Grande perché si è fatto piccolo

Leggere l’Autobiografia di Ignazio di Loyola (1491-1556) è un’esperienza, indispensabile, per tutti coloro che abbiano voglia di intraprendere una conoscenza, personale e diretta, con il santo basco. Ed è bene usare tale espressione in quanto il testo non rappresenta solo un semplice racconto, cronologicamente, distribuito in paragrafi, ma un percorso che va ben oltre. Non è un elogio, sperticato e melenso delle proprie virtù bensì è qualcosa di differente. La vita di quest’uomo è stata un viaggio all’interno di un mondo, inesplorato e vasto, come la coscienza dell’uomo, inserita in una dimensione temporale e spaziale. Pierre Teilhard de Chardin, gesuita e scienziato, sosteneva che l’esistenza umana è un’esperienza spirituale immessa in una realtà terrena. E ciò è, perfettamente, riscontrabile nella vita del santo. Quest’uomo ostinato, sicuro, intraprendente ma anche preciso fino all’inverosimile, fu assillato da un unico e costante ideale: la scoperta della volontà di Dio nella propria vita.

di Gianluca Giorgio | osservatoreromano.va | 22 marzo 2019

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