Da Costantinopoli alla rete
Attorno all’anno 330 l’imperatore Costantino scriveva al vescovo Eusebio di Cesarea invitandolo a provvedere «a far trascrivere da copisti esperti e ben esercitati in questa tecnica cinquanta volumi delle Sacre Scritture, in pergamena finemente lavorata, che siano maneggevoli e di facile consultazione». Aggiungeva quanto l’allestimento e l’utilizzo di quei volumi sarebbero stati «indispensabili per la Chiesa»; assicurava inoltre di aver già dato indicazioni al responsabile generale dell’amministrazione perché si impegnasse a procurare quanto occorreva alla trascrizione di quei testi; autorizzava infine Eusebio a servirsi di due carri della posta pubblica per mandare a Costantino i volumi una volta confezionati.
di Cesare Pasini,
osservatoreromano.va,
16/02/15