Vatican Chapels

E dopo? “Ci sono forse tre possibilità – spiega il cardinale Gianfranco Ravasi – la prima riguarda il demanio e la decisione di tenerle in maniera stabile in questo spazio nel bosco, come una sorta di pellegrinaggio religioso laico per chi vuole vivere questa esperienza. La seconda è che i costruttori o gli architetti ritirino la loro cappella e la collochino in un loro luogo oppure la offrano a una comunità, ma in questo caso il percorso sarebbe disperso. La terza possibilità, ma è ancora sospesa, sarebbe l’interessamento di una delegazione polacca di Kielce, tra Varsavia e Kracovia, che sarebbe pronta a ritirale tutte per ricomporle insieme in un parco”. L’oggetto, o per meglio dire gli undici oggetti, sono le Vatican Chapels che fino al 25 di novembre nessuno sposterà dall’Isola di San Giorgio Maggiore gestita dalla Fondazione Cini. Per la Santa Sede è la prima volta, aveva partecipato a due Biennali d’Arte ma mai a quella dedicata all’Architettura.

di Paola Bulbarelli | il foglio.it | 3 giugno 2018