Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.

Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze (1Pt 3, 18 – 22).

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La Cina inventata da Mons. Sánchez Sorondo. Scoperto un suo diario di mezzo secolo fa

“Posso capire che, nella foga di volere gli accordi fra Cina e Vaticano, si straveda e si esaltino la cultura cinese, il popolo cinese, la mentalità cinese, come fa papa Francesco. Ma presentare la Cina come modello…”.
Trasecola padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Asia News del Pontificio Istituto Missioni Estere, nel commentare i giudizi del vescovo argentino Marcelo Sánchez Sorondo, fresco reduce da un viaggio in Cina.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it |10 febbraio 2017

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte (Mc 1, 40 – 45).

Notti di affanno mi sono state assegnate

Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene» (Gb 7, 1 – 4. 6 – 7).

Non posso lasciarli soli

Il riconoscimento del martirio del venerabile Teresio Olivelli, ratificato dal Papa con decreto del 16 giugno 2017, ha accelerato i tempi della beatificazione, che si tiene il 3 febbraio prossimo a Vigevano. Monsignor Paolo Rizzi, postulatore della causa di beatificazione, redattore della Positio super virtutibus e della Nova positio super martyrio, autore di una Via crucis con Teresio Olivelli, nel libro Non posso lasciarli soli, vado con loro. Il martirio del beato Teresio Olivelli (Torino, Effatà Editrice, 2017, pagine 79, euro 7), ne illustra i tratti essenziali della biografia e della spiritualità.

di Antonella Lumini | osservatoreromano.va | 1 febbraio 2018

Svelati i segreti del penultimo manoscritto di Qumran

Due ricercatori universitari di Haïfa (Israele) hanno ricostruito i contenuti di uno degli ultimi rotoli di Qumran ancora da interpetare. Contiene notizie sul calendario esseno e le sue feste.

di Christophe Lafontaine | aleteia.org | 29 gennaio 2018

Insegnava loro come uno che ha autorità

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea (Mc 1, 21 – 28).

La fragilità di Dio

Il passo di 1 Corinzi 1,25 – «Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini» – ha sempre procurato, tanto lungo i secoli come nel tempo presente, lo stesso inesauribile stupore. L’apostolo vi affronta nientemeno che lo sconcertante tema della fragilità di Dio. E lo fa in un modo indimenticabile.

di Jose Tolentino Mendonca | osservatoreromano.va | 22 gennaio 2018

Atenagora, il Bergoglio dell’Ortodossia

Mezzo secolo fa, il 25 luglio 1967, a Istanbul, il cammino ecumenico visse un evento storico: il secondo incontro tra Paolo VI e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora. E nell’occasione di questo anniversario Eliana Versace, storica della Chiesa, ha pubblicato sul “Notiziario” dell’Istituto Paolo VI di Brescia due documenti di eccezionale interesse.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 19 gennaio 2018

Interpretare e trasmettere

onaventura da Bagnoregio nella posterità: traduzioni, riusi e problemi aperti è il titolo del convegno tenutosi il 15 e 16 gennaio scorsi presso la Pontificia università Antonianum di Roma. Tra gli intervenuti, Massimiliano Lenzi, Andrea Di Maio, Paolo Vian, Fortunato Iozzelli, Alessandro Ghisalberti e Barbara Faes, della cui relazione pubblichiamo alcuni stralci.

di Barbara Faes | osservatoreromano.va| 19 gennaio 2018

È morto Michele Gesualdi, testimone di don Milani

No, su don Milani ‘non si sdottora’. Si può essere solo testimoni e figli del priore del ‘nulla’ di Barbiana che apriva gli occhi al mondo con alfabeto e Vangelo. Michele Gesualdi, che si è spento ieri pomeriggio a 75 anni nella sua casa, posta ai piedi di San Donato a Calenzano, altro luogo decisivo nella vita e nella geografia di don Milani, è stato testimone vero di don Lorenzo.

di Michele Brancale | avvenire.it | 19 gennaio 2018

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece (Gio 3, 1 – 5. 10).

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole (1 Sam 3,3 – 10. 19).

Gli intellettuali del Novecento affascinati da Cristo

La cultura del XX secolo si è allontanata dalla religione ma ha tenuto alta l’attenzione per la spiritualità: da Russell a Borges, da Wittgenstein a Gould

di Gianfranco Ravasi | avvenire.it | 11 gennaio 2018

Il trionfo dei Magi

L’adorazione dei Magi trova una traduzione figurata nella più antica arte cristiana, a cominciare dall’essenziale affresco della cappella greca nelle catacombe romane di Priscilla degli anni centrali del III secolo, che mostra unicamente la Madonna seduta in cattedra, con il Bambino sul grembo, che accoglie tre uomini in tunichetta che si affrettano urgentemente a recare i doni. Qui, le immagini sono ridotte a silhouettes appena animate, dando luogo a una sorta di illustrazione di un fumetto, con le figure, realizzate, secondo una poverissima gamma cromatica, che interessa i toni del rosso cinabro, della terra verde e dell’ocra, ritagliate, come in un infantile collage, per essere applicate al fondo rosso pompeiano, che interessa il vano più interno della cappella.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 5 gennaio 2018

Venite all’acqua: ascoltate e vivrete

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata» (Is 55, 1 – 11).

La gloria del Signore brilla sopra di te

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore (Is 60, 1 – 6).

Un aiuto per l’omelia della domenica? Ve lo dà Clerus App. Ecco come scaricarla

Un’applicazione destinata a parroci e sacerdoti che offre suggerimenti, meditazioni e commenti sulla Parola di Dio della liturgia domenicale da poter utilizzare poi per le proprie omelie.
Stiamo parlando di Clerus App, la nuova app lanciata dal Vaticano.

Gelsomino Del Guercio | aleteia.org | 4 gennaio 2018

Un francescano, un domenicano e un gesuita entrano in un bar…

Un francescano e un gesuita sono amici dai tempi del noviziato di entrambi. Fumatori, trovano difficile pregare o studiare più di un’ora senza una pausa-sigaretta. Confrontatisi sul problema, decidono di andare a parlare coi superiori per domandare loro il permesso di fumare.
Quando si rivedono, la volta dopo, il francescano è decisamente incavolato: «Ho chiesto al superiore se potevo fumare pregando e mi ha detto che non potevo», racconta al gesuita.

Daniel R. Esparza | aleteia.org | 29 dicembre 2017

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò» (Nm 6, 22 – 27).

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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