Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”» (Mt 25, 14 – 30).

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Come finì lo scisma d’Occidente

Seicento anni fa, l’11 novembre 1417, a Costanza fu eletto papa Martino V, morto nel 1431. L’evento è davvero storico. Scegliendo il cardinale Oddone Colonna, i ventitré cardinali presenti al concilio di Costanza posero infatti fine al più lungo e drammatico scisma della cristianità occidentale.

di Agostino Paravicini Bagliani | osservatoreromano.va | 10 novembre 2017

La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.

La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro (Sap 6, 12 – 16).

Dicono e non fanno.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato» (Mt 23, 1 – 12) .

Critiche al Papa, botta e risposta dall’America

Un teologo della conferenza episcopale Usa scrive a Francesco, pubblica la lettera e dopo un colloquio con segretario dei vescovi si dimette. Un collega gli risponde ricordandogli l’istruzione “Donum veritatis”

di Andrea Tornielli | lastampa.it/vaticaninsider | 3 novembre 2017

Un teologo scrive al papa: C’è caos nella Chiesa, e lei ne è una causa

Thomas G. Weinandy è teologo tra i più noti e stimati e vive a Washington nel Collegio dei Cappuccini, l’ordine francescano al quale appartiene. È membro della commissione teologica internazionale, la commissione che Paolo VI volle a fianco della congregazione per la dottrina della fede perché questa si avvalesse del fior fiore dei teologi di tutto il mondo. Ed è membro di questa commissione dal 2014, ivi nominato da papa Francesco.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it |1/11/2017

Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (Ap 7, 2 – 4. 9 – 14).

Vietato dir male di Lutero. E il papa censura se stesso

Il 31 ottobre scattano cinquecento anni giusti dalla data simbolo della riforma protestante. E da parte delle alte gerarchie della Chiesa cattolica le celebrazioni sono state fin qui praticamente a senso unico: un coro di elogi a Martin Lutero. “Una medicina per la Chiesa”, ha detto di lui papa Francesco, tirando le somme del suo viaggio ecumenico in Svezia, un’anno fa esatto.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 30 ottobre 2017

Demolire le croci

Roma. Si è conclusa dopo più dieci anni anni di denunce, ricorsi e controricorsi la vicenda della statua di Giovanni Paolo II collocata in una piazza di Ploërmel, borgo di diecimila anime in Bretagna, Francia settentrionale. Il comune aveva deciso nel 2006 di ricordare con un monumento Karol Wojtyla, il Pontefice polacco morto l’anno prima. A farsi carico dell’impresa era stato l’artista russo Zourab Tsereteli, che aveva donato il manufatto alla cittadina. Subito, però, la locale sezione della Federazione nazionale del pensiero libero si era mossa, avanzando a tutti gli organi competenti la richiesta di rimuovere quella statua.

di Matteo Matzuzzi | il foglio.it | 28 ottobre 2017

Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso» (Es 22 ,20 – 26).

Lutero e l’ordine agostiniano

L’ordine agostiniano, al quale apparteneva Lutero, non ha motivo di celebrare il cinquecentenario della Riforma, ma certamente di commemorarlo, riflettendo su luci e ombre della vicenda storica e spirituale del monaco tedesco. È quanto afferma il priore generale in una lettera indirizzata alle figlie e ai figli spirituali di sant’Agostino, che pubblichiamo integralmente.

di Alejandro Moral Antón | osservatoreromano.va | 25 ottobre 2017

Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri» (Is 45, 1. 4 – 6).

I “cristiani nascosti” del Giappone. Troppo scomodi per questo pontificato

Papa Francesco ha espresso più volte la sua ammirazione per i “cristiani nascosti” del Giappone, miracolosamente riapparsi con fede intatta, nella seconda metà dell’Ottocento, dopo due secoli e mezzo di annientamento feroce del cristianesimo in quel paese.

di S. Kawamura | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 17/10/17

Chi è Gesù Cristo per Bono?

In un’intervista rilasciata alla televisione pubblica irlandese Raidió Teilifís Éireann (RTÉ) al giornalista Gay Byrneel, il leader della band degli U2 ha spiegato chi sia Gesù per lui. L’intervista è del 2014, e vale la pena di trascriverne la traduzione

Aleteia.org | 17 ottobre 2017

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti» (Mt 22, 1 – 14).

Nell’isola di Yakushima travestito da samurai

È il 12 ottobre 1708. Uno straniero travestito da samurai sbarca furtivamente nell’isola di Yakushima, in Giappone. In quel tempo infuriava una violenta persecuzione contro tutti coloro che provenivano da altri paesi: una persecuzione che si accaniva in particolare sui missionari cristiani. Il nome di quello straniero è Giovanni Battista Sidotti, ed è un missionario. Viene subito fermato dalle autorità locali e imprigionato. Di lì a qualche giorno, dopo un processo sommario, sarebbe stato condannato a morte. Ma accade qualcosa di inatteso. Hakuseki Arai, studioso confuciano e consigliere dello shogun, del generalissimo, decide di interrogarlo di persona.

di Gabriele Nicolò | osservatoreromano.va | 11 ottobre 2017

Ecco perché il jihad non è una crociata

Ci sono voluti anni di polemiche per far capire a giornalisti e a politici che il jihad è di genere maschile, non femminile: non la jihad, bensì il jihad. La ragione di tanta ostinazione da parte loro nel “femminilizzare” il termine, era semplice: essi lo pensavano come l’equivalente in arabo dell’espressione “guerra santa”, ovviamente femminile, e si comportavano di conseguenza.

di Franco Cardini | avvenire.it | 11 ottobre 2017

Gianfranco Ravasi: cercando Cristo insieme a Borges

Anche gli interpreti, come gli scrittori, hanno i loro temi ricorrenti, gli snodi irrinunciabili senza i quali l’intero edificio – dell’opera oppure del commento – non potrebbe sostenersi. Per Jorge Luis Borges (1899-1986) la teologia, da lui allusivamente assimilata alla «letteratura fantastica», è stata la principale di queste ossessioni. Per un lettore eccellente di Borges, il cardinale Gianfranco Ravasi, il riferimento inevitabile per orientarsi nel corpus del grande argentino è uno dei racconti contenuti nel Manoscritto di Brodie (1970). Titolo semplicissimo, e addirittura magnetico agli occhi di un biblista esperto come Ravasi: Il Vangelo secondo Marco. E non meno semplice, nella sua terribile assolutezza, è lo svolgimento della storia, con lo sperduto e ancora barbarico villaggio contadino nel quale il racconto della Passione di Cristo viene preso alla lettera, destinando alla morte e insieme all’adorazione l’incolpevole straniero che per primo ha portato laggiù la vicenda del Dio sacrificato in Croce.

di Alessandro Zaccuri | avvenire.it | 12 ottobre 2017

Fra scienza e fede passi avanti ma non troppo

Sul delicato rapporto tra scienza e fede, vera croce della modernità, notevoli passi avanti sono stati compiuti nel districare la matassa e numerose incomprensioni reciproche sono state sciolte. Ne rimangono però nello sfondo alcune di grande portata su cui l’avanzamento è lento e contrastato, e la possibilità di equivoci ancora vigorosa. Le riassumo in tre domande: è fondato assumere che solo la conoscenza scientifica è conoscenza, e che filosofia e teologia non apportano alcun sapere? È vero che il mondo è uscito dal nulla da solo, e che l’evoluzione rende superfluo il creatore? O all’inverso il big bang può essere inteso come una conferma della creazione? A questi interrogativi dedichiamo attenzione in questo e in successivi articoli, nell’intento di chiarificare i temi e di dissipare alcune mitologie scientifico-filosofiche contemporanee.

di Vittorio Possenti | avvenire.it | 8 ottobre 2017

Sentieri di spiritualità. Il cristianesimo di Norvegia in un «cammino» per pochi

Eccola! Finalmente, dalla cima della collina di Lian, la cittadina di Trondheim si staglia lungo il fiordo che sfocia nel mare. Sono ormai alla fine del sentiero di Gudbrandsdalen, sul Cammino di Sant’Olav, 640 chilometri che congiungono Oslo con la vecchia capitale della Norvegia, Trondheim, attraversando gli impervi altipiani interni della nazione scandinava. Un percorso meno famoso della via Francigena o del Cammino di Santiago, ma, proprio per questo, più selvaggio e meno affollato, quindi più adatto alla meditazione e all’avventura. «Ogni anno sono appena un migliaio i pellegrini che arrivano ai piedi della cattedrale di Nidaros, dove ha termine il sentiero», mi spiega Guro Vistad, del Centro Nazionale del Pellegrino di Trondheim. Così come le altre vie di pellegrinaggio, anche di Cammini di Sant’Olav ne esistono diversi; una ragnatela di percorsi che si snodano attraverso Svezia e Norvegia ricongiungendosi tutti a Trondheim. «Quello di Gudbrandsdalen, oltre ad essere il più antico, è anche l’unico che passa per Bonsnes, il luogo natale di Olav II Haraldsson, il monarca che, nell’XI secolo, completò la cristianizzazione della Norvegia» afferma Trine Neumann-Larsen, responsabile del centro di comunicazione del Cammino di Sant’Olav.

di Piergiorgio Pescali | avvenire.it | 6 ottobre 2017

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