Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo

Così dice il Signore: 
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito» (Ger 31, 7 – 9).

“Scoppiò un grande tumulto”. Gli Atti degli Apostoli come non erano mai stati letti

È il tema del volume (Giappichelli Editore) di Paolo Costa, biblista e storico del Diritto, che propone uno «studio esegetico e storico-giuridico» del testo del Nuovo Testamento sull’espansione dell’annuncio cristiano

lastampa.it/vatican-insider/it | 18 ottobre 2021

Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. 
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. 
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno (Ebr 4, 14 – 16).

Alla scoperta dei simboli cristiani dell’antichità

Potrebbero essere definiti “i tweet dell’antichità”: messaggi essenziali ma densi di significato, carichi di un appello per i vivi che visitano i cimiteri, dove i credenti “dormono” in attesa della risurrezione. Sono i simboli presenti accanto alle sepolture delle prime comunità, che raccontano e annunciano la speranza cristiana, la visione del mondo e della vita che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo, ai quali la Pontificia Commissione di archeologia sacra (Pcas) invita a guardare in occasione della prossima Giornata delle catacombe, che si celebra il 16 ottobre.

osservatoreromano.va | 14 ottobre 2021

Editoria religiosa. Chiude dopo 60 anni il Centro editoriale dehoniano di Bologna

Fatale la pandemia su un mercato in crisi, ma la notizia ha colto di sorpresa i dipendenti e gli addetti ai lavori. Fine delle pubblicazioni per EDB, Marietti 1820 e le molte riviste

A. Zaccuri | avvenire.it | 11 ottobre 2021

La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. 
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto (Ebr 4, 12 – 13).

Il nuovo saggio di Cardini. Essere cavaliere di Cristo: il sogno di san Francesco

Il medievista propone una perlustrazione sul santo e sulle fonti che ne narrano la vita e la storia alla ricerca di tracce di cultura cortese e cavalleresca

di Matteo Al Kalak | avvenire.it | 6 ottobre 2021

Perché gli orologi della basilica di San Pietro segnano ore diverse?

Non passano inosservati i due enormi orologi sulla facciata della basilica di San Pietro, realizzati nel 1785 da Giuseppe Valadier

di Maria Paola Daud | it.aleteia.org | 4 ottobre 2021

La Trinità, l’uomo e il mondo

È uscito in questi giorni il primo volume — intitolato Manifesto — del progetto (non solo editoriale) del Dizionario dinamico di ontologia trinitaria, per i tipi di Città Nuova (pagine 358, euro 26) con i contributi di Piero Coda, Maria Benedetta Curi, Massimo Donà e Giulio Maspero. Ne parliamo con monsignor Coda, neo segretario generale della Commissione teologica internazionale.

di Roberto Cetera | osservatoreromano.va | 30 settembre 2021

Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine


Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. 
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli (Ebr 2, 9 – 11).

Ancora sulla controversia tra Francesco e gli ebrei. Papa Benedetto l’avrebbe risolta così

Nell’udienza generale di oggi, mercoledì 29 settembre, papa Francesco (nella foto con il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni) è arrivato alla nona puntata della serie sulla lettera di Paolo ai Galati.

di F. Arzillo | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 29 settembre 2021

Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!» (Num 11,25-29).

Guerre di religione tra musulmani in Afghanistan. I più in pericolo sono gli ismailiti

Partito l’ultimo degli ebrei, rimpatriato il solitario titolare della missione “sui iuris” della Chiesa cattolica, nascosti nelle catacombe i rarissimi convertiti alla fede cristiana, nell’Afghanistan riconquistato dai talebani i più in pericolo di persecuzione sono ora i musulmani da loro avversati come eretici, quelli del ramo sciita, gli hazara, gli ismailiti.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 21/09/21

Condanniamo il giusto a una morte infamante

[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.

Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà» (Sap 2, 12. 17 – 20)

A 400 anni dalla morte. Riscoprire Roberto Bellarmino, «mistico del servizio»

Il cardinale gesuita, morto il 17 settembre 1621, ebbe un ruolo fondamentale nel rinnovamento della Chiesa dopo Trento. Proclamato santo, fu grande teologo oggi con la fama scomoda di antieretico

di Filippo Rizzi | avvenire.it | 16 settembre 2021

La fede se non è seguita dalle opere in se stessa è morta

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo? 
Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. 
Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede» (Gc 2, 14 – 18).

L’eredità del teologo gesuita. Scola: De Lubac, erede e padre del Vaticano II

Ricorrono proprio oggi i 30 anni dalla morte del cardinale gesuita Henri de Lubac (1896-1991), perito al Concilio Vaticano II e considerato una delle punte di diamante per la sua conoscenza della patristica e non solo della teologia contemporanea. Il cardinale e arcivescovo emerito di Milano Angelo Scola ha voluto per l’occasione ripercorrere la grandezza intellettuale e spirituale del religioso ignaziano. E di come il suo pensiero sia stato un riferimento costante, quasi un punto di incontro, per il magistero degli ultimi tre Pontefici: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

di Filippo Rizzi | avvenire.it | 4 settembre 2021

Si schiuderanno gli orecchi dei sordi, griderà di gioia la lingua del muto

Dite agli smarriti di cuore: 
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua (Is 35, 4 – 7).

Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore

Mosè parlò al popolo dicendo: 
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. 
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. 
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. 
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?» (Dt 4, 1 – 2. 6 – 8).

Storia. Gerusalemme: dentro il tempio violato c’è il mistero di Israele

Due saggi di Canfora e Liverani portano l’attenzione sulle vicende di perdita, ricostruzione e di nuovo perdita dell’edificio: costituiscono il “luogo” della presa di coscienza del popolo giudaico

Luigino Bruni | avvenire.it | 25 agosto 2021

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