L’abbraccio degli uguali

La particolare integrazione dei cristiani nel tessuto sociale della tarda antichità è rappresentato quasi in presa diretta da alcune suggestive testimonianze dell’epoca. Così, ad esempio, nella lettera A Diogneto — un testo che ci cala nel vissuto quotidiano alessandrino tra il II e il III secolo — si rievoca la condizione e la diffusione dei cristiani nelle città dell’orbis Christianus antiquus: «I cristiani non si distinguono dagli altri uomini, né per territorio, né per lingua, né per le consuetudini di vita. Non abitano città proprie, non usano un linguaggio particolare, non conducono uno speciale genere di vita… Disseminati nelle città elleniche e barbare, dove a ognuno è toccato vivere, si vestono secondo abitudini locali e mangiano gli stessi cibi» (n.6).

di Gianfranco Ravasi | osservatoreromano.va | 12 ottobre 2018