Nietzsche, paura eh?
A 170 anni dalla sua nascita, Ferraris e Onfray riesumano un bricolage filosofico che sa di muffa debole e parigina (Derrida & Co.). Tentativo fallito. Ecco perché
Il Nietzsche di Ferraris è una corda tesa tra Woody Allen e Joseph Goebbels, un pendolo che oscilla tra comico e tragico, un povero sofferente che trasfigura la sua condizione in diagnosi epocale
Che cosa ha veramente detto Nietzsche? Se lo chiedeva, nel 1975, l’intellettuale organico comunista Mazzino Montinari. In realtà non è proprio che se lo chiedesse: il punto interrogativo non c’era affatto e l’orgoglioso avverbio era persino rimarcato in corsivo sulla copertina dell’edizione Ubaldini, prima di scomparire nella riedizione del 1999, presso Adelphi, per dar luogo a un più prudente Che cosa ha detto Nietzsche. Una hybris doppiamente blasfema, visto che riguardava il filosofo che maggiormente aveva attaccato la “volontà di verità” e dato che il testo si poneva al centro di una vasta operazione di intorbidamento delle acque che proprio dalla “veridica” edizione Colli-Montinari prendeva le mosse.
di Adriano Scianca | ilfoglio.it | 07 Settembre 2014 ore 06:30

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