Archivi per il mese di: settembre, 2013

«Ogni bimbo non nato ha il volto del Signore»
“Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!”. Sono parole di papa Francesco che oggi ha ricevuto in Vaticano i ginecologi cattolici che partecipano all’incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.
avvenire.it,
20/09/13

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Il Catechismo su tablet e smartphone
Dopo aver annunciato la nuova “app” e il programma per la Giornata dei Catechisti, monsignor Fisichella auspica un miglioramento della formazione catechetica per gli adulti
Citta’ del Vaticano, 19 Settembre 2013 (Zenit.org)

Francesca Immacolata Chaouqui si confessa due volte
Dice a tutti che non vuole fare dichiarazioni pubbliche e che è tenuta alla riservatezza che le impone il suo ruolo di commissaria pontificia per il riordino delle amministrazioni vaticane, con accesso alle carte più riservate.
di Sandro Magister,
magister.blogautore.espresso.repubblica.it,
18/09/13

17 settembre

San Roberto Bellarmino Vescovo e dottore della Chiesa
Montepulciano, Siena, 1542 – Roma, 17 settembre 1621

Roberto Bellarmino nacque a Montepulciano nel 1542 da una ricca e numerosa famiglia. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù. Studiò a Padova e a Lovanio e al Collegio romano di Roma. In quegli anni tra i suoi alunni c’era anche san Luigi Gonzaga. Venne creato cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599. Divenne un affermato teologo postridentino. Scrisse molte opere esegetiche, pastorali e ascetiche; fondamentali per l’apologetica sono i voluminosi libri «De controversiis». Con un’opera semplice nella struttura ma ricca di sapienza come il suo «Catechismo» fu “maestro” di tante generazioni di fanciulli. Famoso anche un altro suo volume «L’arte del ben morire». Morì il 17 settembre 1621 a Roma. Nel 1930, ebbe da papa Pio XI la triplice glorificazione di beato, di santo e di dottore della Chiesa.

Tawadros: «Tutele per tutte le religioni in Egitto»
Il papa copto ha chiesto che la riforma costituzionale estenda le garanzie già previste per cristiani ed ebrei a tutti i non musulmani
di Giorgio Bernardello,
Vaticaninsider.lastampa.it,
13/09/13

Inizio del «Discorso sui pastori» di sant’Agostino, vescovo
(Disc. 46, 1-2; CCL 41, 529-530)

Pastori siamo, ma prima cristiani

Ogni nostra speranza è posta in Cristo. È lui tutta la nostra salvezza e la vera gloria. È una verità, questa, ovvia e familiare a voi che vi trovate nel gregge di colui che porge ascolto alla voce di Israele e lo pasce. Ma poiché vi sono dei pastori che bramano sentirsi chiamare pastori, ma non vogliono compiere i doveri dei pastori, esaminiamo che cosa venga detto loro dal profeta. Voi ascoltatelo con attenzione, noi lo sentiremo con timore.
«Mi fu rivolta questa parola del Signore: Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori di Israele, predici e riferisci ai pastori d’Israele» (Ez 34,1-2) Abbiamo ascoltato or ora la lettura di questo brano, quindi abbiamo deciso di discorrerne un poco con voi. Dio stesso ci aiuterà a dire cose vere, anche se non diciamo cose nostre. Se dicessimo infatti cose nostre saremmo pastori che pascono se stessi, non il gregge; se invece diciamo cose che vengono da lui, egli stesso vi pascerà, servendosi di chiunque.
«Questo dice il Signore Dio: Guai ai pastori di Israele che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?» (Ez 34,2), cioè i pastori non devono pascere se stessi, ma il gregge. Questo è il primo capo di accusa contro tali pastori: essi pascono se stessi e non il gregge. Chi sono coloro che pascono se stessi? Quelli di cui l’Apostolo dice: «Tutti infatti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo» (Fil 2,21).
Ora noi che il Signore, per bontà sua e non per nostro merito, ha posto in questo ufficio — di cui dobbiamo rendere conto, e che conto! — dobbiamo distinguere molto bene due cose: la prima cioè che siamo cristiani, la seconda che siamo posti a capo. Il fatto di essere cristiani riguarda noi stessi; l’essere posti a capo invece riguarda voi.
Per il fatto di essere cristiani dobbiamo badare alla nostra utilità, in quanto siamo messi a capo dobbiamo preoccuparci della vostra salvezza.
Forse molti semplici cristiani giungono a Dio percorrendo una via più facile della nostra e camminando tanto più speditamente, quanto minore è il peso di responsabilità che portano sulle spalle. Noi invece dovremo rendere conto a Dio prima di tutto della nostra vita, come cristiani, ma poi dovremo rispondere in modo particolare dell’esercizio del nostro ministero, come pastori.

La scuola svuotateste
La laïcité imposta agli studenti francesi non è solo un tic nazionale, ma fa tendenza ovunque
Una ventata di mentalità totalitaria vestita di politicamente corretto sta distruggendo il sistema dell’istruzione che ha governato l’occidente per un paio di secoli: non più creazione di conoscenze e cultura come strumenti di libertà dell’individuo, ma meccanismo standardizzato per plasmare gli individui entro ideologie preconfezionate. Certo, il mondo è complesso, standardizzare è difficile, le differenze nazionali persistono, pur indebolite, e Giulio Meotti (“L’abracadabra del pol. corr.”, il Foglio, 29 agosto) ha bene descritto la realtà francese, le sue inveterate tendenze laiciste e giacobine. Ma il motto “la scuola non deve trasmettere conoscenze ma forgiare i valori dell’individuo” non esce solo dalla cucina francese: circola ovunque. Un professore mi racconta di un consiglio di classe aperto dal dirigente con la perentoria indicazione: “E’ prioritario stabilire il modello di persone che vogliamo formare”. E non è roba che esce solo dalla cucina della “gauche”. Si pensi a Monsieur Claude Thélot, uno dei massimi esperti mondiali di problemi scolastici, che presiedette nel 2003, su mandato di Jacques Chirac (un “gauchiste”?) una commissione sul futuro della scuola.
di Giorgio Israel,
ilfoglio.it,
11/09/13

Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen (1Tm 1, 12 – 17).

Intellò, ridicoli e stronzi
Mite e argomentato frontale di un critico letterario solitario contro la logica del branco engagé rilanciata da Flores & Co. su MicroMega. Tra Sartre e Camus, Vattimo e Heidegger, meglio la sentenza di Pasolini
di Alfonso Berardinelli,
ilfoglio.it,
13/09/13

Una macina e un torchio per lasciarsi salvare
Gesù come nuovo Noè
La croce di Cristo si presta ad essere simbolicamente paragonata a immagini e strumenti della vita agricola come il torchio da cui si produce il vino o il mulino da cui si ricava la farina per il pane eucaristico.
Una delle più suggestive e rare immagini dell’Eucarestia è proprio quella del Mulino mistico scolpita su un capitello della cattedrale di Santa Maria Maddalena di Vézelay in Francia (XIII secolo): Mosè versa nel mulino, che rappresenta Cristo, il buon grano che produce il fiore di farina che san Paolo raccoglie in un sacco.
di Alfredo Tradigo,
osservatoreromano.va,
14/09/13

Il legno della misericordia
In un’omelia tenuta ad Antiochia il 14 settembre 513
La festa dell’Esaltazione della croce «preziosa e vivificante» è legata alla dedicazione della basilica della Risurrezione costruita nel 335 a Gerusalemme sulla tomba del Signore. Per la festa si conserva un’omelia di Severo, monaco e poi patriarca di Antiochia, tenuta il 14 settembre 513, quindici secoli fa. Alcuni indizi indicano che durante la liturgia fu fatta un’ostensione e una benedizione con la croce, poi venerata dai fedeli.
di Manuel Nin,
osservatoreromano.va,
14/09/13

Il nome di Maria
Il 12 settembre la Chiesa fa tradizionalmente memoria del “nome” di Maria, principalmente sulla scia di un motivo squisitamente biblico e storico-salvifico.
di Salvatore M. Perrella,
osservatorerano.va,
13/09/13

Francesco e il miracolo dell’icona
Perché il papa ha posto al centro della veglia per la pace la più venerata immagine della Madre di Dio conservata a Roma. Una storia di fede che risale a Gregorio Magno. Il commento di padre Innocenzo Gargano
di Sandro Magister,
chiesa.espressonline.it,
12/09/13

Oggi il mondo invecchiato accoglie gli inizi di una seconda creazione
Dall’antica Siria un’omelia per la Natività della Madre di Dio
La festa della Natività della Madre di Dio è la prima nel calendario liturgico bizantino. Di questa parlano alcune omelie patristiche di tradizione greca, soprattutto quelle di due autori contemporanei tra di loro, ambedue di origine siriaca: Giovanni Damasceno e Andrea di Creta, di cui è importante la prima delle sue omelie sulla festa odierna. Andrea nacque nella seconda metà del vii secolo a Damasco, e divenne monaco a Gerusalemme presso il Santo Sepolcro. All’inizio dell’viii secolo fu nominato vescovo di Gortina nell’isola di Creta; morì verso il 740. La figura della Madre di Dio occupa un posto rilevante nella sua riflessione teologica, legata sempre al mistero dell’incarnazione del Verbo e svolta in quattro omelie sulla Natività di Maria, in una sull’Annunciazione e in tre sulla Dormizione.
di Manuel Nin,
osservatoreromano.va,
08/09/13

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza» (Sap 9,13-18).

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… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

(S)guardo sul Mondo

Diario di emozioni, fotografia e consigli di viaggio di una vagabonda in giro per il mondo. Si accettano offerte a forma di sorriso :-)

Beauty Break

La mia pausa di bellezza

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Tributo al movimento artistico Optical Art che si ritrova in uno svariato numero di sottogeneri: Environmental, Installations, Sculpture e molti altri. https://www.facebook.com/opticalartillusion

In mezzo al mondo

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Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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Opere. (tell : 3403738117 )

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