Ne mangeranno e ne faranno avanzare

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. 
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”». 
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore ( 2 Re 4, 42 – 44).

Il testimone. Vangelo, cultura e politica: Cassiodoro verso gli altari

Si conclude l’inchiesta diocesana della causa equipollente di beatificazione del servo di Dio Flavio Aurelio Magno Cassiodoro. 

Lo annuncia l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, che domani alle 11 nella Basilica minore di Santa Maria Assunta a Squillace presiederà la sessione di chiusura dell’iter avviato a gennaio dello scorso anno con una solenne cerimonia nell’archivio storico diocesano, sempre a Squillace, dove Cassiodoro nacque e morì.

Domenico Marino | avvenire.it | 21 luglio 2021

Messa in Latino. Ecco le nuove regole dettate da Papa Francesco

Il Papa ha stabilito nuove e più stringenti regole per le Messe celebrate con il Messale del 1962. E’ stato pubblicato oggi, venerdì 16 luglio il Motu proprio “Traditionis custodes”, che aggiorna le norme a suo tempo stabilite da Benedetto XVI. Tra le principali novità il ruolo esclusivo del vescovo nell’autorizzare l’uso del Messale precedente alla riforma liturgica del 1970, il divieto di erigere nuove parrocchie personali per questo scopo (e la valutazione, sempre a opera del vescovo diocesano circa l’opportunità di mantenere quelle già esistenti), l’indicazione di scegliere chiese non parrocchiali per queste celebrazioni, la designazione di un sacerdote, esperto nel “vecchio” Messale e fornito di una buona conoscenza del latino, per la cura pastorale di questi gruppi e il divieto di costituirne di nuovi. Le letture devono essere fatte nelle lingue moderne, quindi non in latino.

di Mimmo Muolo | avvenire.it | venerdì 16 luglio 2021

Radunerò il resto delle mie pecore, costituirò sopra di esse pastori

Dice il Signore:
«Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. 
Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. 
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore.
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – 
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.
Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele vivrà tranquillo,
e lo chiameranno con questo nome:
Signore-nostra-giustizia» (Ger 23, 1 – 6).

Germania: statistiche sulla Chiesa cattolica

Sono 22.193.347 i cattolici in Germania, distribuiti nelle 27 diocesi del Paese, vale a dire il 26,7% della popolazione tedesca. I dati si riferiscono al 2020 e compaiono nella “Statistica” pubblicata oggi dal segretariato della Conferenza episcopale tedesca.

agensir.it | 14 luglio 2022

Va’, profetizza al mio popolo

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». 
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele» (Am 7, 12 – 15).

India. Nove mesi in cella a 84 anni con l’accusa di terrorismo: padre Stan è morto

Il dramma del gesuita trattenuto in cella per aver difeso le popolazioni tribali. Aveva contratto il Covid. Solo da pochi giorni era stato trasferito in ospedale

Redazione Internet | avvenire.it | 5 luglio 2021

Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro

In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro» (Ez 2, 2 – 5).

Fanciulla, io ti dico: Àlzati! 


In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare (Mc 5, 21 – 43).

Chi è. Schuman, padre dell’Europa unita: ecco perché è venerabile

Robert Schuman, con Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, viene considerato uno dei padri della Comunità Europa, che oggi si chiama Unione Europea e raggruppa 27 nazioni del Continente. Sabato, con l’autorizzazione alla pubblicazione del decreto che ne riconosce le virtù eroiche, il politico francese diventa venerabile della Chiesa cattolica. Il suo nome resta legato alla costituzione della Comunità europea, che Schuman immaginò proprio a partire dalla drammatica esperienza della Seconda guerra mondiale che aveva causato morti e distruzione nel Vecchio Continente.

Edoardo Zin | avvenire.it | domenica 20 giugno 2021

Qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde

Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano:  
«Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando usciva impetuoso dal seno materno,
quando io lo vestivo di nubi
e lo fasciavo di una nuvola oscura,
quando gli ho fissato un limite,
gli ho messo chiavistello e due porte
dicendo: “Fin qui giungerai e non oltre
e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”?» (Gb 38, 1. 8 – 11).

“Heiliger Vater”, “Querido hermano”. Il duello in punta di penna tra Roma e la Chiesa di Germania

Passano i giorni, ma dove andrà a parare lo scambio di lettere tra il cardinale Reinhard Marx e il papa continua a essere un enigma.

Una cronistoria della vicenda può aiutare a capire, ma prima di tutto va tenuto presente il contesto, quel “Cammino sinodale” che la Chiesa di Germania ha avviato tre anni fa e i cui traguardi sono già scritti, reclamati da una maggioranza schiacciante di vescovi e laici: cariche elettive, fine del celibato sacerdotale, ordini sacri alle donne, morale sessuale rivoluzionata. Un incubo anche per papa Francesco, che invano, con una lettera del 29 giugno 2019 “al popolo di Dio che è in cammino in Germania”, ha tentato di frenare la deriva. E ora forse ci riprova, proprio con la sua risposta alla lettera di Marx.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 16 giugno 2021

Io innalzo l’albero basso

Così dice il Signore Dio: 
«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò 
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso,
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò» (Ez 17, 22 – 24).

L’orizzonte spirituale della <<Commedia>>

L’immagine è “folgorante”: la fede è una «favilla che si dilata in fiamma poi vivace, e come stella in cielo in me scintilla». Così Dante, nel Paradiso ( XXIV , 145-147), conclude il suo Credo nell’esame a cui si sottopone di fronte al maestro, san Pietro apostolo, simile a un “baccelliere”, ossia a uno studente che supera la prova orale per accedere al corso superiore di teologia ( XXIV , 46). In quella prova di conoscenza teologica che occupa l’intero canto XXIV il Poeta proclama due verità fondamentali della fede cristiana.

di Gianfranco Ravasi | osservatoreromano.va | 9 giugno 2021

Le dimissioni di Marx. Riccardi: così viene meno il mediatore tra Roma e Berlino

Le dimissioni annunciate in modo mediaticamente potente dal cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga sono «difficili da decifrare compiutamente». Ma comunque rischiano di rendere più difficile la comunicazione tra la Germania e Roma in un momento particolarmente delicato, segnato dal Cammino sinodale intrapreso dalla Chiesa tedesca. È questo il pensiero del professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, storico di vaglia e osservatore acuto dell’attualità ecclesiale. Avvenire lo ha intervistato.

di Gianni Cardinale | avvenire.it | sabato 5 giugno 2021

Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi


In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». 
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. 
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». 
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!» (Es 24, 3 – 8).

Il caso. Saman, quella “fatwa” un messaggio anche per l’islam

Le parole sono importanti e vanno usate con cura. Però pesano, soprattutto se pronunciate in determinati contesti. E ieri l’Ucoii ha pronunciato la parola “fatwa” a proposito della vicenda di Saman Abbas, la ragazza musulmana scomparsa nelle campagne reggiane. «Una fatwa è un parere religioso che trova le sue fondamenta nei testi sacri del Corano e nella tradizione profetica dell’islam – spiega Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane –.

Diego Motta | avvenire.it | giovedì 3 giugno 2021

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!»

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». 
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria (Rm 8, 14 – 17).

<<Il Paradiso non è fatto pei poltroni>>

La gioia di Dio fa planare sulle nuvole e sui cieli. Fa dimenticare la terra. E così diviene facile immaginare san Filippo Neri volteggiare con la sua veste nera — ma radiante di luce — tra angeli e cherubini. Lui, preferiva il Paradiso. Quando si entra nella chiesa romana di Santa Maria in Vallicella, veniamo colpiti — fin da subito — da una cappellina laterale all’altare maggiore. Non si sa perché ma quelle volte architettoniche, piccole e dorate, quelle sante mura, esprimono proprio quel Paradiso tanto desiderato dal santo burlone. Di solito, i resti mortali di un santo, sembrano quasi dare al fedele una sensazione di rispetto e di reverenza. Invece, quando, si è davanti al corpo di san Filippo Neri, viene quasi da sorridere. E non si sa il perché.

di Antonio Tarallo | osservatoreromano.va | 26 maggio 2021

Accadde oggi: 20 maggio 325 d.C., il primo Concilio di Nicea


Il 20 maggio del 325 d.C. fu il giorno di apertura del primo concilio ecumenico della storia della cristianità: il concilio di Nicea. Nicea era una località sul mar di Marmara e qui venne coinvocato questo Consiglio dall’imperatore Costantino per tentare di riportare verso un’unità dogmatica le varie correnti cristiane che si stavano sviluppando nei primi secoli, soprattutto in Oriente. La più temuta fra queste fu, senz’altro, quella eretica ariana, che prendeva il nome da Ario, il presbitero berbero che negava la natura divina del figlio di Dio. Costantino sentiva la necessità di mettere ordine perché la chiesa cristiana stava diventando un pilastro portante nell’immenso Impero Romano, e l’imperatore desiderava creare una nuova unità fra quei popoli così diversi e vasti che spesso avevano come unica caratteristica comune di essere assoggettati a Roma. L’imperatore voleva unicamente stabilire la pace religiosa. Il concilio metteva al bando l’arianesimo, era il concilio del Credo, la confessione di fede comune a pressoché tutti i cristiani, che contiene la formula del figlio di Dio “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”.

di Barbara Serafini | fremondoweb | 20 maggio 2021

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