Suore non «vispe Terese

Una Chiesa capace di umorismo è balsamo benefico per questo occidente triste e malinconico, ammalato di narcisismo». Con questa affermazione cominciava l’intenso colloquio di Cristina Uguccioni con madre Ignazia Angelini, religiosa benedettina, pubblicato su questo giornale il 2 maggio 2005. Dopo averlo riletto, abbiamo bussato alle porte dell’Abbazia di Viboldone, provincia di Milano, di cui madre Ignazia è stata abbadessa dal ‘96 fino a oggi, per chiederle di tornare sul tema. Nata nel 1944, madre Angelini è marchigiana e milanese di adozione. Nel 1964 entra in monastero a Viboldone, interrompendo gli studi universitari che riprenderà anni dopo. Nel 1979, la Licenza in teologia, nel 1980 è nominata maestra delle novizie. Dal 1984, per dieci anni, insegna teologia monastica alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, su indicazione del card. Martini. Poi, nel ’96 l’elezione ad abbadessa della Comunità e quest’anno le dimissioni, secondo le norme delle Costituzioni.

di Fabio Colagrande | osservatoreromano.va | 29 agosto 2019

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