Archivi per la categoria: Magistero

Quanta storia nascosta in un catechismo

Dall’Inghilterra edoardiana al Celeste impero

Tre secoli di storia del cristianesimo visti attraverso la lente dei catechismi, opere “di servizio”, apparentemente aride e scarne nella loro funzionalità manualistica; in realtà una miniera di informazioni interessanti per lo storico.

di Silvia Guidi | osservatoreromano.va | 3 luglio 2015

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ENCICLICA LAUDATO SI’/ Franco Cardini: Bergoglio, vero Francesco moderno

Mai come nell’enciclica Laudato si’ il filo ispiratore che lega papa Bergoglio a san Francesco d’Assisi è stato più evidente. Non a caso papa Francesco ha voluto che le prime parole fossero quelle del Cantico delle creature, composto da Francesco d’Assisi nel 1224.

Intervista di Federico Ferraù a Franco Cardini | ilsussidiario.net | 22 giugno 2015

Papi inesistenti

Pubblichiamo quasi integralmente, in una nostra traduzione, un articolo uscito su «Abc» del 18 maggio scorso. «La difesa del capitalismo fa parte del nucleo della dottrina sociale della Chiesa?» si chiede provocatoriamente lo scrittore spagnolo, premio Planeta 1997, commentando alcuni recenti attacchi a Papa Francesco. In realtà, continua Prada, da settori neocon e filo-liberali si cerca di far passare tra i cattolici più distratti la convinzione che le dichiarazioni di Bergoglio su questioni sociali ed economiche sostengano tesi marxiste, diffondendo anche in questo modo un’immagine falsa del Pontefice.

di Juan Manuel de Prada | osservatoreromano.va | 20 maggio 2015

Oriente e Occidente di fronte al mistero della Trinità

Nella seconda predica di Quaresima, padre Cantalamessa analizza il diverso modo da parte di Cattolici e Ortodossi di esprimere il mistero trinitario e il comune bisogno di adorarlo

Citta’ del Vaticano,  06 Marzo 2015  (Zenit.org)  Federico Cenci

«Ecco perché i cattolici non usano i metodi naturali»
I cattolici e la paternità responsabile
Il clima culturale, la diffidenza del mondo medico, l’ostilità dei media. Fisichella: «C’è un boicottaggio laicista». Dopo le parole del Papa su «conigli» e «paternità responsabile», un’inchiesta sui modi per conoscere la fertilità
di Mauro Pianta,
vaticaninsider.lastampa.it,
11/02/15

Cambiamo i dogmi?
L’affermazione di Baldisseri è molto forte, ma è vera? Per prima cosa vediamo il significato della parola dogma
“Baldisseri, prosegue Voice of the Family, in risposta a un sostenitore pro-famiglia preoccupato, ha comunicato ai delegati che non dovremmo essere “scioccati” dai teologi che contraddicono l’insegnamento della Chiesa. Il Cardinale ha affermato che i dogmi possono evolvere e che sarebbe inutile tenere un Sinodo semplicemente per ripetere quello che è stato sostenuto; ha inoltre suggerito che, per il semplice fatto di essere stato posto 2000 anni fa, non significa che un paradigma non possa essere posto in discussione”.
Autore: Mondinelli, Andrea Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it – 30/01/15

Dialogo tra le religioni. La “Dominus Iesus” di nuovo sotto accusa
Le accuse hanno preso spunto dalla pubblicazione postuma di due testi del teologo Jacques Dupuis. E mirano a colpire i due autori di quel documento: Joseph Ratzinger e Giovanni Paolo II. Ma il papa emerito risponde colpo su colpo
di Sandro Magister,
chiesa.espresso.repubblica.it,
11/01/15

Toni Negri in Vaticano, ma i licenziati nessuno li ascolta.
C’è la dottrina sociale della Chiesa. Ma poi c’è da metterla in pratica. C’è l’affermazione apodittica del diritto al lavoro. Ma poi si impongono decisioni che il lavoro lo tolgono, per quanto santamente motivate.
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
04/11/14

Ratzinger e i limiti del potere
Ho riletto in questi giorni alcuni dei principali scritti di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI sul potere, la politica e la legge, mirabilmente raccolti in un volume da Stefano Fontana (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, Edizioni Cantagalli). Ad accompagnarmi in questa lettura un’immagine e un pensiero fisso. L’immagine è quella di Benedetto XVI, ormai papa emerito, avvolto nella sua bianca e quasi commovente fragilità. Il pensiero fisso è quello di una straordinaria forza spirituale e intellettuale, la cui luce abbagliante sembra come tenuta a bada per consentirle di illuminare almeno quel poco che il nostro tempo riesce a comprendere e di cui ha bisogno, in attesa (ci vorranno molti anni) che se ne schiuda tutta la portata teologica, filosofica e politica.
di Sergio Belardinelli,
ilsussidiario.net,
15/05/14

La gioia del Vangelo
Ciò che ho espresso in questo documento ha un significato programmatico e conseguenze importanti
Pubblicata l’esortazione apostolica di Papa Francesco che vuole indicare il cammino della Chiesa nei prossimi anni
Papa Francesco ha «un sogno». Quello di una Chiesa incamminata senza indugio sulla strada della «conversione pastorale e missionaria»: un atteggiamento personale e comunitario «capace di trasformare» nel profondo consuetudini, stili, linguaggio, strutture, orientandoli verso l’evangelizzazione piuttosto che verso «l’autopreservazione».
Il testo integrale dell’esortazione apostolica
osservatoreromano.va,
27/11/13

Sinodo per la Famiglia: il Documento preparatorio
Testo integrale del documento per la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi del 5-19 ottobre 2014
E’ stato presentato oggi il testo del Documento preparatorio per la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, che si svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014. Di seguito il testo integrale
Citta’ del Vaticano, 05 Novembre 2013 (Zenit.org)

Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel
mondo contemporaneo (Nn. 78)

Promuovere la pace

La pace non è semplicemente assenza di guerra, né si riduce solamente a rendere stabile l’equilibrio delle forze contrastanti e neppure nasce da un dominio dispotico, ma si definisce giustamente e propriamente «opera della giustizia» (Is 32,17). Essa è frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo fondatore. È un bene che deve essere attuato dagli uomini che anelano ad una giustizia sempre più perfetta.
Il bene comune del genere umano è regolato nella sua sostanza dalla legge eterna, ma, con il passare del tempo, è soggetto, per quanto riguarda le sue esigenze concrete, a continui cambiamenti. Perciò la pace non è mai acquisita una volta per tutte, ma la si deve costruire continuamente. E siccome per di più la volontà umana è labile e, oltre tutto, ferita dal peccato, l’acquisto della pace richiede il costante dominio delle passioni di ciascuno e la vigilanza della legittima autorità.
Tuttavia questo non basta ancora. Una pace così configurata non si può ottenere su questa terra se non viene assicurato il bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi in tutta libertà e fiducia le ricchezze del loro animo e del loro ingegno. Per costruire la pace, poi, sono assolutamente necessarie la ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli, l’impegno di ritener sacra la loro dignità e, infine, la pratica continua della fratellanza. Così la pace sarà frutto anche dell’amore, che va al di là di quanto la giustizia da sola può dare.
La pace terrena, poi, che nasce dall’amore del prossimo, è immagine ed effetto della pace di Cristo che promana da Dio Padre. Infatti lo stesso Figlio di Dio, fatto uomo, principe della pace, per mezzo della sua croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio e, ristabilendo l’unità di tutti in un solo popolo e in un solo corpo, ha distrutto nella sua carne l’odio (cfr. Ef 2,16; Col 1,20.22). Nella gloria della sua risurrezione ha diffuso nei cuori degli uomini lo Spirito di amore.
Perciò tutti i cristiani sono fortemente chiamati a vivere secondo la verità nella carità» (Ef 4,15) e a unirsi con gli uomini veramente amanti della pace per implorarla e tradurla in atto.
Mossi dal medesimo Spirito, non possiamo non lodare coloro che, rinunziando ad atti di violenza nel rivendicare i loro diritti, ricorrono a quei mezzi di difesa che sono del resto alla portata anche dei più deboli, purché questo si possa fare senza ledere i diritti e i doveri degli altri o della comunità.

La forza della grazia
Indissolubilità del matrimonio e dibattito sui divorziati risposati e i sacramenti
Dopo l’annuncio di un sinodo straordinario che si terrà nell’ottobre del 2014 sulla pastorale della famiglia, si sono succeduti interventi diversi, in particolare circa la questione dei fedeli divorziati risposati. Per approfondire con serenità il tema, che è sempre più urgente, dell’accompagnamento pastorale di questi fedeli in coerenza con la dottrina cattolica, pubblichiamo un ampio contributo dell’arcivescovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.
di Gerhard Ludwig Müller,
osservatoreromano.va,
23/10/13

Quando Bergoglio sconfisse i teologi della liberazione
Un vescovo che fu testimone diretto dello scontro ne racconta lo svolgimento e la posta in gioco. Se poi Francesco fu eletto papa, lo si deve anche a ciò che accadde nel 2007 ad Aparecida
di Sandro Magister,
chiesa.espressonline.it,
01/10/13

Se il Papa ricorda l’esistenza del diavolo
Francesco lo ha già citato varie volte, «Civiltà Cattolica» critica chi nella Chiesa lo riduce a «pura metafora, banalizzandolo»
«Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del demonio». Così Papa Francesco nell’omelia della sua prima messa da Pontefice, celebrata nella Cappella Sisitina all’indomani dell’elezione. Il nuovo vescovo di Roma, venuto «dalla fine del mondo», ha citato più volte il diavolo nella sua predicazione. In piazza San Pietro il 24 marzo, celebrando la Giornata della Gioventù, ha ricordato che la gioia del cristiano deriva non dal possedere molte cose ma dall’incontro con Gesù, «dal sapere che con lui non siamo mai soli, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! E in questo momento viene il nemico, viene il diavolo». Mentre il 4 maggio, durante la messa mattutina a Santa Marta, riflettendo della persecuzione dei cristiani, Francesco ha parlato dell’«odio del Principe di questo mondo verso quanti sono stati salvati e redenti da Gesù».
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it,
20/08/13

Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)

Santo e glorioso è il corpo della Vergine Maria

I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.
San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».
San Germano di Costantinopoli pensava che l’incorruzione e l’assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell’immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che l’aveva generato, uguale a se stesso nell’incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l’Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm capp. 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell’Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15, 54, cfr. Os 13, 14).
In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.

Nietzsche aveva torto
Le scoperte di Jun Jiang sul cromosoma 21
La recente scoperta pubblicata lo scorso 17 luglio dalla rivista «Nature» rende in qualche modo giustizia a Jérôme Lejeune lo scopritore della causa della sindrome di Down (trisomia del cromosoma 21). La sua vocazione di ricercatore mai disgiunta da quella di medico rivolto ad assistere amorevolmente i malati lo aveva portato a dire: «Se dovessi trovare la cura per la trisomia 21 allora questo porterebbe a scoprire una cura per tutte le altre malattie che hanno un’origine genetica. I pazienti mi stanno aspettando, devo trovarla».
di Augusto Pessina,
osservatoreromano.va,
25/07/13

LETTERA ENCICLICA LUMEN FIDEI
DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO
AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI
ALLE PERSONE CONSACRATE
E A TUTTI I FEDELI LAICI
SULLA FEDE
vatican.va,
05/07/13

Il Papa: «Uscirà un’enciclica a quattro mani»
Francesco ne ha parlato a braccio di fronte ai membri del consiglio ordinario del Sinodo. Con i quali ha parlato di collegialità
L’enciclica sulla fede sulla quale Benedetto XVI aveva cominciato a lavorare nei mesi precedenti la sua rinuncia, uscirà «a quattro mani». Lo ha detto stamattina parlando a braccio Papa Francesco, di fronte ai membri del consiglio ordinario del Sinodo ricevuti in un’udienza che si è trasformata in una riunione di lavoro e che ha posto particolarmente a centro il tema della «sinodalità».
di Andrea Tornielli,
vaticaninsider.lastampa.it,
13/06/13

Dalla Costituzione dogmatica «Lumen gentium» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa (Nn. 4. 12)

La missione dello Spirito Santo nella Chiesa

Dio Padre affidò al suo Figlio una missione da compiere sulla terra (cfr. Gv 17, 4). Quando fu espletata, venne il momento della Pentecoste. Allora fu inviato lo Spirito Santo per operare senza posa la santificazione della Chiesa, e i credenti avessero così per Cristo accesso al Padre in un solo Spirito (cfr. Ef 2, 18). Questi è lo Spirito che dà la vita, è la sorgente di acqua zampillante per la vita eterna (cfr. Gv 4, 14; 7, 38-39); per lui il Padre ridà la vita agli uomini, morti per il peccato, e un giorno risusciterà in Cristo i loro corpi mortali (cfr. Rm 8, 10-11). Lo Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio (cfr. 1 Cor 3, 16; 6, 19) e in essi prega e rende testimonianza della adozione filiale (cfr. Gal 4, 6); Rm 8, 15-16 e 26). Egli guida la Chiesa verso tutta intera la verità (cfr. Gv 16, 13), la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cfr. Ef 4, 11-12; 1 Cor 12, 4; Gal 5, 22). Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, la rinnova continuamente e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo. Infatti lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni! (cfr. Ap 22, 17).
La Chiesa universale si presenta come «un popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
La comunità cattolica dei fedeli, consacrati dall’unzione dello Spirito Santo (cfr. 1 Gv 2, 20.27), non può sbagliare nel credere. Il popolo di Dio gode di questa infallibilità quando nel suo insieme, comprendente gerarchia e laici, esprime il suo consenso universale in materia dottrinale e morale.
Per la coscienza della fede, formata con l’assistenza e il sostegno dello Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del sacro magistero, al quale fedelmente si conforma, accoglie non la parola degli uomini ma, qual è in realtà, la parola di Dio (cfr. 1 Ts 2, 13), aderisce indefettibilmente «alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi» (Gd 3), con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita.
Lo Spirito Santo, per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, santifica il popolo di Dio, lo guida e lo adorna di virtù. Inoltre, «distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui» ( 1Cor 12, 11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie incombenze e missioni utili al rinnovamento della Chiesa e al suo sviluppo. E’ ciò che dice la Scrittura: «A ciascuno… la manifestazione dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio» ( 1 Cor 2, 7). Questi carismi, straordinari o anche più semplici e più largamente diffusi, sono appropriati alle necessità della Chiesa e perciò si devono accogliere con gratitudine e gioia.

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