Gli “occhi della guerra” di fronte agli orrori dell’Isis
Il giornalista di guerra Gian Micalessin racconta cosa ha visto nei territori controllati dai miliziani del Califfato e analizza l’atteggiamento dell’Europa rispetto alla persecuzione dei cristiani
Ha girato in lungo e in largo il pianeta, ha attraversato svariati scenari bellici e ha collaborato con alcune tra le più importanti testate internazionali. Da oltre trent’anni schierato nella prima linea del giornalismo di guerra, Gian Micalessin è rientrato da pochi giorni dal suo ultimo viaggio, unico occidentale ad aver messo piede in alcuni villaggi siriani assediati dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Davanti agli occhi – gli “occhi della guerra”, come si chiama il progetto di crownfunding journalism di cui fa parte insieme al collega Fausto Biloslavo – ha ancora i cumuli di macerie lasciati dai miliziani del Califfato e i volti sofferenti dei cristiani e dei curdi perseguitati. Realtà per troppo tempo ignorate dalla stampa mainstream europea, illusa dalla sirena delle cosiddette “primavere arabe”. È dall’analisi di questa illusione che nasce l’intervista che segue.
Roma, 05 Novembre 2014 (Zenit.org) Federico Cenci

Annunci