Condanniamo il giusto a una morte infamante

[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.

Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà» (Sap 2. 12. 17 – 20).

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Ecuador, la scelta del vescovo: “Lascio tutto ed entro in monastero”

Decisione radicale del pastore di Portoviejo, Lorenzo Voltolini, che diventa monaco a 70 anni: «Non fuggo dal mondo, ma entro nel mondo da una dimensione diversa»

di Luciano Zanardini | vaticaninsider.lastampa.it | 17 settembre 2018

La pluralità della croce

Molti sanno che su stadi e circhi sono sorti in passato edifici di culto, al punto che è nato persino il termine di basilica circiforme: a Roma la basilica di San Pietro sul circo Neroniano o di Caligola, Sant’Agnese in agone e Nostra Signora del Sacro Cuore sul circo o stadio di Domiziano, la Sinagoga o Tempio maggiore, Santa Maria in Publicolis e San Tommaso ai Cenci, oltre alle scomparse Santa Maria de’ Calderari e San Bartolomeo de’ Vaccinari sul circo Flaminio, con San Gregorio della Divina pietà e San Carlo ai Catinari poste ai suoi estremi.

di Francesco Coppola | osservatoreromano.va | 13 settembre 2018

La fede se non è seguita dalle opere in se stessa è morta.

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo?
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede» (Gc 2, 14 – 18).

Marzo 1968: la “scandalosa” conferenza di Ratzinger sul matrimonio

Per la prima volta ha visto la luce in italiano (per i tipi di Marcianum Press) una traduzione di “Zur Theologie der Ehe”, conferenza tenuta dal giovane Ratzinger in Germania pochi mesi prima della pubblicazione di Humanæ vitæ: ne risulta una temperie culturale effervescente, un acume teologico fatto per lasciare il segno, una prospettiva profetica che cala facilmente quel testo nei nostri giorni

di Giovanni Marcotullio | aleteia.org | 4 settembre 2018

Intervista a Papa Francesco: «I soldi non si fanno con i soldi ma con il lavoro»

Santità, un antico proverbio africano sostiene: “Se vuoi andare veloce vai solo, ma se vuoi andare lontano vai insieme”. Tutti noi sappiamo quanto si può correre velocemente, grazie ai nuovi strumenti dell’innovazione tecnologica, nella comunicazione – anche tra le persone – e nell’economia. Ma le crisi profonde che si sono succedute, assieme ad una perdurante e dilagante incertezza, sembrano averci tagliato e oscurato gli orizzonti. In Gran Bretagna, addirittura, è nato un ministero che si occupa della “solitudine”. Farebbe suo quel proverbio?

di Guido Gentili | ilsole24ore.com | 7 settembre 2018

Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (Mc 7, 31 – 37).

Tre donne e il Signore

È difficile, oggi, immaginare una mistica che sia anche un medico, e non solo un medico particolarmente attento ai malati, ma anche appassionato degli aspetti scientifici e tecnici della sua professione. Una donna che si è sposata due volte, che adora correre in bicicletta e stare con gli amici e che, anche se non è particolarmente interessata alla moda, si ricorda però sempre, da vera donna, come è vestita nelle principali circostanze e lo narra nella sua autobiografia.

di Lucetta Scaraffia | osservatoreromano.va | 3 settembre 2018

Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?» (Dt 4, 1 – 2. 6 – 8).

Film: «Aquile randagie». Lo scautismo al tempo della Resistenza

La storia comincia con don Giovanni Barbareschi, vestito di nero ma senza collarino ecclesiastico, che bussa alla porta di una baita sulle montagne della Valtellina e prende in consegna un ufficiale tedesco. I due si arrampicano da soli lungo un irto sentiero che li porterà dopo ore di cammino in Svizzera. Siamo nell’ottobre del 1945, la guerra è finita, l’Italia liberata dagli oppressori. L’ufficiale è un “pezzo grosso”, si tratta infatti del colonnello delle “Ss” Eugen Dollmann, capo dei servizi segreti nazisti in Italia, traduttore personale di Hitler e in seguito informatore degli alleati (a Lugano avrebbe organizzato la resa dei tedeschi). Un abile mediatore che, dopo il conflitto, diventerà agente segreto della Cia

di Fulvio Fulvi | avvenire.it | 28 agosto 2018

Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio» (Gs 24, 1 – 2. 15 – 17. 18).

Sulle orme di Patrizio

Uno dei motivi del successo del pellegrinaggio al Lough Derg è il potere di attrazione, rimasto intatto — se non addirittura cresciuto col passare dei secoli — del mito del pozzo di san Patrizio. E, più in generale, il fascino del rigore ascetico del monachesimo insulare.

di Silvia Guidi | osservatoreromano.va | 23 agosto 2018

Pecore, uccelli e asini: che zoo la Bibbia

«Il lupo dimorerà insieme all’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme… Il lattante si sdraierà sulla buca dell’aspide…». Chi non ricorda questa profezia di Isaia (11,6-8) in cui compaiono uno dopo l’altro così tanti animali per descrivere come sarà rivoluzionato il mondo con l’avvento del Messia, re della pace? Quel che pochi sanno è che la Bibbia è nei fatti il libro sacro in cui vengono citati il maggior numero di animali: 3.594 volte in 161 diverse accezioni (singole specie o nomi collettivi come branco o gregge).

Roberto I. Zanini | avvenire.it | 22 agosto 2018

Il francescano e il gesuita di fronte al mistero

Pubblichiamo stralci dell’articolo Le dimensioni cosmiche di Cristo in Bonaventura e Teilhard de Chardin di Prospero Rivi — frate cappuccino membro del Centro studi bonaventuariani di Bagnoregio — pubblicato sul numero 118 della rivista «Miscellanea Francescana»

di Prospero Riva | osservatoreromano.va | 21 agosto 2018

Enzo Bianchi: «Ecce Homo! Così il corpo interroga il cristiano»

In Gesù Cristo Dio ha vissuto l’esperienza dell’umano dal di dentro, facendo avvenire in sé l’alterità dell’uomo. Scrive Ippolito di Roma: «Noi sappiamo che il Verbo si è fatto uomo, della nostra stessa pasta (uomo come noi siamo uomini!)». Gesù di Nazaret ha narrato, spiegato, visibilizzato Dio nello spazio dell’umano: «Ecce homo! Ecco l’uomo!» (Gv 19,5). Ha dato sensi umani a Dio consentendo a Dio di fare esperienza del mondo e dell’alterità umana e al mondo e all’uomo di fare esperienza dell’alterità di Dio

di Enzo Bianchi | avvenire.it | 21 agosto 2018

Tonini, il «diario dell’anima» di un cardinale giornalista

Sono passati cinque anni dalla morte del cardinale Ersilio Tonini, scomparso il 28 luglio 2013 alla veneranda età di 99 anni, ma il suo ricordo è ancora vivo fra la gente, per la sua amabilità, la parola schietta, il profilo allampanato da “prete di una volta”. Ricordo vivo nelle diocesi che servì come pastore – Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia e soprattutto Ravenna-Cervia, dove rimase dal 1975 al 1990 – ma anche fra i tantissimi italiani, credenti e no, che familiarizzarono con lui quando lo videro in televisione negli anni ’90, soprattutto nel programma I dieci comandamenti all’italiana condotto sulla Rai da Enzo Biagi. Una singolare coppia emiliana quella Tonini-Biagi – il primo piacentino il secondo bolognese – che a suo modo bucò il video

Andrea Galli | avvenire.it | 20 agosto 2018

L’atea Olanda spiega la serietà della religione. E demolisce il pastafarianesimo

Una corte olandese ha sancito che la dottrina del Prodigioso Spaghetto Volante, fondata da Bobby Henderson nel 2005, manca di serietà e coerenza sufficienti ad annoverarla fra le fedi

di Antonio Gurrado | ilfoglio.it | 16 agosto 2018

La suora della pop art

La fede che incontra l’arte, un binomio che unisce estetica ed etica, in ogni epoca, anche in quella contemporanea. E non fa eccezione la pop art, che ha visto in Andy Warhol la sua figura di massimo spicco. Le opere del poliedrico artista di Pittsburgh hanno avuto un impatto tale da dar vita a un vero e proprio movimento culturale. Ne fa parte anche Corita Kent, a cui il Museum of Art + Craft di Ditchling, nella contea inglese dell’East Sussex, dedica fino al 14 ottobre la retrospettiva Corita Kent: Get With The Action, nell’anno in cui si celebra il centesimo anniversario della sua nascita

di Simona Verrazzo | osservatoreromano.va | 11 agosto 2018

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6, 51 – 58).

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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