Nella giusta misura

Immaginate: dopo la preghiera dell’ora media, o la sera all’imbrunire, dopo il vespro, al suono della campanella i monaci depongono cocolle e mantelli nell’atrio accanto al lavabo. In assoluto silenzio, si dispongono in ordine dietro all’abate, per fare il loro ingresso in refettorio per il pranzo o la cena. In piedi davanti al tavolo pregano insieme; quindi ognuno si siede al proprio posto e dispiegano il tovagliolo. Regna il silenzio. Con un tocco del campanello, l’abate dà il segnale: un monaco inizia a servire le pietanze accuratamente preparate in cucina; l’incaricato della settimana legge ad alta voce un brano della Bibbia e altri testi edificanti, mentre tutti iniziano a mangiare. Questa cerimonia di accesso al refettorio e al pasto si ripete ormai da secoli nelle grandi abbazie benedettine, come nei piccoli monasteri, secondo le norme stabilite da san Benedetto nella sua Regula. Composta dopo il 529 per la nascente comunità monastica di Montecassino, la Regola contiene le norme che governano tutti gli aspetti della vita spirituale e materiale del monaco e dell’intera comunità per giungere alla perfetta unione con Dio.

di Giustino Farnedi | osservatoreromano.va | 10 luglio 2019