Resistenza e martirio nella Germania di Hitler
Dopo il fallito attentato al fürher, 70 anni fa, divenne più feroce la repressione degli oppositori interni
Venivano uccisi, ma non se ne doveva pubblicizzare la morte: proibiti gli annunci funebri e i necrologi sui giornali, i funerali sostituiti da cremazioni furtive e dispersione delle ceneri o da inumazioni in fosse comuni. Soltanto di alcuni, per “dare l’esempio”, si annunciava l’esecuzione con frasi di esecrazione per l’alto tradimento. Così erano caduti a migliaia i tedeschi antinazisti durante la tirannia di Adolf Hitler, cui se ne aggiunsero altri cinquemila, sacrificati alla vendetta del führer nell’autunno-inverno di settant’anni fa dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944.
di Angelo Paoluzi,
Agensir.it,
31/10/14