«Solo in Cristo c’è salvezza. Attenti alle nuove eresie»

Il destino finale dell’uomo, cui Dio chiama tutti, è la salvezza integrale dell’anima e del corpo. Una meta che la creatura umana però non può ottenere con le sue sole forze ma passa attraverso Cristo, la via che ci porta a Dio. E il luogo dove riceviamo la salvezza è la Chiesa. Questo il messaggio centrale della Lettera “Placuit Deo” indirizzata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi «su alcuni aspetti della salvezza cristiana». A firmarla, con l’approvazione del Papa, il prefetto del dicastero, l’arcivescovo Luis F.Ladaria e il segretario, l’arcivescovo Giacomo Morandi.

di Riccardo Maccioni | avvenire.it | 1 marzo 2018

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Zen: “Questo accordo è una resa, una svendita, un suicidio”

Un sacerdote della Cina continentale ha condiviso le sue personali opinioni con dei laici, a proposito delle polemiche provocate dai negoziati tra Cina e Vaticano. Alcuni di essi mi hanno espresso il loro disagio e la loro perplessità. Visto che sono più vecchio di molti fedeli, sento il dovere di esprimere le mie posizioni; anche perché credo di avere il diritto di potermi difendere, viste le tante accuse di cui sono fatto segno.

del Card. G. Zen | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 25/02/18

Il sacrificio del nostro padre Abramo.

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce» (Gen 22,1-2.9.10-13.15-18).

“Un Padre della Chiesa”, Verona ricorda Romano Guardini

L’1 ottobre 1968 mancava a Monaco di Baviera Romano Guardini, il filosofo e teologo italiano per nascita, tedesco per formazione, europeo per vocazione, definito dalla sua biografa Hanna-Barbara Gerl «un Padre della Chiesa del XX secolo». Nel cinquantenario della sua scomparsa, in Italia, in Germania, e in altri Paesi, soprattutto europei, sono già iniziati diversi convegni dedicati all’approfondimento dell’eredità del suo pensiero che ha influito su generazioni di cattolici. Ora a celebrarlo è Verona, la città dove Guardini nacque il 17 febbraio 1885 («Nelle vicinanze dell’Arena, il cui possente ovale ci ricorda la nostra continuità con l’antichità classica», com’era solito ripetere) e dove fu battezzato il 3 maggio successivo.

di Marco Roncalli | lastampa.it/vaticaninsider/ita | 20 febbraio 2018

Come essere oggi “minoranza creativa”. L’esempio dei cristiani dei primi tre secoli

Il cristianesimo è stato, almeno per tutti i primi tre secoli della sua storia, quello che in termini sociologici può essere definito come un gruppo minoritario, anche se in forte crescita.

di Leonardo Lugaresi | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 17 febbraio 2018

Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.

Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze (1Pt 3, 18 – 22).

La Cina inventata da Mons. Sánchez Sorondo. Scoperto un suo diario di mezzo secolo fa

“Posso capire che, nella foga di volere gli accordi fra Cina e Vaticano, si straveda e si esaltino la cultura cinese, il popolo cinese, la mentalità cinese, come fa papa Francesco. Ma presentare la Cina come modello…”.
Trasecola padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia Asia News del Pontificio Istituto Missioni Estere, nel commentare i giudizi del vescovo argentino Marcelo Sánchez Sorondo, fresco reduce da un viaggio in Cina.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it |10 febbraio 2017

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte (Mc 1, 40 – 45).

Notti di affanno mi sono state assegnate

Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”.
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,
svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene» (Gb 7, 1 – 4. 6 – 7).

Non posso lasciarli soli

Il riconoscimento del martirio del venerabile Teresio Olivelli, ratificato dal Papa con decreto del 16 giugno 2017, ha accelerato i tempi della beatificazione, che si tiene il 3 febbraio prossimo a Vigevano. Monsignor Paolo Rizzi, postulatore della causa di beatificazione, redattore della Positio super virtutibus e della Nova positio super martyrio, autore di una Via crucis con Teresio Olivelli, nel libro Non posso lasciarli soli, vado con loro. Il martirio del beato Teresio Olivelli (Torino, Effatà Editrice, 2017, pagine 79, euro 7), ne illustra i tratti essenziali della biografia e della spiritualità.

di Antonella Lumini | osservatoreromano.va | 1 febbraio 2018

Svelati i segreti del penultimo manoscritto di Qumran

Due ricercatori universitari di Haïfa (Israele) hanno ricostruito i contenuti di uno degli ultimi rotoli di Qumran ancora da interpetare. Contiene notizie sul calendario esseno e le sue feste.

di Christophe Lafontaine | aleteia.org | 29 gennaio 2018

Insegnava loro come uno che ha autorità

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea (Mc 1, 21 – 28).

La fragilità di Dio

Il passo di 1 Corinzi 1,25 – «Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini» – ha sempre procurato, tanto lungo i secoli come nel tempo presente, lo stesso inesauribile stupore. L’apostolo vi affronta nientemeno che lo sconcertante tema della fragilità di Dio. E lo fa in un modo indimenticabile.

di Jose Tolentino Mendonca | osservatoreromano.va | 22 gennaio 2018

Atenagora, il Bergoglio dell’Ortodossia

Mezzo secolo fa, il 25 luglio 1967, a Istanbul, il cammino ecumenico visse un evento storico: il secondo incontro tra Paolo VI e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora. E nell’occasione di questo anniversario Eliana Versace, storica della Chiesa, ha pubblicato sul “Notiziario” dell’Istituto Paolo VI di Brescia due documenti di eccezionale interesse.

di Sandro Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 19 gennaio 2018

Interpretare e trasmettere

onaventura da Bagnoregio nella posterità: traduzioni, riusi e problemi aperti è il titolo del convegno tenutosi il 15 e 16 gennaio scorsi presso la Pontificia università Antonianum di Roma. Tra gli intervenuti, Massimiliano Lenzi, Andrea Di Maio, Paolo Vian, Fortunato Iozzelli, Alessandro Ghisalberti e Barbara Faes, della cui relazione pubblichiamo alcuni stralci.

di Barbara Faes | osservatoreromano.va| 19 gennaio 2018

È morto Michele Gesualdi, testimone di don Milani

No, su don Milani ‘non si sdottora’. Si può essere solo testimoni e figli del priore del ‘nulla’ di Barbiana che apriva gli occhi al mondo con alfabeto e Vangelo. Michele Gesualdi, che si è spento ieri pomeriggio a 75 anni nella sua casa, posta ai piedi di San Donato a Calenzano, altro luogo decisivo nella vita e nella geografia di don Milani, è stato testimone vero di don Lorenzo.

di Michele Brancale | avvenire.it | 19 gennaio 2018

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece (Gio 3, 1 – 5. 10).

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole (1 Sam 3,3 – 10. 19).

Gli intellettuali del Novecento affascinati da Cristo

La cultura del XX secolo si è allontanata dalla religione ma ha tenuto alta l’attenzione per la spiritualità: da Russell a Borges, da Wittgenstein a Gould

di Gianfranco Ravasi | avvenire.it | 11 gennaio 2018

Il trionfo dei Magi

L’adorazione dei Magi trova una traduzione figurata nella più antica arte cristiana, a cominciare dall’essenziale affresco della cappella greca nelle catacombe romane di Priscilla degli anni centrali del III secolo, che mostra unicamente la Madonna seduta in cattedra, con il Bambino sul grembo, che accoglie tre uomini in tunichetta che si affrettano urgentemente a recare i doni. Qui, le immagini sono ridotte a silhouettes appena animate, dando luogo a una sorta di illustrazione di un fumetto, con le figure, realizzate, secondo una poverissima gamma cromatica, che interessa i toni del rosso cinabro, della terra verde e dell’ocra, ritagliate, come in un infantile collage, per essere applicate al fondo rosso pompeiano, che interessa il vano più interno della cappella.

di Fabrizio Bisconti | osservatoreromano.va | 5 gennaio 2018

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

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