In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando (Gv 1, 6 – 8. 19 – 28) .

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Il Sacro romano impero tra dramma e necessità

L’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta nel Natale dell’800, non è solo l’evento centrale del medioevo, ma anche uno di quei rari avvenimenti di cui, presi singolarmente, si può dire che, se non fossero accaduti, la storia del mondo sarebbe stata diversa.

di Gabriele Nicolò | osservatoreromano.va | 13 dicembre 2017

La crisi delle scuole paritarie: studenti giù del 13% in cinque anni
«Non chiamateci private»

Quattrocentoquindici scuole chiuse in poco meno di due anni, studenti crollati del 13% dal 2012, quando gli iscritti erano più di un milione e oggi se ne contano poco più di 900 mila. Hanno chiuso i battenti Bianchi di Napoli, il Sacro Cuore di Genova, il Gonzaga di Palermo, il Leonardo da Vinci a Catania, le Suore Francescane di Gesù Bambino di Milano, il Beata Maria de Mattias di Firenze, l’Istituto Suore oblate del Divino Amore di Roma. E l’elenco potrebbe continuare. Resistono 12.966 scuole paritarie sul territorio italiano, pari a poco più del 33% del totale delle scuole (55 mila), e la parabola in discesa non sembra essere destinata a interrompersi: basta dare una scorsa alle centinaia di licenziamenti collettivi che i sindacati stanno trattando, ai contratti rivisti al ribasso, alle riduzioni di cattedre, per intuirlo. Il calo generalizzato di studenti, dovuto alla denatalità, e la crisi economica, che ha stretto i cordoni delle borse delle famiglie intenzionate a pagare una retta, sono solo una parte della spiegazione.

di Valentina Santarpia | corriere.it | 11 dicembre 2017

Preparate la via al Signore.

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40, 1 – 5. 9 – 11).

Salmo 97

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Chiese ortodosse in declino, tranne che in Etiopia. Un’inchiesta

Ben 100 dei 260 milioni di cristiani ortodossi di tutto il mondo vivono in Russia. Ma di essi solo il 15 per cento ritengono che la religione sia “molto importante” per la loro vita.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it | 4 dicembre 2017

I manoscritti inediti di Malaparte su Pio XI

Nell’anno del sessantesimo anniversario della morte di Curzio Malaparte, la casa editrice fiorentina Passigli ha dato alle stampe Muss. Ritratto di un dittatore. Una biografia sui generis dedicata al duce, iniziata nel 1931, mai completata definitivamente, e su cui il ‘maledetto toscano’, pochi anni prima di morire, ancora continuava a lavorare.

Nazareno Giusti | avvenire.it | giovedì 30 novembre 2017

Avvento 2017: sappiamo ancora cosa significa?

A noi il compito di non replicare l’esperienza di chi non si è accorto del suo passaggio, e di non farci sfuggire il kairos (Mc 13,33), il momento opportuno, quello in cui l’Avvento non riguarderà solo il suo ritorno, ma riguarda la venuta di Gesù di ogni giorno

di Giulio Michelini | agensir.it | 2 dicembre 2017

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!» (Mc 13, 33 – 37).

Sei single e desideri un fidanzato? Papa Francesco ti spiega perché devi pregare Sant’Antonio!

Papa Francesco incontra in Piazza San Pietro un gruppo di fedeli provenienti da Padova e racconta un aneddoto su Sant’Antonio, a cui si rivolgerebbero le ragazze argentine in cerca di un fidanzato.

Il video è stato pubblicato su Facebook il 16 novembre e da allora ha quasi raggiunto un milione di visualizzazioni e migliaia di condivisioni (La Repubblica, 23 novembre).

aleteia.org | 24 novembre 2017

Voi siete mio gregge, io giudicherò tra pecora e pecora

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri (Ez 34,11 – 12. 15 – 17).

Dimora per l’avvento di Cristo

Nel calendario delle Chiese di tradizione bizantina le feste della Madre di Dio hanno nei titoli appellativi spesso presi dall’Antico Testamento e basati su una lettura cristologica che collega la Madre di Dio al mistero della salvezza nell’incarnazione del Verbo di Dio. La festa del 21 novembre, l’Ingresso della Madre di Dio nel tempio, ha un’origine legata alla dedicazione di una chiesa nella città santa di Gerusalemme. Molti aspetti della festa, presenti nei testi liturgici, vengono dal Protovangelo di Giacomo, un apocrifo che ha avuto un influsso notevole nella liturgia sia in oriente che in occidente.

di Manuel Nin | Osservatoreromano.va | 20 novembre 2017

Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”» (Mt 25, 14 – 30).

Come finì lo scisma d’Occidente

Seicento anni fa, l’11 novembre 1417, a Costanza fu eletto papa Martino V, morto nel 1431. L’evento è davvero storico. Scegliendo il cardinale Oddone Colonna, i ventitré cardinali presenti al concilio di Costanza posero infatti fine al più lungo e drammatico scisma della cristianità occidentale.

di Agostino Paravicini Bagliani | osservatoreromano.va | 10 novembre 2017

La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.

La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro (Sap 6, 12 – 16).

Dicono e non fanno.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato» (Mt 23, 1 – 12) .

Critiche al Papa, botta e risposta dall’America

Un teologo della conferenza episcopale Usa scrive a Francesco, pubblica la lettera e dopo un colloquio con segretario dei vescovi si dimette. Un collega gli risponde ricordandogli l’istruzione “Donum veritatis”

di Andrea Tornielli | lastampa.it/vaticaninsider | 3 novembre 2017

Un teologo scrive al papa: C’è caos nella Chiesa, e lei ne è una causa

Thomas G. Weinandy è teologo tra i più noti e stimati e vive a Washington nel Collegio dei Cappuccini, l’ordine francescano al quale appartiene. È membro della commissione teologica internazionale, la commissione che Paolo VI volle a fianco della congregazione per la dottrina della fede perché questa si avvalesse del fior fiore dei teologi di tutto il mondo. Ed è membro di questa commissione dal 2014, ivi nominato da papa Francesco.

di S. Magister | magister.blogautore.espresso.repubblica.it |1/11/2017

Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (Ap 7, 2 – 4. 9 – 14).

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