Film: «Aquile randagie». Lo scautismo al tempo della Resistenza

La storia comincia con don Giovanni Barbareschi, vestito di nero ma senza collarino ecclesiastico, che bussa alla porta di una baita sulle montagne della Valtellina e prende in consegna un ufficiale tedesco. I due si arrampicano da soli lungo un irto sentiero che li porterà dopo ore di cammino in Svizzera. Siamo nell’ottobre del 1945, la guerra è finita, l’Italia liberata dagli oppressori. L’ufficiale è un “pezzo grosso”, si tratta infatti del colonnello delle “Ss” Eugen Dollmann, capo dei servizi segreti nazisti in Italia, traduttore personale di Hitler e in seguito informatore degli alleati (a Lugano avrebbe organizzato la resa dei tedeschi). Un abile mediatore che, dopo il conflitto, diventerà agente segreto della Cia

di Fulvio Fulvi | avvenire.it | 28 agosto 2018

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