Eliot oltre la desolazione
«Aprile è il mese più crudele, genera/ lillà da terra morta, confonde/ memoria e desiderio, risveglia/ le radici sopite con la pioggia di primavera». È l’inizio del poema epocale del Novecento, uscito nel 1922, con cui Thomas Stearns Eliot, autore di opere già memorabili, scrive l’epopea di un secolo. La terra desolata è un titolo eloquente, manifesta la rappresentazione di un mondo disanimato, letteralmente “desolato”. Con questo libro che affronta un momento di buio d’anima dell’uomo occidentale Eliot entra nella storia. Moriva il 4 gennaio 1965, cinquant’anni fa, il massimo poeta del Novecento. Nato americano, volle diventare inglese, o meglio ridiventare europeo, volle essere conservatore in senso nobile, per aderire all’Europa, volle essere cristiano.
di Roberto Mussapi,
avvenire.it,
02/01/15