Un carnevale a rovescio

«E allora noi, uomini del sottosuolo, intoneremo dalle viscere della terra un tragico inno a Dio che dà la gioia!»; il sottotitolo del grido di battaglia dello SponzFest 2019, «Sottaterra», giunto alla sua settima edizione, è una frase di Dimitrji Karamazov. Non ci saranno solo concerti, durante il festival organizzato da Mariangela Capossela e dal suo più celebre fratello cantautore, poeta e scrittore («è lei la vera artista in famiglia» ripete sempre Vinicio). Quest’anno «in un tempo di rinnovate pestilenze» il canto del sottosuolo prende la forma di un corteo con il progetto Trenodía, un’opera d’arte itinerante che ha lo scopo di trasformare la lamentela in pianto rituale, il piagnisteo in altisonante lamentazione collettiva — come si legge nel sito della rassegna — un corteo di centinaia di prefiche, «una lamentazione funebre all’aperto» che percorrerà le strade di tre regioni italiane.

Di Silvia Guidi