Franz Jägerstätter, lettere di pace e di fede
La scrittura è fitta, regolare. La grafia non conosce indecisioni, non inciampa in correzioni, non tradisce l’emozione. Eppure Franz Jägerstätter «scrive con le mani legate». Lo separano solo poche ore dalla morte, decretata nel 1943 da un tribunale di guerra di Berlino. La sua “colpa”? Quella di aver rifiutato, nella Germania precipitata nell’orrore del nazismo e della guerra, di imbracciare le armi. Il fermo, irremovibile “no” di questo contadino austriaco – attestato nel fascio di lettere indirizzate, a partire dal 1940 e interrotto solo dalla morte, alla moglie Franziska e per la prima volta tradotte in italiano in Una storia d’amore, di fede e di coraggio.
di Luca Miele,
avvenire.it,
21/08/2014

Annunci