Archivi per il mese di: dicembre, 2014

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio (Gal 4, 4 – 7).

Dir messa in trincea
Nelle lettere e nelle relazioni dei cappellani militari italiani durante la prima guerra mondiale
“La Messa in trincea non è mai mancata, la frequenza dei sacramenti, specie nelle ricorrenze, è stata soddisfacente.
Nella Pasqua ho avuto moltissime comunioni (quasi duemila), ognuno ha avuto il suo ricordo con queste parole: «Comincia e termina la giornata con brevi preghiere. Ama i Superiori e la Patria tua. Non degradarti innanzi al vero, perché la divisa è mantello d’onore.
osservatoreromano.va,
30/12/14

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.700 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 28 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Entrò e vide e credette
Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio
Vangelo 20, 2 – 8

Nei giorni successivi al Natale del Signore, la tradizione della Chiesa festeggia i cosiddetti comites Christi, cioè i “compagni” di Gesù, coloro che hanno condiviso più da vicino la sua vita e la sua missione. Così, subito dopo la festa del primo martire santo Stefano, oggi celebriamo la festa dell’apostolo ed evangelista Giovanni, che il Vangelo ricorda come il discepolo «che Gesù amava», e che l’antifona d’ingresso della Liturgia di oggi descrive come colui «che nella cena posò il capo sul petto del Signore, l’apostolo beato, che conobbe i segreti del cielo».
Roma, 27 Dicembre 2014 (Zenit.org) Redazione

Il bambino cresceva, pieno di sapienza.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui (Lc 2, 22 – 40).

Ecco, arriva il tuo Salvatore.

Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
«Dite alla figlia di Sion:
Ecco, arriva il tuo salvatore;
ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Li chiameranno Popolo santo,
Redenti del Signore.
E tu sarai chiamata Ricercata,
Città non abbandonata» (Is 62, 11 – 12).

Le antifone maggiori, aurora del Natale
Si proclamano solo in questa settimana. Da sempre prima e dopo il “Magnificat” dei Vespri, dal Concilio anche nella Messa come versetto dell’Alleluia. Sono le sette “Antifone maggiori” che precedono la vigilia di Natale, ogni giorno dal 17 al 23 dicembre ne dischiude una propria. Il loro testo trasuda di immagini bibliche, la melodia originale risuona di canto gregoriano. È vero: oggi sono intonate sempre meno, sempre più proclamate in quella semplice lettura che ne reprime l’ispirato lirismo. Ma nel cuore di don Renato Laffranchi continuano a brillare come “piccole stelle che si accendono negli ultimi giorni del tempo dell’Avvento, quel Tempo che nel circolo dell’anno è figura del grande Vespro della storia, di quel suo declinare verso una notte che non è un morire della luce, ma il suo apparire definitivo sul mondo; quel Tempo che induce nei cuori la nostalgia del Giardino perduto e il brivido di una Gloria ventura, il dovere della veglia e il coraggio della speranza”.
di Marcello Palmieri,
Avvenire.it,
19/12/14.

Brace ardente sull’altare
Negli inni di Efrem il Siro
La collezione di inni di sant’Efrem il Siro sulla Natività del Signore contiene ventotto poemi. Due di essi, il X e XI, sono dei testi assai brevi con dodici strofe il primo e otto il secondo, che snodano in modo particolare e con delle immagini simboliche specialmente ricercate il tema dell’incarnazione del Verbo di Dio.
di Manuel Nin,
osservatoreromano.va,
22/12/14

Va bene la lotta gay friendly, ma smettetela di banalizzare il presepe
Te piace ’o presepe?” – chiedeva Luca Cupiello a quello screanzato di suo figlio Tommasino. Si sa, come lo sventurato rispose. Puntando almeno, lo sfaccendato, direttamente ad altro: “Voglio ’a zuppa ’e latte!”. Da qualche anno, invece, tutto si è complicato – ed essendo il tutto frutto della complicazione del politicamente corretto, tutto si è banalizzato. Nessun luogo, al mondo, è ormai molestato come il presepe: chi leva, chi mette, chi corregge, chi sottrae, chi aggiusta, e l’ego dei vari proponenti trabocca fin quasi a cacciare il Bambinello dalla mangiatoia.
di Stefano dDi Michele,
ilfoglio.it,
23/12/14

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (Lc 1, 26 – 38).

Verdi, la fede dopo la traviata
​Il maestro Giuseppe Verdi fu un agnostico convinto e anticlericale come molti uomini del Risorgimento o fu invece, soprattutto negli anni della sua maturità, un «uomo cambiato» rispetto alla questione del credere e fedele devoto della messa domenicale, come testimonierà la moglie Giuseppina Strepponi in tante sue lettere?
di Filippo Rizzi,
avvenire.it,
20/12/14

NATALE VIETATO/ Inghilterra: le amministrazioni comunali cancellano la parola “Christmas”
Sono sempre di più le amministrazioni comunali inglesi che ribattezzano le festività natalizie (Natale nella lingua anglosassone porta ben chiaro il nome di Cristo, “Christmas”) in festività invernali, “Winterfest”. L’ultima della serie è quella della città di Stoke-on-Trent, come ricorda oggi il quotidiano The Independent, sottolineando il clima di “correttezza politica” che ha ormai conquistato il paese. Il motivo, si sa, è quello di non offendere i credenti di altre religioni, in particolare gli islamici, tendenza che ormai ha preso piede anche negli Stati Uniti dove da anni la Casa Bianca invia in questo periodo un anonimo biglietto firmato “Buona stagione festiva”, così come le scuole che vietano i presepi. Nella città in questione l’unico segno natalizio è l’albero di Natale, poi ogni tipo di attività festivaliera è stata denominata Winterfest.
Redazione,
ilsussidiario.net,
14/12/14

Il regalo del Papa: la preghiera delle cinque dita
Oggi all’Angelus Francesco offre un libretto tascabile con le orazioni tradizionali che contiene anche le intenzioni suggerite da Francesco partendo dalla nostra mano
«Quando prego Dio respira in me». Si apre con questa frase e la firma di Francesco, il libretto tascabile di 40 pagine che oggi il Papa regala ai fedeli presenti all’Angelus in piazza San Pietro, nel giorno della tradizionale benedizione dei Bambinelli. Sulla copertina del volumetto stampato dalla Libreria Editrice Vaticana, sopra il titolo «Preghiere», è riprodotto un affresco del III secolo che si trova nelle catacombe di Priscilla e raffigura un orante con le braccia aperte e rivolte al cielo.
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it,
14/12/14

Effetto Francesco: “tirannia democratica” contro i dissenzienti vaticano

Ricevo e pubblico. L’autore è professore emerito di sociologia della religione all’università di Firenze e alla facoltà teologica dell’Italia centrale.

*

IL CLIMA DEL PONTIFICATO E UNA NUOVA VOGLIA DI BASTONE

Mi raccontano questo caso recente, sintomatico del clima cattolico che sta affiorando: da una storica associazione fiorentina di volontariato, mesi fa sono stati espulsi dei membri perché accusati di criticare papa Bergoglio.
di Pietro De Marco,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
12/12/14

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando (Gv 1, 6 – 8. 19 – 28).

In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo (Ef 1, 3 – 6. 11 – 12).

San Nicola di Bari, vescovo di Myra, è tra i più venerati della tradizione cattolica e ortodossa. Le origini del mito di Babbo Natale, infatti, risalgono a lui. Peccato, però, che questo ricordo sia stato dimenticato e annacquato nel Natale consumistico dell’Occidente. James Rosenthal, vescovo anglicano e profondo conoscitore di questa figura storica, ne sostiene la riscoperta ecclesiale
di Andrea Dammacco,
agensir.it,
06/12/14

“Delicta graviora”. Quando è lo Stato a fare strage di innocenti

Il 4 dicembre la corte di cassazione italiana ha assolto definitivamente “per non aver commesso il fatto” 7 sacerdoti e 17 madri e padri del Modenese, dopo che per sedici anni erano stati marchiati come autori di terrificanti delitti individuali e collettivi: stupri di bambini, orge, decapitazioni. Venti loro figli erano stati nel frattempo strappati alle loro cure, e sette degli accusati si erano uccisi o erano morti di crepacuore, come era avvenuto per don Giorgio Govoni, amatissimo parroco della zona.
di Lucia Bellaspiga,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it
6/12/14

Preparate la via al Signore.

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40, 1 – 5. 9 – 11).

Pasolini, il mio sacro
Non appartengo a una corrente, se non in maniera molto vaga.
di Pier Paolo Pasolini,
avvenire.it,
02/12/14

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