di un insegnamento sempre più radicalizzato e sottratto allo sguardo pubblico. Occorre , invece, “condividere e scambiarsi tra gli Stati Membri le ‘best practice’ realizzate. Occorre incontrarsi e parlare su cosa possiamo fare per combattere la radicalizzazione, come educare alla tolleranza religiosa”
Maria Chiara Biagioni,
agensir.it

Olanda senza Cristo
Cattolici quasi scomparsi nel cuore d’Europa. Disarmano anche i protestanti. Città aperte all’islam
Dicono che per capire l’Olanda di oggi, atea e laica, multiculturale e accogliente, bisogna tornare con la memoria agli anni Settanta, quando sui campi di calcio d’Europa imperversava la mitica Arancia meccanica di Rinus Michels, monumento nazionale di cui parlò bene perfino Johan Cruijff, che in morte del tecnico che rivoluzionò il calcio oranje mise da parte la sua proverbiale boria e riconobbe nel maestro la grandezza del leader.
di Matteo Matzuzzi,
ilfoglio.it,
26/01/15

Giorgio Gaber: la poesia del “Teatro Canzone” Un libro dell’editrice Ancora ripercorre la fede laica del cantautore milanese

Sul sito web della Fondazione Giorgio Gaber (www.giorgiogaber.it), nata nel 2006 per ricordare e valorizzare la figura e l’opera dell’artista, possiamo leggere queste parole: “Giorgio Gaber è un intellettuale, forse l’ultimo della sua generazione. Quando scrive: La mia generazione ha perso non è per finta ma nemmeno per autolesionismo. Grida che qualcosa è finito. La sua lingua è netta, semplice, diretta. Non ha complessi d’inferiorità verso la cultura alta, narcisistica, autoreferenziale degli intellettuali all’italiana. In teatro ha promosso un’audace convivenza di forme, dal monologo alla canzone, dalla pièce di prosa fino ai bis con la chitarra. E volta per volta, a seconda delle necessità, la sua parola si è fatta sberleffo, richiamo, dileggio, emozione, disincanto, amarezza”.
Roma, 24 Gennaio 2015 (Zenit.org) Massimo Nardi

La rivoluzione pacifica di cui l’islam ha necessità assoluta
La terrificante strage compiuta il 7 gennaio a Parigi da terroristi musulmani nella redazione del settimanale satirico francese “Charlie Hebdo” ha riportato per l’ennesima volta al centro dell’attenzione l’irrisolta questione della violenza nell’islam.
È la questione che Benedetto XVI aveva analizzato con radicale chiarezza nella sua memorabile lezione di Ratisbona
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
07/01/15

Pasolini, il mio sacro
Non appartengo a una corrente, se non in maniera molto vaga.
di Pier Paolo Pasolini,
avvenire.it,
02/12/14

Paritarie, dalla laica Francia una lezione all’Italia
Silvio Guerra è docente e vicedirettore della scuola Charles de Foucauld a Parigi. Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande sulla scuola e sulla libertà di educazione in Francia, aiutandoci così a conoscere meglio una realtà a noi tanto vicina, ma, nello stesso tempo, ancora molto lontana.
In Francia, infatti, contrariamente ai luoghi comuni, le scuole private restano al riparo dagli strali della laïcité, grazie al riconoscimento del diritto d’insegnamento privato come “principio fondamentale”. Gli insegnanti sono pagati dallo Stato, come nella scuola statale, mentre gli enti locali coprono una parte degli altri costi, permettendo così ai singoli istituti (perlopiù cattolici) di proporre rette accessibili per i genitori. Questo forte principio costituzionale garantisce ormai un largo consenso ed è contestato solo dall’estrema sinistra.
Marco Lepore INT. Silvio Guerra | ilsussidiario.net | 13/11/14

Il senso della laicità di De Gasperi
Una riflessione nel cinquantennale della scomparsa dello statista trentino
“Adesso ho fatto tutto ciò ch’era in mio potere, la mia coscienza è in pace. Vedi, il Signore ti fa lavorare, ti permette di fare progetti, ti dà energia e vita. Poi, quando credi di essere necessario e indispensabile, ti toglie tutto improvvisamente. Ti fa capire che sei soltanto utile, ti dice: ora basta, puoi andare. E tu non vuoi, vorresti presentarti al di là col tuo compito ben finito e preciso. La nostra piccola mente umana non si rassegna a lasciare ad altri l’oggetto della propria passione incompiuto”. Sono queste le parole che Alcide De Gasperi rivolse alla figlia Maria Romana qualche giorno prima della morte, avvenuta nell’estate di sessant’anni fa, il 19 Agosto 1954 (citato in Indro Montanelli, I protagonisti, Rizzoli, Milano 1976, 136s). Parole umanissime e al tempo stesso alte, che rivelano la profondità dello spirito di questo grande costruttore dell’Italia rinata dalle macerie della guerra, padre dell’Europa futura, di cui avrebbe posto le basi con altri statisti del calibro di Robert Schuman e Konrad Adenauer. In quelle parole è possibile cogliere le caratteristiche che hanno reso De Gasperi così decisivo nella storia del nostro Paese e nell’incontro delle democrazie del Vecchio Continente: in primo luogo la sua passione politica, quindi la sua laicità, e infine la sua fede, profonda e intensamente vissuta.
Roma, 15 Settembre 2014 (Zenit.org) Bruno Forte

NICHILISMO/ Vorremmo “creare” il senso delle cose, ma non possiamo
Oggi il Meeting di Rimini ospita un incontro-dibattito sul tema “Alle periferie dell’esistenza nell’epoca del nichilismo”. Modera il filosofo Costantino Esposito, ne discutono i filosofi Adriano Fabri ed Eugenio Mazzarella insieme a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Pubblichiamo il secondo spunto di riflessione proposto dal prof. Esposito ai relatori e, per gentile concessione dell’autore, la risposta di Adriano Fabris.
di Adriano Fabris,
ilsussidiario.net,
28/08/2014

La sfida di dire la fede
Ravasi – Magris
Il diretto interessato non lo sa, ma per un momento un vigile urbano di Trieste è stato il protagonista del Salone del Libro. E non di un incontro qualsiasi, ma dell’evento clou di ieri: il dialogo tra Claudio Magris e il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi. Attesissimo, quest’ultimo, dopo che un’improvvisa indisposizione lo ha obbligato a disertare la cerimonia d’apertura di mercoledì sera.
di Alessandro Zaccuri,
avvenire.it,
10/05/14

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