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Maschio e femmina, la strada dell’umanità

Nel libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, il libro dell’in-principio (be-re’shit: Gen 1,1) troviamo due racconti della creazione, composti da autori e redattori umani, dunque segnati da una precisa cultura, in un tempo definito della nostra storia. Appartengono a un genere letterario che qualifichiamo come mitico.

di Enzo Bianchi | lastampa.it/vaticaninsider | 17 settembre 2017

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Dal Vaticano una doccia gelata sui negoziati con Pechino

Francesco è il primo papa che ha sorvolato la Cina. Ma che vi metta piede è tutto da vedere. In agosto la Libreria Editrice Vaticana ha reso pubblico un dossier che è una micidiale doccia gelata per chi continua a dare per imminente un accordo tra la Santa Sede e Pechino.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 10 settembre 2017

Il filosofo e la preghiera

«Non domandare agli Dèi che ti diano ciò che brami, ma domanda loro di liberarti da ogni bramosia». Questa sentenza del famoso stoico Epitteto sembra porre nel modo più eloquente la questione della preghiera nella filosofia. Perché pregare? È morale chiedere a Dio di modificare i propri disegni per accontentare i nostri desideri terreni? Non sarebbe questo un modo di rimettere in discussione la perfezione dell’opera divina? Tante domande che i filosofi si pongono fin dall’antichità, offrendo un’ulteriore prova dell’atemporalità delle problematiche terrene.

di Solène Tadié | osservatoreromano.va | 24 agosto 2017

Pakistan. Rifiuta l’abiura, cristiano morto in detenzione a Lahore

I cristiani del Pakistan sono scesi in strada per protestare contro la morte di Indaryas Ghulam, cristiano di 38 anni, deceduto in circostanze misteriose mentre era sotto custodia della polizia nel carcere di Lahore. Il decesso, secondo quanto scrive Asianews è avvenuto il 13 agosto, alla vigilia delle celebrazioni per i 70 anni dell’indipendenza del Paese.

avvenire.it | 16 agosto 2016

Rompiamo il silenzio sull’Africa

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

di Padre Alex Zanotelli | aleteia.org | 16 agosto 2016

Perché rimango nella Chiesa? Leggete come rispondeva il cardinal Ratzinger

Sono nella Chiesa perché credo che, ora come prima a prescindere da noi, dietro la “nostra Chiesa” vive la “Sua Chiesa” e che io non posso stare vicino a Lui se non rimanendo vicino e dentro alla Sua Chiesa. Sono nella Chiesa perché, nonostante tutto, credo che nel profondo essa non sia nostra, bensì proprio “Sua”.

Rizzoli | aleteia.org | 3 agosto 2017

Padre Paolo Dall’Oglio, quattro anni fa il suo rapimento. Parla il fratello Pietro, “viviamo nell’attesa”

Il 29 luglio 2013 veniva sequestrato a Raqqa (Siria) il padre gesuita Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità monastica siriana di Mar Musa. In questi quattro anni, sulla sua sorte si sono rincorse tante voci, senza nessuna conferma. Il suo rapimento non è mai stato rivendicato. Il sacerdote si era recato nella città capitale siriana dello Stato Islamico (Isis) per prendere parte, il 28 luglio, a un raduno promosso da studenti locali. Il giorno dopo il gesuita si recò nel quartier generale dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria per poi scomparire senza lasciare traccia. A quattro anni dal suo rapimento il Sir ha intervistato il fratello del gesuita, il musicista Pietro Dall’Oglio.

di Daniele Rocchi | agensir.it | 28 luglio 2017

La scrofa di Wittenberg

Sulla facciata della chiesa Santa Maria di Wittenberg c’è un bassorilievo, datato 1305, che raffigura un antico motivo antiebraico diffuso nell’area tedesca nel Medioevo, quello della Judensau, la scrofa degli ebrei. Ecco come lo descrive nel 1543, nel suo Shem Hamphoras, Martin Lutero, che in quella chiesa predicò: «Qui a Wittenberg si può vedere, sulla nostra Chiesa, una scrofa scolpita in pietra. Sotto di lei, dei porcellini e degli ebrei che ne succhiano il latte. Dietro di lei, un rabbino che solleva la sua zampa destra, ne tira la coda con la sinistra, si piega e contempla con zelo il Talmud sotto la groppa dell’animale, come se vi leggesse qualcosa di straordinario: un riferimento evidente al luogo dove si trova il loro Shem Hamphoras (il nome di Dio)». Il testo che lo spiega è, come il motivo iconologico che descrive, al tempo stesso virulento e osceno.

di Anna Foa | osservatoreromano.va | 26 luglio 2017

Il messaggio di Efeso

Di fronte alle imponenti rovine che coprono la valle dell’Efeso antica, nel caldo pomeriggio del 26 luglio una voce insistente c’inseguiva silenziosamente, mentre Paolo VI guardava e riguardava quei ruderi venerandi. La basilica del Concilio del 431, nella quale aveva pregato e parlato; il teatro che vide le folle eccitate dall’argentiere Demetrio in tumulto contro l’uomo di Tarso venuto a «turbare» l’artigianato e i traffici locali. La voce diceva le parole del capitolo iii della lettera paolina agli abitatori antichi della città spenta: il mistero, non compreso nelle età passate, è stato adesso rivelato dallo Spirito: «I gentili sono coeredi con noi, parte dello stesso corpo, partecipano con noi della promessa di Dio in Gesù Cristo». Ci pareva che quelle parole compendiassero il significato e il valore del pellegrinaggio che Paolo VI era sul punto di concludere, ripercorrendo le vie dell’Apostolo delle Genti. Anch’egli, certo, pensava alla grande invocazione al rinnovamento: «Vestitevi dell’uomo nuovo».

di Federico Alessandrini | osservatoreromano.va | 24 luglio 2017

«Mio figlio come Charlie, vivo malgrado tutto»

Parla la mamma di Emanuele, 9 anni, disabile. È affetto dalla stessa patologia del piccolo inglese. Un futuro incerto, ma trabocca di vita

di Lucia Bellaspiga | avvenire.it | giovedì 29 giugno 2017

Londra. Ultime ore per Charlie: domani l’ospedale stacca la spina

I genitori avevano chiesto di poterlo portare a casa, ma il Great Ormond Hospital di Londra ha rifiutato. Veglie di preghiera in decine di chiese di tutta Europa.

di Francesco Ognibene | avvenire.it |giovedì 29 giugno 2017

Il sapere di dover morire

Tutti i viventi, umani e non umani, muoiono. Ma solo gli umani, sostiene Borges, sono mortali. Il motivo? Siamo gli unici ad avere consapevolezza della nostra morte. Ciò che ci rende mortali non è la morte ma il sapere di dovere morire. Religioni e riti hanno qui la loro matrice naturale. Inevitabilmente, tutti — credenti e non credenti, teologi e scienziati, colti e incolti — ci interroghiamo sulla morte. Sull’argomento è da poco in libreria il libro di un non credente militante, Edoardo Boncinelli. Il titolo è già un programma, Io e Lei. Oltre la vita (Parma, Ugo Guanda Editore, 2017, pagine 192, euro 14). Lei è la morte.

di Franco Lo Piparo | osservatoreromano.va | 23 giugno 2017

“Sono qui per riconoscere la fedeltà al Vangelo di don Milani”

Francesco a Barbiana: «Non si tratta di cancellare la storia o di negarla» ma «la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire i poveri e la Chiesa stessa. Che anche io prenda l’esempio di questo bravo prete»

di Andrea Tornielli | vaticaninsider.lastampa.it | 20 giugno 2017

Don Milani sacerdote, non tribuno

Il Priore di Barbiana aiuta anche oggi a smarcarsi dalle «prove esibizionistiche dell’attivismo ecclesiastico» e dalle operazioni dei piccoli tribunali dottrinali mediatico-clericali che affliggono l’attuale stagione ecclesiale: «Delle mie idee non m’importa nulla. Perché io nella Chiesa ci sto per i sacramenti, non per le mie idee»

di Gianni Valente | vaticaninsider.lastampa.it | 20 giugno 2017

Niente salvezza senza risate

Nel mondo accademico vige da lungo tempo un rituale che ha la sua codificazione in un tomo, denominato solitamente con la lingua considerata più “scientifica”, il tedesco, Festschrift. Come è noto, si tratta di una miscellanea di articoli destinati a scandire qualche anniversario cronologico o di docenza di un cattedratico: in quelle pagine convergono saggi disparati, talora molto rilevanti, altre volte (bisogna confessarlo) fondi di cassetto rispolverati e rinverditi per l’occasione. Alla mia età sono spesso coinvolto per scriverne la necessaria prefazione generale. Mi è accaduto, perciò, lo scorso anno di stendere una premessa a una raccolta di studi dedicati a un teologo creativo che leggo sempre con interesse e che ho talora recensito anche nel nostro supplemento, il lombardo Roberto Vignolo.

di Gianfranco Ravasi | ilsole24ore.com | 17 giugno 2017

Lutero e l’ebraismo: una questione spinosa

Prima di accingerci allo studio specifico relativo alla posizione di Lutero in merito al popolo ebraico ed alla sua tradizione di fede e di pensiero, è opportuno stilare un profilo sintetico di quello che era il quadro offerto dalla società cristiana medievale in ordine alla questione che intendiamo affrontare ed approfondire.

di Alessandro Esposito | temi.repubblica.it/micromega-online | 13 giugno 2017

Londra. La Corte di Strasburgo prende tempo per decidere sulla vita di Charlie

La Corte europea di Strasburgo ha deciso di rimandare a lunedì 19 il verdetto sulla sorte di Charlie Gard, 10 mesi, affetto da una malattia genetica. I giudici inglesi chiedono di staccare la spina.

di Francesco Ognibene | avvenire.it! martedì 13 giugno 2017

L’icona russa che rivela il mistero della Trinità

Tenuta in grande considerazione sia da parte dei cristiani d’Oriente che da quelli d’Occidente, questa icona è una delle più profonde rappresentazioni mai prodotte della Trinità

Di Philip Koslosk| aleteia.org | Giu 09, 2017

Religioso silenzio

Errore nei termini, cliché storico, ignoranza delle istituzioni… Quale credente non si è mai irritato nel leggere o sentire, nei media, imprecisioni riguardanti la sua religione? Mentre le religioni occupano sempre più le prime pagine dell’attualità, si pone in maniera acuta la questione della mancanza di cultura religiosa tra i giornalisti e del suo corollario, la loro formazione in questo ambito nelle scuole di giornalismo, specialmente nelle quattordici riconosciute dall’ordine francese.

di Gauthier Vaillant | osservatoreromano.va | 9 giugno 2017

La riflessione. Il messaggio di don Milani: i poveri non possono esserci «stranieri»

Un incontro al Ministero dell’Istruzione offre l’occasione di riproporre un brano del sacerdote di Barbiana da “L’obbedienza non è più una virtù” (1965) con il commento di Marco Tarquinio

di Marco Tarquinio | avvenire.it | 6 giugno 2017

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Friggo pensieri, mangio parole, brucio i ricordi peggiori.

Ivano Mingotti

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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