Diventare gesuita

Non si tratta del primo libro che ripercorre la storia dei gesuiti attraverso quella fonte unica e straordinaria che sono i loro testi autobiografici, conservati ancora oggi in numero considerevole nell’archivio della curia generalizia, ma certo si tratta della ricerca che — per la grande competenza storica dell’autore — sviluppa meglio il significato e il ruolo che i gesuiti, e quindi la Compagnia, hanno svolto per l’intera cultura, non solo europea. Se già in lavori passati era stato sottolineato il fascino dirompente che la proposta dei gesuiti, così nuova e avventurosa, aveva esercitato sulla gioventù dell’età moderna, l’ultimo libro di Adriano Prosperi (La vocazione. Storie di gesuiti tra Cinquecento e Seicento, Torino, Einaudi, 2016, pagine XIX + 250, euro 25,50) ne approfondisce ogni aspetto, permettendo così di ripensare alla storia dei gesuiti nel suo complesso, e di arrivare fino alla vocazione del cardinale Martini, modello nuovo che segue un copione antico, e perfino portarci a capire meglio Papa Francesco.

di Lucetta Scaraffia | osservatoreromano.va | 13 agosto 2016

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