Archivi per il mese di: novembre, 2014

Il blog di Giorgia Petrini

La lettera scritta da James Harrington, giornalista britannico agnostico e sposato con «una fervente atea», dopo la «coraggiosa» scelta della figlia: diventare cattolica.

di Redazione, 16 Gennaio 2014

«Dio e la religione non hanno mai avuto un ruolo nella mia vita», almeno fino a quando «la mia figlia più grande non ha deciso di farsi battezzare e diventare cattolica». Comincia così la lettera ospitata martedì 15 gennaio dal quotidiano progressista britannico Guardian e firmata da James Harrington, giornalista inglese trasferitosi nel 2009 in Francia, «ateo tendente all’agnosticismo», sposato con «un’atea fervente».

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Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza.
La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro! (1 Cor 1, 3 – 9).

La psicologia religiosa soccorre anche uomini e donne di Chiesa
Leslie J. Francis, pastore anglicano e docente all’Università di Warwick (Regno Unito): “Chi ha maturato un’idea di Dio sbagliata, può sviluppare un’idea sbagliata di sé e degli altri. La tradizione cristiana ha sempre mantenuto un equilibrio tra una visione di Dio orientato alla ‘misericordia’ e un Dio votato alla ‘giustizia’ e al ‘giudizio’. Questo equilibrio è cruciale per un corretto sviluppo umano”
di Maurizio Calipari | agensir.it | Mercoledì 26 Novembre 2014

“I santi non si fanno a pennello, ma a scalpello: sul Tabor si abbozzano, e sul Calvario si perfezionano.”
Teresa Maria della Croce (nata Teresa Manetti, 1846 – 1910)

Vivere come se Dio non esistesse, alla presenza di Dio
Una seconda lettera ‘aperta’ al prof. Umberto Veronesi
Caro Professore,
Come promesso, rieccomi a parlare del secondo punto, quello in cui ci regala un’istantanea del suo mondo da medico, portandoci precisamente in sala operatoria dove racconta dell’affidamento commovente che il paziente fa della sua vita nelle sue mani. Al riguardo scrive: «E tu, chirurgo, non puoi pensare che un angelo custode guidi la tua mano quando incidi e inizi l’operazione, quando in pochi istanti devo decidere cosa fare, quando asportare, come fermare un’emorragia».
Mi permetta di dire con un sussulto: Grazie a Dio che non aspetta l’angelo custode! Si immagini che ansia aspettarsi le istruzioni criptate di un angelo per muoversi. Io neanche a tagliarmi le unghie faccio affidamento sul mio angelo custode. Sono convinto che gli angeli non siano così pratici di utensili. Poi immagino la difficile coordinazione tra ali e mani. Inoltre, dato che non si prevede «né malattia né morte» in Cielo, credo che non abbiano facoltà di medicina lassù. Per cui, da credente, le dico: si fidi, fa benissimo a operare così e ha tutto il mio sostegno a non distrarsi con l’angelo custode mentre opera.
Roma, 22 Novembre 2014 (Zenit.org) Robert Cheaib

La Bibbia secondo Borges
Si tiene la prossima settimana a Buenos Aires e Córdoba il Cortile dei gentili dedicato al grande autore argentino. Qui anticipiamo l’analisi teologica del cardinale Gianfranco Ravasi sulla sua opera: possiamo ancora definirlo agnostico?
di G. Ravasi,
avvenire.it,
21/11/14

Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna» (Mt 25, 31 – 46).

Quando Dio muore di cancro…
Una risposta a Umberto Veronesi
Caro e stimato prof. Veronesi,
Come tanti, ho letto l’articolo sul suo nuovo libro, dove fa l’affermazione che «il cancro, come Auschwitz, è diventato la prova della non esistenza di Dio» e dove dichiara che «non può pensare che un angelo custode guidi la sua mano quando incide e inizia l’operazione».
Roma, 21 Novembre 2014 (Zenit.org) Robert Cheaib

Come Francesco si fa amici i pentecostali
In America latina strappano alla Chiesa cattolica milioni di fedeli. Ma il papa ha per loro soltanto parole di amicizia. È il suo modo di fare ecumenismo, qui svelato in due suoi videomessaggi
di Sandro Magister,
Chiesa.espresso.repubblica.it,
19/11/14

Dio: c’è una risposta scritta nelle Stelle
Il gesuita americano Consolmagno
Sono quattro secoli abbondanti che i gesuiti hanno la testa fra le stelle. A partire dalla fondazione del Collegio Romano, pensato da subito anche come centro di alti studi di matematica e astronomia, passando per il primo osservatorio della Compagnia di Gesù nel 1774, per la Specola vaticana voluta da Leone XIII e di cui i gesuiti divennero gli attori principali, per il loro centro di ricerca acquartierato a partire dal 1960 a Tucson, presso l’Università dell’Arizona, e che dal 1993 ha a disposizione un telescopio avanzato sul Monte Graham, uno dei più sofisticati centri di osservazione astronomica al mondo.
di Andrea Galli,
avvenire.it,
18/11/14

Non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri (1 Ts 5, 1 – 6).

Paritarie, dalla laica Francia una lezione all’Italia
Silvio Guerra è docente e vicedirettore della scuola Charles de Foucauld a Parigi. Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande sulla scuola e sulla libertà di educazione in Francia, aiutandoci così a conoscere meglio una realtà a noi tanto vicina, ma, nello stesso tempo, ancora molto lontana.
In Francia, infatti, contrariamente ai luoghi comuni, le scuole private restano al riparo dagli strali della laïcité, grazie al riconoscimento del diritto d’insegnamento privato come “principio fondamentale”. Gli insegnanti sono pagati dallo Stato, come nella scuola statale, mentre gli enti locali coprono una parte degli altri costi, permettendo così ai singoli istituti (perlopiù cattolici) di proporre rette accessibili per i genitori. Questo forte principio costituzionale garantisce ormai un largo consenso ed è contestato solo dall’estrema sinistra.
Marco Lepore INT. Silvio Guerra | ilsussidiario.net | 13/11/14

Parlava del tempio del suo corpo.

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù (Gv 2, 13 – 22).

Gli “occhi della guerra” di fronte agli orrori dell’Isis
Il giornalista di guerra Gian Micalessin racconta cosa ha visto nei territori controllati dai miliziani del Califfato e analizza l’atteggiamento dell’Europa rispetto alla persecuzione dei cristiani
Ha girato in lungo e in largo il pianeta, ha attraversato svariati scenari bellici e ha collaborato con alcune tra le più importanti testate internazionali. Da oltre trent’anni schierato nella prima linea del giornalismo di guerra, Gian Micalessin è rientrato da pochi giorni dal suo ultimo viaggio, unico occidentale ad aver messo piede in alcuni villaggi siriani assediati dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Davanti agli occhi – gli “occhi della guerra”, come si chiama il progetto di crownfunding journalism di cui fa parte insieme al collega Fausto Biloslavo – ha ancora i cumuli di macerie lasciati dai miliziani del Califfato e i volti sofferenti dei cristiani e dei curdi perseguitati. Realtà per troppo tempo ignorate dalla stampa mainstream europea, illusa dalla sirena delle cosiddette “primavere arabe”. È dall’analisi di questa illusione che nasce l’intervista che segue.
Roma, 05 Novembre 2014 (Zenit.org) Federico Cenci

Il miracolo raccontato da un pagano? I conti “tornano”
In tempi recenti si è parlato del ritrovamento negli Archivi Vaticani di una lettera inviata all’imperatore Tiberio dallo storico romano Velleio Patercolo dove si descrive un miracolo di Gesù a cui lo scrittore aveva assistito durante un viaggio in Palestina, e precisamente nella città di Sebaste: Gesù, dopo avere recitato una preghiera “dalle parole incomprensibili” avrebbe ridato la vita al bimbo nato morto di una donna del paese.
Si tratterebbe di una notizia straordinaria, perché sarebbe l’unico caso, al di fuori dei libri del Nuovo Testamento, in cui uno spettatore (per di più pagano) narra di essere stato testimone oculare di un miracolo di Gesù. Si può immaginare facilmente come la notizia del presunto ritrovamento abbia provocato polemiche e discussioni: qualcosa di più certo si potrà dire quando e se il testo del documento sarà reso pubblico. Per il momento, e in attesa che questo avvenga, vorrei proporre, con tutte le cautele del caso, un paio di osservazioni.
di Moreno Morani | ilsussidiario.ne | Pubblicazione: giovedì 6 novembre 2014

Vergine, “madre di tuo Padre”: dalle Ebridi a Eliot (passando per Dante)
“Maria mater Miranda Patrem suum edidit”, VIII secolo d.C., isola delle Ebridi, non più di tre chilometri quadrati; “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio”, inizio XIV secolo, a cavallo fra Toscana e Liguria, “Thy maker’s maker, and thy Father’s mother”, inizio XVII secolo, Inghilterra e poi di nuovo Figlia del Tuo Figlio, XX secolo, Inghilterra.
di Silvia Ballabio,
ilsussidiario.net,
05/11/14

Toni Negri in Vaticano, ma i licenziati nessuno li ascolta.
C’è la dottrina sociale della Chiesa. Ma poi c’è da metterla in pratica. C’è l’affermazione apodittica del diritto al lavoro. Ma poi si impongono decisioni che il lavoro lo tolgono, per quanto santamente motivate.
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
04/11/14

Cuore: il luogo della lotta invisibile
Il cuore è un organo che sta al centro del nostro corpo e che nella sua dinamica biologica pulsa per inviare il sangue fino alla periferia del nostro essere. Il cuore, che segna la nostra vita ma anche la nostra morte, non è solo un organo fisiologico del nostro corpo, ma è per noi anche un simbolo sempre eloquente, perché con questa parola ci riferiamo a una realtà molto più ampia di un muscolo decisivo per la nostra vita. Sì, il cuore è da noi sentito come l’organo centrale della vita interiore, come la fonte delle espressioni multiformi della vita spirituale, e per questo è situato, per così dire, nell’’io profondo’. Mi si permetta anche una osservazione che può stupire: il cuore è l’unico organo del corpo che non è invaso dalla proliferazione di un cancro. Non è già questo un mistero o, se si vuole, un enigma?
di Enzo Bianchi,
avvenire.it,
02/11/14

Sono 20mila i religiosi in Italia
I dati diffusi all’apertura della 54° Assemblea Generale del CISM
Sono 18mila in Italia, 20mila se aggiungiamo i 2mila provenienti da altri Paesi. Un vero popolo chiamato a presidiare le frontiere del disagio, dell’esclusione, della povertà. Sono organizzati in 118 “squadre”: alcune note e numerose, altre dai nomi suggestivi e sconosciuti.
Roma, 03 Novembre 2014 (Zenit.org) Redazione

“I devastatori del creato e della vita si convertano”
Monito del Papa durante la Messa al Cimitero del Verano di Roma nella Solennità di Tutti i Santi: “Le vittime dell’uomo che si crede dio sono i poveri, profughi, malati”
di Giacomo Galeazzi,
vaticaninsider.lastampa.il
01/11/14

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