Mondo eterologo
Se il figlio è diventato un diritto, che diritti hanno i figli nati da “donatori”? La ricerca delle origini di chi si trova senza radici
In Italia i giudici costituzionali hanno eliminato il divieto della legge 40 di ricorrere a gameti (ovociti e seme) “estranei alla coppia”
Agathe (nome di fantasia) è una giovane avvocatessa parigina. Era il 2009 e aveva ventinove anni, quando seppe di essere stata concepita con il seme di un donatore anonimo: “Sono annientata. Sono come un castello di carte a cui sia stata tolta all’improvviso una delle basi: tutto è venuto giù”, ha detto al settimanale Point che l’ha intervistata. Accadde in una giornata che sembrava uguale a tante altre, con la famiglia riunita a tavola. La madre di Agathe, d’accordo con il marito, scelse quel momento per rivelare a lei e a suo fratello che l’uomo che consideravano a tutti gli effetti il loro padre – quell’uomo seduto anche quel giorno e come sempre a tavola con loro – in realtà era sterile. Non era quindi lui il loro vero genitore. La madre di Agathe stava attraversando un periodo di disagio, e il suo psicoanalista le aveva consigliato di “aprire gli armadi”, di dare aria a quel pesante segreto famigliare che, secondo lui, poteva gravare negativamente sull’equilibrio della sua paziente.
di Nicoletta Tiliacos | ilfoglio.it | 14 Luglio 2014 ore 10:00