Il giornalista decapitato dall’Isis scriveva: “La preghiera porta alla libertà”
In una lettera per una rivista universitaria, James Foley descriveva l’importanza avuta dalla recita del Rosario durante la sua detenzione in Libia, nel 2011

James Foley, il reporter americano decapitato da un aguzzino dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, “era profondamente cattolico, recitava il Rosario tutti i giorni e voleva lasciare il giornalismo al termine del suo reportage per dedicare il suo tempo al dialogo interreligioso”. Lo ha dichiarato, in un’intervista per Tgcom24, il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione che è stato in Iraq alcune settimane fa con una delegazione di vescovi francesi per incontrare i cristiani sfollati.

Roma, 21 Agosto 2014 (Zenit.org) Redazione

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