Padre padrone. Il fondatore del movimento apostolico di Schönstatt abusava delle sue suore

La notizia bomba di oggi è che il sacerdote tedesco Josef Kentenich, fondatore del movimento apostolico di Schönstatt, morto a 83 anni nel 1968 e di cui è in corso la causa di beatificazione, negli anni Cinquanta fu riconosciuto colpevole dalla Santa Sede di abusi sessuali su suore del suo movimento

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 2/07/20

Ecco, a te viene il tuo re umile


Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra» (Zc 9, 9 – 10).

L’arcivescovo Viganò sull’orlo dello scisma. La lezione inascoltata di Benedetto XVI

Benedetto XVI nel 2011 lo promosse a nunzio apostolico negli Stati Uniti. Il mite papa teologo non poteva certo immaginare, nove anni fa, che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò – dal 2016 tornato a vita privata ma tutt’altro che nascosta – l’avrebbe oggi incolpato d’aver “ingannato” la Chiesa intera dando a credere che il Concilio Vaticano II fosse immune da eresie e, anzi, andasse letto in perfetta continuità con la vera dottrina di sempre.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 29/06/20

Il piede consunto di Pietro

Toccare e baciare il consunto piede di san Pietro è un gesto che da secoli vediamo quotidianamente ripetersi nella basilica Vaticana, edificata sulla sua umile sepoltura non lontano dal luogo del suo martirio. Quel ricercato contatto, talvolta ripetuto quasi inconsapevolmente, esprime innanzitutto un sentimento di profonda devozione a san Pietro; un raccomandarsi con la preghiera all’intercessione dell’apostolo nella sua basilica. Di origine antichissima rappresenta anche un simbolico riconoscimento dell’autorità del Pontefice e del primato petrino; un affidarsi al Papa, vicario di Cristo e pastore della Chiesa universale

di Pietro Zander | osservatoreromano.va | 27 giugno 2020

Mozart massone? Ma… soprattutto cattolico

Divide e appassiona ancora gli studiosi e i cultori di musica la doppia “identità” del genio austriaco A confronto il teologo “artista” austriaco Tschuggnall e la musicologa Bramani

Giacomo Gambassi | avvenire.it | sabato 27 giugno 2020

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10, 37 – 42) .

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10, 26 – 33).

Il sinodo di Germania ha almeno tre antefatti. Tutti finiti con uno scisma

Il “Synodale Weg” in corso in Germania si rivela ogni giorno di più come un rischio serio per il “cammino” della Chiesa cattolica non solo tedesca ma universale.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 15/06/20

Il cardinale il cantautore e l’amicizia

Caro Francesco, l’amicizia non deve pretendere di spiegare tutti i perché, parafrasando una tua considerazione amara e importante; è facile da capire se l’hai capita già (peraltro resta sempre difficile capire «se non hai capito già!»). I perché dell’amicizia sono profondi e, qualche volta, ci superano, ci sono nel sentirci parte di una magnifica avventura. Nell’amicizia vera trovo sempre qualcosa di misterioso e grande. Certo, lo so che per qualcuno l’amicizia significa necessariamente complicità, come chi pensa di scoprire la vera ragione che c’è sotto, l’interesse, il guadagno dell’uno o dell’altro, mentre nell’amicizia, ovviamente, ci si guadagna tutti e due! Altre persone la credono possibile solo tra chi la pensa allo stesso modo.

di Matteo Maria Zuppi | osservatoreromano.va | 13 giugno 2020

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6, 51 – 58).

«Io sono Giuseppe vostro fratello»

La questione del rapporto tra la Chiesa e il popolo di Israele alle origini della «Nostra aetate»

di Maurizio Gronchi | osservatoreromano.va | 9 giugno 2020

Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità» (Es 34, 4 – 6. 8 – 9).

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio» (At 2, 1 – 11).

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo ( Mt 28, 16 – 20).

Cercando san Francesco nel “mistero” delle sue Vite

Fra storia e fantasia, l’indagine dello scrittore Felli sul Santo Poverello riapre un dibattito mai sopito sull’attendibilità di tanti racconti

di Franco Cardini | avvvenire.it | 19 maggio 2020

Passo dopo passo verso i preti sposati. Un aggiornamento

Come si sa, papa Francesco ha taciuto del tutto sull’ordinazione di preti sposati, quando ha tratto le conclusioni del sinodo dell’Amazzonia. Ma non ha certo messo a tacere i fautori dell’innovazione.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 20/05/20

Benedetto XVI ricorda Giovanni Paolo II: “Non fu rigorista della morale, ma uomo di misericordia”

Lettera del Papa emerito alla Chiesa polacca nel centenario della nascita di Wojtyla: «Un segno di speranza in un momento in cui la Chiesa soffre l’assalto del male». L’appellativo “Magno”? «Una questione aperta»

di Salvatore Cernuzio | lastampa.vaticaninsider.it | 15 maggio 2020

La chiamavano Giovanna

«Tutti nel mio villaggio mi chiamavano Giovanna da quando sono nata». Così si presentò Giovanna d’Arco all’inizio degli interrogatori che la condussero, nel 1431, al termine di un lungo e tendenzioso processo, alla condanna a morte per eresia. Fu bruciata viva nella piazza del Vecchio Mercato di Rouen, in Normandia.

di Carolina Blázquez Casado | osservatoreromano.va | 15 maggio 2020

Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo

In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo (At 8, 5 – 8. 14 – 17).

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede (At 6, 1 – 7).

I Miserabili di Jean Valjean

Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto le nostre buone qualità (Francois de la Rochefoucauld)

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Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

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Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

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