Il prete di cielle che ama Francesco e tenta di spiegarcelo
Storia straordinaria di un cappellano ottantenne delle carceri che è anche pastore e filosofo, e della sua passione inesauribile per la società, per i deboli, per un cristianesimo forte: don Ciccio Ventorino
“Ho letto ai miei detenuti le parole che il Papa aveva loro inviato attraverso i cappellani delle carceri: ‘Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro; il suo amore paterno e materno arriva dappertutto’… Ho visto prima i loro occhi segnarsi di lacrime e alla fine sono stato coinvolto nel loro applauso caloroso e grato. Quegli uomini in quel momento hanno ritrovato il senso vero della loro dignità, quella che nessuna colpa potrà mai cancellare. Ecco l’ospedale da campo di cui l’uomo ha bisogno, nel quale sentire curate le proprie piaghe da una presenza amorevole quasi fisica, da quella ‘fisicità’ che Papa Francesco concede attraverso la sua persona a tutti”.
di Maurizio Crippa,
ilfoglio.it,
26/02/14

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